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La Giunta regionale

Il Piemonte che vorrei

di Alessia Belli

Autunno 2019

PROGETTI E PROPOSITI DEGLI 11 ASSESSORI CHE COMPONGONO LA NUOVA GIUNTA REGIONALE GUIDATA DAL PRESIDENTE ALBERTO CIRIO

Fabio Carosso

  • Nato ad Asti il 6 settembre 1972.
  • Imprenditore, è stato sindaco di Coazzolo (AT) per dieci anni, presidente della Comunità collinare tra Langa e Monferrato e consigliere provinciale di Asti.
  • Vicepresidente della Giunta regionale.

Deleghe: Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Enti locali.

 «Vorrei un Piemonte in cui l’iniziativa degli operatori economici non venisse schiacciata dalle procedure burocratiche, ma in cui le scelte fossero prese sulla base delle vere necessità dei cittadini e degli enti che più da vicino li rappresentano, cioè i Comuni. Dobbiamo poi avere rispetto dei territori e delle loro specificità. Quello che va bene per una zona può essere controproducente per un’altra. Non a caso, questa Giunta sta dedicando molto tempo all’ascolto delle istanze che vengono dalle varie aree della regione. A me sta particolarmente a cuore la montagna, da cui credo possa realisticamente passare una parte dello sviluppo del Piemonte. Certo, dobbiamo puntare sulla ripresa del comparto manifatturiero, ma non dimentichiamo anche un settore che ha una crescita all’anno del 10%, cioè il turismo, dovuta alle nostre città ricche di storia e di arte, ma anche alle nostre colline e alle montagne. E se ci sono i turisti, si creano posti di lavoro. Vorrei quindi un Piemonte dove le Terre Alte fossero dotate di servizi e diventassero attrattive per i giovani, come luoghi in cui trovare occupazione e formarsi una famiglia».

Chiara CaucinoChiara Caucino

  • Nata a Biella il 16 agosto 1973.
  • Avvocato, già vicepresidente di SEAB SPA e consigliera del Consorzio COSRAB – attivi nel settore della raccolta differenziata e del riciclo di rifiuti – e già assessore del Comune di Villanova Biellese.

Deleghe: Politiche della famiglia, dei bambini e della casa, Sociale, Pari opportunità.

«Sogno un Piemonte che dia priorità ai più giovani. La missione che mi onoro di rappresentare, primo caso in Italia di delega ‘ai bambini’, è intrisa del mio amore profondo verso le nuove generazioni. Sicuramente una vena materna, che poi è diventata anche il faro della mia battaglia politica. È proprio dalla voglia di prendersi cura di chi ha bisogno che acquisisco energia per le mie azioni. Politiche sociali significa guardare negli occhi gli indigenti, gli anziani, per i quali stiamo cercando di sfruttare al massimo le risorse che ci sono, ottimizzandole ed efficientando i controlli. I servizi agli utenti devono essere fruibili, altrimenti taluni diritti di garanzia resterebbero solo sulla carta. Il Piemonte che vorrei è quello a cui ogni piemontese aspira».

 

Elena Chiorino

Elena Chiorino

  • Nata a Biella il 2 febbraio 1977.
  • È una libera professionista nel settore del marketing e della digital transformation. Sindaco del Comune di Ponderano (BI) dal 2014 al 2019 e consigliere provinciale di Biella.

Deleghe: Istruzione, Lavoro, Formazione professionale, Diritto allo studio universitario.

«Il Piemonte che vorrei è una Regione in grado di mettere in campo le ricette più efficaci per sostenere e aumentare la competitività del suo sistema produttivo, stando vicino alle proprie imprese in ogni fase, tutelando, nel contempo, i lavoratori, che spesso rappresentano vere e proprie eccellenze da valorizzare. Il Piemonte che vorrei è un Piemonte che sia in grado di tutelare i suoi marchi storici, quelli che hanno fatto conoscere le eccellenze del nostro territorio in tutto il mondo e che rischiano di essere svenduti a soggetti stranieri, con tutte le incognite che questo comporta. Il Piemonte che vorrei è un Piemonte che metta da parte ogni forma di vetero assistenzialismo – come il reddito di cittadinanza – investendo, al contrario, su chi produce e investe sul territorio: perché non dobbiamo mai scordarci che per poter distribuire la ricchezza occorre prima crearla».

 

Marco Gabusi

  • Nato a Canelli il 26 settembre 1980.
  • Appassionato di podismo e ciclismo, il suo impegno politico è iniziato a 19 anni a Canelli, dov’è stato consigliere dal 1999 al 2004, vicesindaco dal 2004 al 2009 e infine sindaco per due mandati dal 2009 al 2019. Ha inoltre ricoperto la carica di presidente della Provincia di Asti con deleghe alla Viabilità, Lavori pubblici, Patrimonio, Affari generali, Legale e Contratti, dal 2016 al 2019, facente funzione dal marzo 2015. È membro della Consulta Aree Vaste di ANCI Piemonte, di cui è diventato presidente nel 2019.

Deleghe: Trasporti, Infrastrutture, Opere pubbliche, Difesa del suolo, Protezione civile, Personale e organizzazione.

«Il Piemonte che vorrei è una regione in cui i territori sono protagonisti del loro sviluppo, dove il trasporto pubblico è più efficiente e capillare e l’intero sistema viaggia a un’altra velocità. L’abbiamo detto in campagna elettorale e lo confermiamo ogni giorno con il nostro modus operandi: è necessario cambiare passo e lavorare a politiche a vantaggio di tutti i piemontesi. In questi primi mesi di legislatura ho insistito sul realismo e sulla concretezza, per dare risposte serie e credibili alle esigenze dei cittadini. Da subito mi sono messo al lavoro insieme a tutti gli enti locali di tutte le province per far sì che siano loro a indicare la via di sviluppo migliore. Siamo usciti dai palazzi per andare a toccare con mano cosa non funziona e di cosa c’è bisogno. Tutti i territori saranno serviti dal trasporto pubblico locale: questo è il mio impegno e l’impegno della Regione Piemonte».

 

Luigi Icardi

  • Nato a Santo Stefano Belbo l’11 aprile 1961.
  • Esperienza trentennale nel sistema sanitario come funzionario dell’ASL del territorio di Langhe- Roero. Da quasi dieci anni sindaco di Santo Stefano Belbo (CN), già consigliere provinciale di Cuneo, vicepresidente della Conferenza dei sindaci dell’ASL CN2, presidente dell’Associazione dei 52 Comuni del Moscato d’Asti, assessore alle Attività produttive dell’Unione Montana Alta Langa e presidente della Fondazione Cesare Pavese.

Deleghe: Sanità, Livelli essenziali di assistenza, Edilizia sanitaria.

«Prima di tutto, la salute. Vorrei un Piemonte che sappia prevenire le malattie e curarsi attraverso le migliori strutture e tecnologie mediche del momento. Capace di potenziare l’offerta sanitaria, in modo da renderla attrattiva anche per i pazienti delle altre regioni, con centri d’avanguardia ad alta specializzazione, pronti a recepire le continue evoluzioni delle scoperte scientifiche. Parallelamente, vorrei che la rete di assistenza territoriale sapesse farsi carico dei pazienti più fragili e cronici, garantendo loro le migliori cure, ovunque risiedano, dalle grandi città alle più sperdute borgate di montagna. Infine, vorrei che il Piemonte, patria dell’eccellenza agroalimentare, fosse garante assoluto della salubrità e della sicurezza delle proprie produzioni alimentari, facendo tesoro dell’insegnamento di Ippocrate: “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”».

 

Matteo MarnatiMatteo Marnati

  • Nato a Novara l’8 ottobre 1981.
  • Esperto informatico, all’età di 24 anni è diventato il più giovane assessore in Italia di un capoluogo di provincia, Novara. Già consigliere di amministrazione dell’EDISU, l’Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte, è capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Novara.

Deleghe: Ambiente, Energia, Innovazione, Ricerca e connessi rapporti con atenei e centri di ricerca pubblici e privati, Servizi digitali per cittadini e imprese.

«Alzi la mano chi vorrebbe l’aria irrespirabile e città congestionate dal traffico; alzi la mano chi non sogna di vivere in città intelligenti, veloci e connesse. Sto scoprendo artigiani, imprenditori – piccoli e grandi – capaci di competere con i colossi mondiali. Vanno aiutati. Non chiedono molto, soltanto strumenti per consegnare alla collettività il frutto del loro ingegno: servizi digitali, connessioni rapide e meno burocrazia. Ho deciso di ascoltarli uno per uno, perché è arrivato il tempo in cui la politica deve smettere di impartire ordini dall’alto. Mi piace pensare a un Piemonte più autosufficiente, dove l’energia pulita viene prodotta qui e consumata qui, dove i rifiuti diventeranno ricchezza, dove i contenuti digitali saranno messi al servizio delle nostre imprese e non regalati all’estero. Un Piemonte più veloce e più pulito, si può fare».

 

Vittoria PoggioVittoria Poggio

  • Nata ad Alessandria il 21 dicembre 1952.
  • Già consigliera comunale di Alessandria, è imprenditrice nel settore orafo e commerciale e fondatrice del Gruppo Terziario Donna di Confcommercio Alessandria, di cui è presidente dal 1999. Nel 2017 ha ricevuto il Premio per l’Innovazione di Sistema nell’ambito della Conferenza nazionale di Confcommercio. Vicepresidente della Confcommercio di Alessandria dal 2015, ha svolto un’intensa attività di promozione delle politiche per il commercio delle città.

Deleghe: Cultura, Turismo, Commercio.

«Vorrei un Piemonte capace di rafforzare attorno ai propri simboli un sentimento identitario, che sia fonte di ispirazione e orgoglio. Vorrei un Piemonte in grado di valorizzare e promuovere il proprio patrimonio culturale materiale e immateriale, sostenendo i grandi luoghi e i grandi eventi come le piccole tradizioni, consapevole che storia, cultura e valori non sono solo una questione quantitativa. Vorrei un Piemonte che sappia affascinare il mondo con il racconto del suo ricchissimo territorio: parlando dei suoi laghi e delle sue montagne, delle città e delle colline, mettendo in luce le eccellenze di un’enogastronomia che non teme confronti e salvaguardando le peculiarità del commercio tradizionale nei centri commerciali naturali. Vorrei un Piemonte che sia eccellenza internazionale nella cultura dell’accoglienza e dell’accessibilità, un Piemonte che punti dritto verso un futuro di crescita e sviluppo, ben consapevole e orgoglioso della sua storia, delle sue origini e delle sue ineguagliabili tradizioni».

 

Marco ProtopapaMarco Protopapa

  • Nato a Torino il 1° febbraio 1965.
  • Libero professionista, consigliere comunale di Acqui Terme (AL) e consulente tecnico della pubblica amministrazione in materia di finanziamenti rurali e perizie per il mondo agricolo e vitivinicolo e per le piccole e medie imprese.

Deleghe: Agricoltura, Cibo, Caccia e pesca.

«In queste settimane stiamo lavorando per porre le basi per il nuovo Piano di sviluppo rurale 2021-2027, che rappresenterà per gli agricoltori piemontesi una vera e propria novità. La chiave di volta della nuova progettualità in ambito agricolo sarà sicuramente rappresentata dalla competitività a livello sia nazionale che internazionale. Solo attraverso adeguate strategie di marketing e di comunicazione sarà possibile far conoscere i nostri pregiati prodotti agricoli, che sono il fiore all’occhiello del nostro patrimonio enogastronomico. Il Piemonte che vogliamo è proprio questo, rappresentato dall’innovazione nella tradizione in un momento in cui i consumatori scelgono sempre di più prodotti genuini e di qualità, garantiti dalla tracciabilità degli stessi grazie a un collegamento certo e indissolubile con i territori di produzione».

 

Fabrizio RiccaFabrizio Ricca

  • Nato a Torino il 6 agosto 1985.
  • Laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali, dal 2011 è consigliere comunale di Torino, dove ha maturato un’ampia esperienza sulle periferie e la sicurezza locale.

Deleghe: Internazionalizzazione, Rapporti con società a partecipazione regionale, Sicurezza, Polizia locale, Immigrazione, Cooperazione decentrata internazionale, Sport, Opere postolimpiche, Politiche giovanili.

«Un Piemonte giusto, capace di tutelare chi ci abita. Che sia contemporaneamente in grado di garantire la sicurezza sociale di chi vuole mettere su famiglia e quella materiale di chi vuole vivere le strade della propria città senza dover temere per l’incolumità dei propri cari. È un Piemonte fiero delle proprie tradizioni quello che mi immagino per il futuro. Una regione che guarda alla sua lunga storia gloriosa per gettare le basi di un futuro di crescita e prosperità per tutti. Credere nelle scommesse della modernità, dell’internazionalizzazione e della conquista di mercati commerciali grazie ai nostri straordinari prodotti vuol anche dire essere ben consapevoli che i fenomeni globali che ci circondano non vanno solo subiti e assecondati, ma prima di tutto guidati. Infine, desidero un Piemonte in cui lo sport riesca a diventare perno di sviluppo, ma riesca anche a rimanere una buona pratica quotidiana accessibile a ogni cittadino».

 

Roberto RossoRoberto Rosso

  • Nato a Casale Monferrato il 20 settembre 1960.
  • Avvocato civilista, possiede una lunga esperienza in Parlamento, dov’è stato deputato per cinque legislature e due volte sottosegretario. Ha inoltre contribuito a livello parlamentare alla fondazione dell’Università del Piemonte Orientale.

Deleghe: Rapporti con il Consiglio regionale, Delegificazione e semplificazione dei percorsi amministrativi, Affari legali e contenzioso, Emigrazione, Diritti civili.

«Vorrei un Piemonte in cui fossero eliminate le liste d’attesa nella sanità e dove si spendesse meno per i servizi, non riducendoli ma rendendoli più efficienti. Un Piemonte dove l’amministrazione non soffocasse gli operatori con mille adempimenti, ma fosse per loro di aiuto e di accompagnamento. Un Piemonte in cui i diritti siano effettivi, quindi esigibili, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come cita la nostra Costituzione. Un Piemonte dove non venga realizzata solo la TAV, ma da cui passi anche la Genova-Rotterdam, che la politica vuole attraversi la Lombardia, mentre per la geografia il tracciato naturale sarebbe: Novi Ligure, Alessandria, Novara, Domodossola, Traforo del Sempione».

 

Andrea TronzanoAndrea Tronzano

  • Nato a Torino il 13 febbraio 1967.
  • Esperto di comunicazione commerciale e progetti di sviluppo dell’attività aziendale, è stato consigliere comunale a Torino per dieci anni e consigliere regionale fino al 2019.

Deleghe: Bilancio, Finanze, Programmazione economico-finanziaria, Patrimonio, Sviluppo delle attività produttive e delle piccole e medie imprese: industria, artigianato, imprese cooperative, attività estrattive.

«Per attitudine ed etica personale, sono abituato a pensare che il futuro non debba essere appannaggio di visioni personali, ma frutto del lavoro di squadra. Dare un’altra velocità al Piemonte significa fare sistema. Il mio sogno è un Piemonte che torni a essere traino dell’economia italiana e capitale della manifattura. Mi piace l’idea che l’ente Regione possa diventare, senza inutili protagonismi, uno degli attori del rinascimento piemontese. Insieme alle università, ai corpi intermedi, alle tante persone che possono dare consigli, possiamo eliminare la diffidenza tra imprese e agire per il successo del made in Piemonte. Uno sforzo importante dovremo farlo sul capitale umano, sulle relazioni fra i distretti e le peculiarità territoriali e, infine, nello scaricare la grande potenza della ricerca e dei brevetti in produzione, e quindi in profitto, e quindi in occupazione. Partiamo da automotive e aerospazio, ma non dimentichiamo le piccole imprese e le tante eccellenze presenti nel nostro Piemonte. È un progetto ambizioso, ma sono convinto sia un momento fertile per programmare il futuro e non solo l’immediato».