Come immaginiamo un consumatore “evoluto”? Probabilmente consapevole delle proprie scelte. Giancarlo Giovannini ha creato Le pillole assicurative proprio per questo. Prima con i video e poi, nel 2023, con un libro che raccoglie esperienze di vita vissuta e consigli dal mondo delle assicurazioni. Fino a comporre una sorta di manuale del buon cliente o, come da premessa, del consumatore evoluto; che opera le proprie scelte con cognizione di causa e coscienza. Un libro che si pone l’obiettivo di aiutare e che allo stesso tempo racconta un mondo in costante mutamento.
Partiamo da qui, quanto è cambiato il mondo in cui lavora e di cui scrive?
«Parecchio. È sempre stato un mondo complesso, si tratta anche di una forma di “garanzia”, ma la digitalizzazione ha spesso eliminato il rap porto umano con l’assicuratore, lasciando le persone in balia della propria non conoscenza».
Ed è una condizione dannosa?
«Chiaro. Non è pensabile comprare una cosa così importante a scatola totalmente chiusa».

Ed è nata quindi l’idea delle pillole?
«Sì, sinceramente ero stufo di vedere persone abbandonate a illusioni che, comprensibilmente, non erano in grado di affrontare. Con mia moglie abbiamo concepito l’idea dei video, le “pillole assicurative”, e poi con il tempo è nato il progetto di raccoglierle in un libro».
Con la volontà di divulgare cultura sul tema?
«La cultura è decisiva. Il problema delle assicurazioni oggi è che sembra sia più importante risolvere una certa “ansia da marketing”, piuttosto che acquistare un prodotto funzionale. Uno compra online, crede di togliersi il pensiero, ma la realtà è che probabilmente ha comprato un’assicurazione “vuota”».
In che senso?
«È come andare al ristorante, prendere un piatto vuoto, pagare e uscire. Certo sono stato a cena… ma non ho mangiato. Un’assicurazione scelta consapevolmente ha dentro ciò di cui ho davvero bisogno. Ma come faccio a sceglierle se non so neanche cos’hanno dentro? Ecco, il libro racconta tanti aneddoti e situazioni di questo tipo».
Situazioni di vita vissuta?
«Anche. Da assicuratore ne ho viste parecchie… Nel libro cerco di raccontarle con un linguaggio diretto e accessibile, vorrei fosse un “manuale”. Non a caso ci sono i capitoli, ma non esiste un ordine cronologico: è pensato per essere aperto e consultato, anche a “episodi”».
Nel libro parla spesso di “falsi miti”, ce ne racconta uno “extra libro”?
«Le polizze per cani. È normale spendere 400 euro per una polizza con massimale da tremila? Ovvio che no. Non è un principio assicurativo».
Perché la gente le fa?
«Per tanti motivi, anche per una mala-narrazione. Altro esempio: post Covid le polizze sanitarie, specie per visite specialistiche, sono aumentate del 30%, e spesso sono inutili, o perlomeno superflue».
Quindi la “colpa” di chi è?
«Non ci sono colpe. Ci sono pretese. L’evidenza ci dice che è molto più facile incontrare un esperto di vino, che compra coscientemente una buona bottiglia, rispetto a un acquirente, consapevole, di un prodotto assicurativo. Ed è surreale».
Un capitolo del libro si chiama “clienti illusi e clienti evoluti”: il suo obiettivo è formare clienti evoluti?
«La mia ambizione è aiutare a liberarsi dal giogo di una paura da dover compensare. Le scelte importanti della nostra vita non si affrontano con paura, ma con coscienza. Penso che il libro abbia avuto discreto successo perché la missione è genuina e spiegata in maniera trasparente».
Un ultimo consiglio (il resto ce lo leggiamo nel libro).
«Il prezzo non deve comandare. Serve rivoluzionare una struttura mentale purtroppo consolidata. Il prezzo è il punto di arrivo, prima devo capire cosa mi serve davvero, e solo in ultima istanza giudicherò se è adeguato. Questo vale con le polizze, a tavola, ovunque».
Nel futuro?
«Probabilmente una nuova edizione, ci sono ancora tante pillole da raccontare…».
(foto ARCHIVIO GIANCARLO GIOVANNINI)

