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Ilaria Bonacossa

Artissima si estende nel tempo e nello spazio

di Alessia Belli

Autunno 2020

UN’EDIZIONE ALL’INSEGNA DELLA SPERIMENTAZIONE: ARTISSIMA ABBANDONA L’OVAL PER SCOMPORSI IN PIÙ SEDI URBANE E COINVOLGERE VIRTUALMENTE GALLERISTI, COLLEZIONISTI E APPASSIONATI DA TUTTO IL MONDO, FINO AL 9 GENNAIO

La fiera catalizzatrice dell’autunno torinese ripensa se stessa e si trasforma in un evento capillare e digitale. In un anno complesso come quello che stiamo vivendo, dove parole come incontro e condivisione assumono tutto un altro senso, siamo chiamati ad adattarci, a modificare le nostre abitudini. Ed è esattamente la strada intrapresa da Artissima, che per la XXVII edizione cambia forma, rinuncia all’Oval ma non si ferma, anzi si reinventa dimostrando ancora una volta la sua attitudine alla resilienza. «Lo spirito con cui stiamo affrontando questo momento è quello di un sistema che lavora insieme, unito, per preservare comunque la vitalità della manifestazione», sottolinea Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima dal 2017. Tra le pareti colorate di Vanni, storico showroom torinese che sostiene la fiera con un premio per artisti under 35, abbiamo parlato con lei delle caratteristiche di questa nuova edizione denominata Unplugged. Quella che ci attende è infatti un’Artissima non convenzionale, dilatata nel tempo e in grado di raggiungere comunque il suo pubblico grazie a esposizioni fisiche in città, realizzate con la collaborazione di Fondazione Torino Musei, ma parallelamente ricca di progetti digitali per coinvolgere artisti, collezionisti e galleristi internazionali. Come già aveva dimostrato ai tempi del lockdown, Artissima non abbandona il suo intento di sostenere il mondo dell’arte contemporanea.

La decisione di cambiare il format della fiera è arrivata a poco più di un mese dall’inaugurazione. Come avete affrontato questo momento di incertezza?

«La fiera è sempre stata un grande evento di quattro giorni che vede nella concentrazione la sua forza. In questi mesi, insieme al mio team, abbiamo lavorato con la consueta passione all’organizzazione di un’Artissima COVID-conscious, che potesse accogliere a Torino le gallerie, il pubblico, i partner, in piena sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti. Il contesto di incertezza globale in cui stiamo vivendo in questi giorni ci ha costretti, però, a non procedere all’organizzazione della fiera nel formato canonico. Abbiamo quindi deciso di cambiare ed estendere l’esperienza di Artissima nel tempo e nello spazio col sostegno di Fondazione Torino Musei. Grazie a questo progetto sinergico porteremo nelle sue sedi, ovvero Palazzo Madama, MAO e GAM, una selezione delle opere che le gallerie coinvolte nelle sezioni Main Section, New Entries e Dialogue/Monologue avrebbero esposto negli stand dell’Oval. Tutte le esposizioni saranno visitabili fino al 9 gennaio».

Il contesto di incertezza globale in cui stiamo vivendo in questi giorni ci ha costretti a non procedere all’organizzazione della fiera nel formato canonico

Parallelamente, attiverete anche i progetti digitali…

«Già negli anni passati ci eravamo dedicati all’aspetto digital della fiera, ma quest’anno sarà la prima volta che Artissima prenderà vita in questa forma mista. Online ci sarà spazio per il catalogo digitale, che permetterà agli utenti di esplorare gallerie, artisti e opere in modo interattivo, oltre alla piattaforma cross-mediale Artissima XYZ. Quest’ultima è una grande novità che unirà le tre sezioni curate Present Future, Back to the Future e Disegni, coinvolgendo in totale 30 artisti per 30 gallerie. Sarà un’immersione inedita nell’arte contemporanea che andrà oltre la classica  struttura delle viewing-room, dando la possibilità al visitatore di apprezzare il valore dell’opera attraverso letture critiche, contenuti fotografici, video, interviste e podcast con artisti, galleristi e curatori. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di rendere XYZ un’esperienza raccontata e molto umana, nonostante la sua forma virtuale».

Regina Vater, ‘Give me your time’, 1981

Il tema di questa edizione è Stasi Frenetica, qual è l’idea dietro questa scelta?

«È un termine che deriva dalla sociologia e dalla politica, indica una situazione di apparente attività che però non porta risultati. Ci sembrava una bella metafora del presente, di quello che abbiamo vissuto tutti in questi mesi, e del lavoro che stiamo affrontando in questo momento».

Artissima, infatti, è stata molto prolifica anche durante il periodo di lockdown con diversi progetti online…

«L’esigenza della fiera di vivere 365 giorni all’anno e anche nel digitale ci era già ben presente, ma il lockdown ci ha spinti a riflettere su queste tematiche in misura decisamente maggiore. Per questo abbiamo ideato Genealogia, progetto nato quando solo il nostro Paese si era fermato rispetto al resto del mondo: ci sembrava un modo per dare supporto agli artisti italiani offrendo loro visibilità. Il risultato è stato molto positivo, ha diffuso quella sensazione che l’arte italiana è una grande famiglia. Più avanti c’è stato Fondamenta, piattaforma in cui ogni galleria che aveva partecipato alla scorsa edizione offriva un’opera in vendita con un range di prezzo fino a 15mila euro. Un altro modo per sostenere il sistema arte e creare nuove connessioni tra collezionisti e galleristi, utilizzando i nostri contatti e le nostre risorse».

Durante l’intervista

A proposito di sistema arte, quali sono le criticità e quali le prospettive?

«Le gallerie italiane, ma anche estere, in particolare quelle di ricerca, stanno affrontando già da tempo una crisi perché è in atto un reale cambiamento nel mercato. Quelle che un tempo erano botteghe del contemporaneo, oggi sono diventate piccole multinazionali. Oggi il gallerista non deve solo scoprire artisti emergenti e saper gestire il rapporto coi collezionisti, ma deve anche essere un manager, e non tutti hanno questa vocazione. Quest’anno, inoltre, ha preso la rincorsa anche la trasformazione digitale e credo non si tornerà indietro…».

Flavio Favelli, ‘Disney’, 2015

Per una galleria, quindi, quanto è importante, oggi, essere presente online e sui social?

«Negli anni ’90, se avevi una galleria era obbligatorio organizzare cene, eventi; adesso è obbligatorio avere una piattaforma digitale per incontrare collezionisti e artisti. Ha la stessa funzione di aggregazione sociale, ma completamente rivoluzionata. Io credo che la modalità fisica e la modalità digitale continueranno a interagire. Questo è anche l’obiettivo che si prefigge Artissima».

In una recente intervista ha detto che l’arte ha il potere di essere cura, distrazione e strumento di comprensione del proprio tempo.

«L’arte contemporanea ha sempre avuto uno scatto in avanti nell’interpretare il presente e il futuro grazie alla sua vocazione a immaginare mondi più o meno distopici. Quello che stiamo vivendo è talmente inaspettato che, sicuramente, l’arte può rappresentare un buon modo per capirlo. Gli artisti, d’altronde, hanno sempre indagato l’idea dell’isolamento, della chiusura, delle società che ti tolgono le liberta, ecc. Nel periodo di lockdown tutti hanno sentito quanto l’arte, in generale, fosse una parte importante nella vita di ognuno».

Matthias Bitzer, ‘Untitled’, 2020

Quale sarà l’impatto di Artissima sulla nostra città e sull’Italia?

«In questo frangente, la nostra mission non è solo organizzare la miglior fiera d’arte possibile, ma anche portare un contenuto culturale sul territorio in un anno in cui, di contenuti culturali, ne sono arrivati pochi. Coinvolgeremo attivamente anche le gallerie torinesi, perché credo sia un modo per scoprire tanti luoghi alternativi della città. Io per prima, quando viaggio, cerco sempre nuove gallerie da visitare, perché ti portano in quartieri dove magari non andresti. L’art week torinese è sempre stata un momento di grande vitalità per tutto il territorio, per il turismo e il commercio; anche quest’anno cercheremo di dare un forte segnale all’Italia, facendo ripartire il mondo dell’arte da Torino».

 

ARTISSIMA – FIERA INTERNAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA

A causa delle disposizioni imposte dal DPCM del 3 novembre 2020 contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid-19, fino al 3 dicembre sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura

Artissima Unplugged

GAM – Palazzo Madama – MAO

Dal 5 novembre al 9 gennaio 2021

Artissima XYZ

Dal 5 novembre al 9 dicembre 2020

xyz.artissima.art

Catalogo online

Dal 7 novembre al 9 dicembre 2020

artissima.art

(Foto di MARCO CARULLI e UFFICIO STAMPA ARTISSIMA)