Orlando Ferraris è uno di quei professionisti che hanno attraversato mezzo secolo di comunicazione senza mai perdere il sorriso, la voce e la voglia di sperimentare. Cresciuto con la radio quando era ancora artigianato puro, oggi guida Zip – Agenzia di Comunicazione, laboratorio dove informazione, eventi, creatività e tecnologia convivono come in una piccola città nella città.

Dalla prima esperienza in una radio parrocchiale fino alla direzione artistica di network nazionali, dai grandi eventi pubblici ai podcast, dalla redazione alle startup che crescono nel coworking: la sua è una storia che racconta l’evoluzione della comunicazione italiana da dentro, con entusiasmo e ironia. Lo abbiamo intervistato per ripercorrere il suo cammino e capire dove sta andando il “suo” mondo, quello della comunicazione che cambia senza mai perdere ritmo.
Orlando, partiamo dall’inizio. Dove nasce tutto?
«Inizia in un pomeriggio qualsiasi, io ragazzino di 13 anni che passo davanti alla chiesa di Falchera. Il parroco mi ferma e mi dice: “Vieni, stiamo facendo la radio libera”. Entrai per curiosità, uscii con la sensazione che avrei fatto radio per tutta la vita. Mi misero davanti a un microfono e da lì non mi sono più fermato. È come se avessi trovato subito la mia voce, in tutti i sensi».

Da quella voce adolescenziale è arrivato alle direzioni artistiche. Che percorso è stato?
«Un percorso intenso, fatto di notti in studio, programmazioni musicali, idee, prove, errori e tantissima passione. Sono stato direttore artistico del gruppo Radio Centro 95 e Radio Manila, un’esperienza formativa e divertente. Poi nel 2001 è arrivata RTL 102.5: prima come direttore artistico per tre anni con il progetto Areali, poi come giornalista professionista corrispondente dal Piemonte. Era un momento di grande fermento per la radio italiana: si cresceva, si sperimentava, si cercava un linguaggio nuovo. Io cercavo di portare la mia impronta, sempre con Torino nel cuore».
E poi il 2006, l’anno delle Olimpiadi di Torino… Che ruolo ha avuto?
«Le Olimpiadi Invernali 2006 sono state un’occasione speciale. Ho realizzato un progetto radio dedicato alla comunicazione dell’evento che trasmetteva dai “Gianduiotti” di Atrium in piazza Solferino. Era un momento in cui la città respirava energia. È lì che ho iniziato anche a dedicarmi agli eventi: capivo che comunicare non era più solo voce, ma un’esperienza completa. Altro ricordo indelebile: i festeggiamenti in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per i quali sono stato coinvolto in qualità di testimonial per le “Istruzioni per l’uso”. Ci sono voluti cinque anni per costruire in città un evento simile, capace di coinvolgere l’intero territorio».
Tutte queste esperienze l’hanno portata a creare Zip. Qual è la sua genesi?
«Zip nasce dal desiderio di unire tutto ciò che avevo imparato: la radio, gli eventi, la produzione, la parte editoriale, le relazioni con il territorio. La considero un vero e proprio showroom della comunicazione. Zip è diventata un’agenzia che lavora con sostenibilità e affidabilità come filo conduttore. Con l’arrivo di mio figlio Edoardo, poi, l’offerta dei servizi si è ulteriormente ampliata e con essa anche la dimensione degli eventi».

Ci fa qualche esempio degli eventi che avete realizzato?
«Ne avrei mille. Dalle tante convention aziendali (locali, nazionali e internazionali) ai grandi appuntamenti pubblici come San Giovanni o il Natale della Città di Torino. Fino a divertenti game show e contest come la gara dei carrelli della spesa che abbiamo ideato per Coop, un tour in 16 tappe nelle quali i clienti dei grandi centri commerciali si sfidavano a fare la spesa nel minor tempo possibile per aggiudicarsi un ricco montepremi. Ci piace anche investire nella formazione: da sei anni organizziamo per AIF il Premio Eccellenza Formazione, che seleziona i migliori progetti formativi di enti pubblici e privati. Era a Milano e lo abbiamo portato a Torino: una piccola grande fonte di vanto per Zip. In ogni caso, per ogni cliente e situazione, ci piace seguire l’evento dall’inizio alla fine: progettazione, scenografia, catering, merchandising… Perché un evento non si “fa” soltanto… si vive».
Zip però non è solo eventi. La radio e la produzione di contenuti rappresentano sempre la vostra anima, giusto?
«Assolutamente. Siamo anche un’Agenzia di informazione Stampa con il marchio Zipnews.it. La nostra redazione giornalistica produce tutti i giorni notiziari per circa 20 radio, dieci edizioni al giorno e contenuti per il nostro giornale online. Raccontiamo la città, la regione, storie quotidiane, rubriche, notizie che fanno bene. Un programma storico di cui andiamo molto fieri è “Tuttocittà”, appuntamento radiofonico e web da anni in diretta con il sindaco di Torino. Attualmente siamo on air ogni martedì con il sindaco Lo Russo dall’Urban Lab. Poi c’è il progetto della radio della metropolitana di Torino: un format unico in Italia che unisce informazioni di servizio e curiosità sul territorio. Complessivamente, tra le nostre radio e i nostri contenuti, ogni giorno arriviamo a circa 500.000 ascoltatori: un bel pubblico con cui parlare (anche nel momento in cui dobbiamo promuovere un evento o quando realizziamo dirette dell’evento stesso)».

Parliamo della vostra sede: un luogo che è anche un pezzo di storia torinese recuperato…
«È così. Dal 2016 ci siamo trasferiti in un edificio in San Salvario molto particolare: una palazzina ottocentesca con annessa un’area in stile industriale che nel dopoguerra è stata sede della fabbrica Singer delle macchine da cucire. L’abbiamo recuperata da soli, con un investimento importante: luce naturale, pompe di calore e rispetto dell’ambiente. Oggi è un hub creativo con sala conferenze, studi insonorizzati, sale riunioni, coworking, produzione podcast (un settore che dal post Covid è esploso). Mettiamo a disposizione di aziende e privati tecnologia, tecnici audio, giornalisti, video maker, event manager. Abbiamo otto dipendenti e una ventina di collaboratori. E lo spazio è così flessibile che la Città stessa lo usa per incontri e conferenze. Da gennaio ospiteremo anche il master in Comunicazione Turistica ed Enogastronomica Mario Soldati nella nostra sala conferenze. Per un nostro cliente abbiamo invece ideato un team building dal titolo “Ciak si gira”, in cui i partecipanti dovevano creare uno spot per promuovere i servizi della propria società; per altri abbiamo costruito eventi su temi sociali, come ad esempio la parità di genere… E infine lo spazio coworking può diventare davvero un acceleratore: una startup viene da noi, affitta la sala e trova la consulenza giusta per crescere. Credo che oggi la comunicazione sia soprattutto partecipazione».
Orlando, come descriverebbe il vostro modo di lavorare?
«Direi che è un modo veloce, concreto, senza fronzoli. È Zip (così vi ho svelato il significato del nostro nome)! Lo dico sempre ai clienti: dal brief all’idea in 24 ore, questo è il nostro modo naturale di reagire alle sfide: ascoltare, capire, produrre. È la radio che ce l’ha insegnato: tempi stretti, risultati puliti».

Guardando avanti, come vede il futuro della comunicazione?
«In continuo movimento. Non potrebbe essere altrimenti. Noi stiamo già lavorando con strumenti digitali molto avanzati e con l’intelligenza artificiale. Qualcuno teme che porterà alla scomparsa di determinate figure professionali, ma io credo che la vera sfida sia usarla per migliorare il servizio, non per sostituire le persone. Oggi dobbiamo essere adattabili, veloci, curiosi. Il futuro è già qui, occorre accoglierlo senza paura».
Ultima domanda: chi c’è dietro la sua forza?
«La mia famiglia. Mia moglie Tiziana, i miei figli Ettore ed Edoardo, e le mie nuore. Mi sostengono, mi seguono, mi spronano. Dietro ogni progetto, ogni voce, ogni evento, ci sono. Senza di loro (e i miei collaboratori) Zip non potrebbe essere la migliore agenzia d’Europa… anzi del mondo! Almeno secondo me…».

(foto MARCO CARULLI e ZIP)
