A giugno 2026 i Kneecap, band nordirlandese giovanissima ma già di culto, sono arrivati in Italia per il loro primo tour nel nostro Paese (torneranno a novembre): noi celebriamo la loro irriverente storia con la recensione di Kneecap, diretto e sceneggiato da Rich Peppiatt, uscito in sala nel 2024.
Kneecap (letteralmente “gambizzare”) è dunque sia il nome di questa band, sia dell’omonimo film biografico che giusto due anni fa ha fatto parlare la critica cinematografica di mezza Europa.
Cosa tratta? Sostanzialmente il film narra la storia della nascita dei Kneecap e dei suoi componenti principali: Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí. Residenti a Belfast, fieramente irlandesi, abitanti del quartiere di Gaeltacht, uno dei simboli sia della lotta per l’indipendenza irlandese sia della cosiddetta “generazione cessate il fuoco”. Mo Chara e Móglaí Bap, in particolare, crescono a pane, musica, IRA, odio verso i brits ed espedienti di ogni sorta per arrangiare le giornate, e mantenere intatta la propria identità irlandese (potendo contare su un’ostilità innata per la Corona e le sue declinazioni). In mezzo a questa polveriera di emozioni e convinzioni, conoscono JJ Ó Dochartaigh, un’insegnate di musica che diventerà il loro produttore e DJ (con il volto coperto da una maschera irlandese destinata a diventare l’icona del gruppo). Tra rap in irlandese, risse, complotti politici, amori, litigi, alcol e moltissime droghe… avremo la bella opportunità di vedere la genesi del successo dei Kneecap, oggi band di culto globale con milioni di ascoltatori in giro per il mondo. Approfondendo allo stesso tempo la fierezza di un popolo tormentato e affascinante come quello feniano.
Ma torniamo al film. Alzi la mano chi conosceva questo Rich Peppiatt… Praticamente nessuno. Eppure questo ragazzo, anche lui di Belfast, dirige questo film con un ritmo, una puntualità e un’estetica da navigatissimo professionista. La pellicola non è solo bella perché immersa nelle musiche frenetiche dei Kneecap, ma perché è girata tecnicamente di lusso. Fa ridere (tantissimo), fa riflettere, costruisce la tensione per poi smontarla in un attimo con grande garbo o con irriverenza rara. Sul finale rischierete anche qualche lacrima. Sempre spalleggiata dall’energia travolgente di questi tre disperati che allo stesso tempo sono tre innegabili fuoriclasse.
Kneecap funziona perché gli attori, interpretati da sé stessi, sono più veri del vero. Possiamo ammirarli come fan e ugualmente sentirci vicini a loro e al loro disagio. A una rabbia che si fa insoddisfazione per poi rincanalarsi diventando musica, una musica non “alta”, ma sporca come il cemento su cui è nata e ancora vive. Kneecap è una commedia, un bel film musicale, ma soprattutto è un bel film e basta; ideale peraltro per approfondire il dramma indipendentista nordirlandese in modo intelligente e contemporaneo. Per noi semplicemente uno dei film più belli del 2024. Voto 8.5