Nella rinnovata area espositiva di Italdesign, a Moncalieri, la showcar Quintessenza accoglie gli ospiti come una dichiarazione di intenti. Linee tese e sofisticate, cromie decise, tecnologia allo stato dell’arte per un concept che interpreta la design philosophy del brand torinese come un vero manifesto di sostenibilità. Eppure, osservando oltre la superficie, emerge una nuova grammatica del progetto: componenti in fibra di lino sostituiscono il carbonio, i tessuti degli interni rielaborano polvere di scarto della lavorazione del marmo. L’estetica evolve e diventa veicolo concreto di una sostenibilità integrata, misurabile, progettata fin dall’origine.

«È uno showcase emblematico di ciò che oggi intendiamo per sostenibilità – spiega Ismene Lage Cañellas, ESG Officer – Da tempo lavoriamo per integrare i criteri ESG nei processi aziendali a tutti i livelli. Questo percorso ci ha fatto scoprire che molte pratiche erano già parte del nostro DNA; quello che cambia è strutturare questo impegno in una funzione trasversale, capace di elevare temi fino ad ora considerati di valore finanziario marginale a leve di valore strategico». Non a caso, infatti, l’area ESG è inserita nell’ente di Strategia, a diretto contatto con l’amministratore delegato. Da tre anni Italdesign rendiconta così le proprie attività secondo gli standard VSME, ESRS volontari per le PMI: un esercizio di trasparenza che diventa anche bussola operativa. «È un modo per raccontare ciò che facciamo e per restare coerenti lungo tutta la filiera – prosegue Lage Cañellas – A partire dal design, terreno storico d’elezione del marchio, una parola che interpretiamo in senso anglosassone riferendoci tanto allo stile quanto all’ingegneria. È proprio in questa intersezione, fin dai tempi di Giugiaro e Mantovani, che si è aperto lo spazio per innovare, oggi anche guardando alla sostenibilità».
L’attenzione all’efficienza dei consumi, alla riparabilità, allo smantellamento a fine vita entra già negli schizzi iniziali. E la showcar Quintessenza è stata tra i primi banchi di prova di questo approccio. Ogni scelta diventa un banco prova in ottica Life Cycle Assessment (LCA), la metodologia che, per i prodotti in produzione, quantifica l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto stesso. Un principio che guida anche ReSedo, l’ultima proposta di sedile automotive firmata Italdesign: una sfida, un esercizio progettuale che traduce la sostenibilità in prestazione e comfort. «Non la consideriamo un vincolo, ma un’opportunità. I risultati ottenuti rafforzano la consapevolezza di poter fare di più: le nostre competenze rappresentano una base straordinaria per accelerare in questa direzione e rispondere alle richieste di clienti sempre più sensibili».

L’impegno ESG attraversa anche la dimensione sociale e di governance di Italdesign. Sul fronte della gender equality, l’azienda ha ottenuto nel 2024 la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 (confermata a seguito del primo audit di mantenimento superato positivamente lo scorso anno) e promuove iniziative per accompagnare le ragazze nella scelta dei percorsi universitari tecnico-scientifici. Accanto a questo, prende forma un ecosistema di progetti a impatto positivo sul territorio: dalla collaborazione con la Fondazione FORMA per condurre laboratori nel reparto di neuropsichiatria dell’Ospedale Regina Margherita al “Pasto Sospeso” per famiglie fragili in collaborazione con l’Unione dei Comuni di Moncalieri, Trofarello, La Loggia, fino alla raccolta di materiale per l’infanzia per il Banco del Sorriso. «Forse hanno funzionato così bene perché li abbiamo ingegnerizzati – sorride Lage Cañellas – È interessante vedere come il nostro modo di lavorare generi valore anche dove non te lo aspetti». Iniziative che hanno visto una grande partecipazione sia da parte di aziende amiche sia dei dipendenti. «Con il Banco del Sorriso, poi, ci siamo accorti di aver favorito anche la conciliazione vita-lavoro permettendo ai genitori di “liberare” le camerette da oggetti non più utilizzati generando un contributo benefico, il tutto presso il proprio posto di lavoro».

È incredibile come la sostenibilità, quando diventa metodo e visione condivisa, riesca a generare valore concreto ben oltre il perimetro del prodotto, trasformando ogni progetto in un motore di cambiamento.

(foto ITALDESIGN)
(Servizio pubbliredazionale)