Tra intelligenza artificiale, nuove competenze richieste e modelli organizzativi in evoluzione, il mercato del lavoro è in chiara trasformazione. Abbiamo incontrato Marco Valsecchi, amministratore delegato di Synergie Italia, per aiutarci a capire cosa ci riserva il futuro. Manager con una solida esperienza nel campo delle risorse umane e dell’innovazione organizzativa, Valsecchi può vantare una posizione privilegiata come osservatore di questo cambiamento che porta a una visione lucida e concreta su quali sfide e opportunità ci aspettano.

In un contesto in cui automazione e intelligenza artificiale stanno trasformando rapidamente il mercato del lavoro, quali profili professionali vedete emergere con maggiore forza nei prossimi 3-5 anni?
«Nel mondo (del lavoro e non) si parla tantissimo di intelligenza artificiale, ma devo rilevare che nel nostro Paese l’adozione di questa rivoluzionaria tecnologia è ancora limitata rispetto alle potenzialità. Sono convinto che presto pervaderà la quotidianità cambiando la vita di tutti. Per adesso, sia dal punto di vista dell’uso delle aziende che dal punto di vista dell’offerta di lavoratori, l’utilizzo è piuttosto marginale, mancano le skills e le competenze. Ciò che c’è già nel presente è invece la richiesta di formazione in tale direzione, formazione che sta diventando sempre più strategica sia per le imprese che per i governi, a livello centrale e regionale».
Quali modalità oggi vengono utilizzate per incrociare domanda e offerta, e qual è il ruolo delle agenzie per il lavoro?
«Si potrebbe pensare che i giovani, essendo nativi digitali, non abbiano bisogno di una formazione dedicata eppure, come dicevo, la carenza di competenze rispetto alle nuove tecnologie è evidente in tutte le fasce di età. È qui che le agenzie di lavoro come Synergie Italia possono arrivare in aiuto collaborando con istituzioni e aziende, e attivando dei percorsi formativi specifici. Synergie Italia in particolare è impegnata nella partecipazione a bandi regionali volti a proporre formazione nell’ottica di creare occupazione o fare reskilling. Ci interfacciamo anche con le Università e con le associazioni di categoria che si rivolgono a noi sia per la fornitura di personale che per la formazione, e vantiamo un dialogo molto stretto e produttivo all’interno degli ITIS, dove possiamo attivare degli interventi che aiutino i ragazzi a comprendere le dinamiche del mondo professionale contemporaneo. Le agenzie per il lavoro, secondo noi, e devo dire anche secondo il mercato, rappresentano un attore fondamentale in un universo professionale sempre più complesso e investito dal cambiamento significativo come quello che stiamo vedendo oggi».

A proposito di giovani: spesso è complesso per loro entrare stabilmente nel mondo del lavoro. Quali strategie adottare per favorire l’occupazione giovanile?
«Credo nelle politiche attive del lavoro. Nel momento in cui un giovane si affaccia sul mercato, bisognerebbe intercettarlo, formarlo e così renderlo pronto ad affrontare la professione. Noi cerchiamo anche di anticipare questo processo tramite Synergie School, programmi di collaborazione con le scuole, e in particolare presso gli ITIS, in cui andiamo a raccontare quali siano i profili più richiesti, le competenze che bisogna acquisire in base alle proprie aspirazioni e così via. È evidente però che l’Italia sia oggi un Paese che necessita di un raccordo maggiore fra i giovani che vogliono vedere soddisfatte le loro aspirazioni professionali e le imprese che hanno sempre più necessità di trovare i migliori talenti, ovunque siano, e fare in modo che possano crescere con l’azienda. Questo deve essere esattamente l’obiettivo di un’agenzia per il lavoro, per questo noi stiamo promuovendo diverse iniziative per dare anche una rilevanza sociale al nostro agire».

A proposito di sociale, l’inclusione lavorativa è in effetti un tema sempre più centrale. Come affrontate la valorizzazione della diversità e l’integrazione delle categorie fragili o svantaggiate?
«Essere responsabili, per chi si occupa di gestione delle risorse umane, significa studiare il modo in cui le azioni hanno un impatto positivo sull’ambiente e sulla società. In questo contesto abbiamo fatto nascere Synergie Impact, un progetto volto a comunicare in modo chiaro e trasparente quali scelte e quale visione di lungo periodo stiano alla base dell’impegno aziendale nel costruire un futuro più equo per le persone, attraverso la promozione della parità di genere e del merito; una mission che si concretizza nell’organizzazione di eventi e iniziative a supporto proprio di queste tematiche e dell’indipendenza economica delle donne, e in azioni di sensibilizzazione sui temi del cyberbullismo, dell’inclusione e della diversità. Tilde 2024 è il progetto promosso dall’Unione dei Comuni Nord Est di Torino che aiuta le donne con figli minori a carico a conciliare vita privata e professionale, offrendo percorsi gratuiti di formazione e supporto per il reinserimento lavorativo. “Attiviamoci per la parità!”, sviluppato con SvoltaDonna OdV, è un ciclo di appuntamenti che si concentra sulla promozione dell’uguaglianza di genere e sull’autonomia economica delle donne. “Nel cuore della Rete” è invece un progetto educativo promosso insieme a Fondazione Carolina, per insegnare un uso sicuro e consapevole degli strumenti digitali tra i giovani e, similmente, il programma “Cittadinanza digitale: una partita da vincere” offre percorsi formativi nelle scuole per sensibilizzare studenti e insegnanti sull’importanza della sicurezza online e della prevenzione del cyberbullismo. Abbiamo anche due dipartimenti specializzati e dedicati alla sensibilizzazione sulle tematiche Diversity&Inclusion, attraverso la promozione e la valorizzazione dell’unicità di ogni persona e la gestione di tutti i processi legati all’inserimento lavorativo delle categorie protette. Sono tutti esempi pratici di come il mondo del lavoro possa guardare alle fragilità in modo inclusivo e stimolante».
Torino è una città con una forte vocazione industriale, ma oggi in fase di trasformazione. Quali settori stanno mostrando segnali di crescita nella zona e dove si concentrano le opportunità occupazionali?
«L’aerospazio è sicuramente il settore del momento sul nostro territorio, un polo d’eccellenza destinato a crescere ancora. Oltre a portare una richiesta di figure specializzate, la sua presenza crea passaparola perché altre aziende investano in quest’area con la consapevolezza che qui possono trovare candidati altamente qualificati. Ma c’è anche il ferroviario (Torino potrebbe diventare facilmente un hub manutentivo) e, attorno a Torino, tante piccole imprese che, vista la riduzione della domanda da parte del settore automotive, si stanno riconvertendo verso la difesa o l’aerospazio. Certo non è una trasformazione che avviene nel breve periodo, ci sono tempistiche legate alle certificazioni da ottenere e l’adeguamento a criteri di sicurezza differenti, ma sono molti gli imprenditori che, pur nella consapevolezza che non torneranno i volumi a cui erano abituati, colgono nuove opportunità. E quindi creano nuove linee, investono in ricerca e sviluppo…».

Dal vostro punto di vista privilegiato sul mercato del lavoro, notate un disallineamento tra offerta formativa e richieste del mercato torinese? Se sì, come si può colmare?
«Più che un disallineamento dell’offerta formativa notiamo una carenza di figure professionali rispetto alla richiesta. In primis mancano ingegneri e lavoratori con competenze STEM: la softwaristica e l’IT stanno sempre più convergendo e diventano fondamentali in ogni tipo di azienda. Fortunatamente il nostro territorio è ricco di validi ITIS in grado di garantire un’ottima preparazione e che sono ben collegati con il mondo del lavoro: non voglio dire che un diplomato ITIS sia sostituibile con le sue competenze a un ingegnere, ma sicuramente può fornire, all’interno del team, quel know-how tecnico ormai imprescindibile. Sull’offerta formativa in senso stretto, invece, il mercato porta a quello che la nostra Synergie Academy offre: corsi specialistici, corsi di approfondimento di materie STEM, corsi di reskill. Sia per i nuovi candidati pre-assunzione, sia per i lavoratori che necessitino di rafforzare alcune competenze, sia per chi deve essere ricollocato. È necessario partire dai bisogni delle aziende stesse, creando un dialogo solido e continuativo con gli imprenditori, per poi andare a strutturare una formazione specifica che risponda a esigenze concrete. In questo modo l’allineamento tra l’offerta e la domanda sarà garantito».

Ultimo passaggio: cosa manca secondo lei in Italia per avere un sistema del lavoro davvero moderno e competitivo a livello europeo?
«Penso che il potenziamento delle competenze più richieste dal mercato del lavoro sia uno dei punti fondamentali per la competitività: in tal senso c’è bisogno di un cambiamento culturale. Bisognerebbe smettere di obbligare i nostri ragazzi ad andare al liceo, alcuni di loro potrebbero essere portati per materie più concrete e manuali. Solo così andremo a potenziare la richiesta di competenze STEM oggi tanto richieste. Allo stesso tempo è sotto gli occhi di tutti il fenomeno della decrescita demografica, un male silenzioso, ma ormai inarrestabile per l’Italia. La soluzione è contrastare l’assenza di candidati, andando a cercarli anche oltre i confini nazionali ed europei. Questo è il compito, ad esempio, della divisione Global Talent di Synergie Italia: individuare nuovi lavoratori da formare ulteriormente e inserire quindi sul mercato. Quest’anno abbiamo aiutato il trasferimento di 150 infermieri tra Perù e Brasile. Continueremo in questa direzione, perché il lavoro del futuro non aspetta: va costruito oggi, con visione e azioni concrete».
(foto SYNERGIE ITALIA)
