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Isola La Graciosa

La new entry selvaggia e naturale delle Isole Canarie

di Silvia Donatiello

Inverno 2019

UN'ISOLA SELVAGGIA ALL'INTERNO DELLA MAGGIOR RISERVA MARINA D'EUROPA CHE LE POLITICHE AMBIENTALI PROTEGGONO DAL TURISMO DI MASSA

Le Isole Canarie, meta ambita durante i nostri freddi inverni, vantano da circa un anno un’isola in più, La Graciosa. In realtà è sempre esistita, ma ha raggiunto lo status di isola (prima era considerata un isolotto) solo da pochi mesi. La si può ammirare dal Promontorio di Famara, a Lanzarote, da cui dista pochi chilometri. Fa parte dell’Arcipelago Chinijo, 700 chilometri quadrati di area naturale protetta formata da diverse isole, tra la quali La Graciosa è la più grande e l’unica abitata, con i suoi 600 abitanti. La Graciosa non è adatta a tutti. È un’isola selvaggia, praticamente incontaminata, dove si viene per dimenticare lo stress e godersi la natura, il silenzio, le strade non asfaltate, il sole, le spiagge deserte e, per gli amanti delle immersioni, la maggior riserva marina d’Europa. È un’isola da visitare con lo spirito giusto, con un bagaglio esiguo, la macchina fotografica, qualche libro e la voglia di staccare da tutto.

Una settimana è tutto quello di cui avete bisogno per ricaricare. Anche un mese, un anno, con il rischio di non tornare più. L’isola, con i suoi 29 chilometri quadrati e un’altitudine massima di 266 metri, vanta una temperatura media annuale di 24 gradi, che invitano a portare con sé solo il minimo indispensabile: il costume da bagno, innanzitutto, scarpe da trekking, infradito, abiti sportivi, una maglia per la sera e protezione solare con un fattore alto, molto alto (parlo per esperienza). I periodi da evitare sono più che altro quelli da fine maggio a fine luglio, quando gli alisei, i venti che soffiano sulle isole, si alzano e rendono un po’ più difficile rimanere in spiaggia senza finire come una crocchetta impanata. L’autunno, l’inverno e la primavera sono ideali per questa meta veramente poco conosciuta e che, grazie alle politiche ambientali dell’arcipelago, è decisa a proteggere il suo ecosistema dal turismo di massa. Dimenticate l’automobile (che a ogni modo non potreste portare), noleggiate una bici o camminate lungo le strade in terra battuta e sabbia per raggiungere spiagge da sogno come Las Conchas, Montaña Amarilla, Playa de Caleta de Sebo e La Francesa.

Paesaggi selvaggi, da film, acque tranquille ideali per gli sport acquatici, cieli limpidi adatti per l’osservazione degli uccelli e delle stelle. La bici è indispensabile non solo per raggiungere le spiagge più lontane (come Las Conchas), ma anche come alternativa per conoscere il resto dell’isola e i suoi paesaggi esotici, attraverso i sentieri che conducono agli angoli più speciali di questo paesaggio brullo. È importante rispettare il tracciato dei sentieri delineati per evitare di erodere o deteriorare il terreno (non dimentichiamoci che è un’isola protetta). Nonostante sia possibile imbarcare la propria bicicletta, a Caleta de Sebo potrete trovare varie agenzie dove noleggiarne una, con l’ulteriore offerta di assistenza in caso di foratura o guasto. Data l’asprezza del terreno è necessario usare le mountain bike, più adatte a circolare su terreni ostili, poiché l’isola è sprovvista di piste ciclabili. Se La Graciosa non vi basta, si possono visitare anche gli isolotti che appartengono alla riserva marina e che vantano uno splendido paesaggio tuttora intatto. Per un bel fuori programma, queste escursioni permettono di scoprire meravigliose spiagge dai fondali sorprendenti e di raggiungere luoghi meno accessibili ma di straordinaria bellezza.

Playa de la Cocina

  • Dove alloggiare

Anche per quanto riguarda il pernottamento, La Graciosa non è rappresentativa del turismo tipico del resto dell’arcipelago canario. Innanzitutto, è indispensabile prenotare prima di arrivare sull’isola, in special modo nei periodi di Carnevale, Natale, Pasqua, in estate e durante la festa della Madonna del Carmine (16 luglio). Si possono ottenere informazioni su internet o in uffici turistici e agenzie di viaggi. Gli alloggi si trovano tutti a Caleta de Sebo; sono disponibili pensioni, case, appartamenti, nonché un campeggio dotato di docce e bagni.

  • Cosa mangiare

Avrete ormai capito che la maggior parte dei pasti dovrete cucinarveli da soli. Nessuna paura, ci sono ben tre minimarket fornitissimi. Se preferite farvi coccolare, almeno alla sera, troverete svariati ristorantini in riva al mare che vi proporranno cucina locale e pesce freschissimo a prezzi ottimi.

  • Come arrivare

Il Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo (termine canario che significa ‘piccolo’) è raggiungibile arrivando in volo a Lanzarote e, da lì, prendendo il ferry che collega Órzola a Caleta de Sebo in soli 25 minuti. Voli diretti a Lanzarote da Malpensa e da Bergamo, altrimenti via Madrid tutti giorni da Torino.

(Foto di TURISMO LANZAROTE)