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Stefano Maggi

La Russia e le opportunità per le aziende torinesi

di Laura Sciolla

Inverno 2019

SUPERARE L'OBSOLETA 'RUSSOFOBIA'. STEFANO MAGGI E VINCENZO TRANI DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA RACCONTANO PERCHÈ LE AZIENDE DEL PIEMONTE DOVREBBERO SFRUTTARE LE OPPORTUNITÀ OFFERTE DALLA RUSSIA

Stefano Maggi è il consigliere del presidente della Camera di Commercio Italo- Russa (che dal 4 giugno scorso è Vincenzo Trani , con una missione specifica: promuovere lo sviluppo delle aziende piemontesi in Russia. Stefano Maggi ha passato gran parte della sua vita professionale a Torino, città che gli si rivelò all’epoca del lancio della FIAT 500. ≪Rimasi subito colpito da questa ‘perla italiana’ e feci di tutto per trovare un impiego qui≫. L’impegno fu premiato e Stefano si trasferì nel capoluogo piemontese, ma quando si ha a che fare con una personalità ambiziosa lo spirito cerca nuove opportunità…

L'Italia è il quarto sbocco commerciale russo e la quinta fonte di importazioni per la Russia. E, tra l’altro, gli attori economici russi amano trattare con gli italiani: l’Italia non è solo la nazione dove andare a fare le vacanze, è per tradizione considerata un partner affidabile

≪Quando sbarcai a Mosca, inviato dall’azienda torinese per cui lavoravo, capii subito di trovarmi davanti a un parco giochi: era quella la città ideale per chi volesse provare ad avere successo. Parliamo di una capitale con oltre 16 milioni di abitanti, un luogo dove le opportunità si toccano con mano. Io non sono fuggito dall’Italia; io ho voluto cogliere le chance che questa grande nazione mi stava offrendo. E quanto ancora oggi cerco di far capire alle persone che si rivolgono alla Camera Italo-Russa≫.

Delegazione del governo di Mosca al Forum euroasiatico di Verona 2019

Facciamo un passo indietro, a proposito. Come nasce e cos’è la Camera di Commercio Italo- Russa?

≪Si tratta di un’associazione privata senza scopo di lucro nata per promuovere il commercio estero. E una Camera piuttosto insolita, dato che conta due sedi, una a Mosca e una a Milano, con circa 550 associati, e che e impegnata nella valorizzazione e nel supporto delle realtà economiche di entrambi i Paesi. Nacque 55 anni fa da un’idea dell’allora presidente del Consiglio dell’URSS, Alexei Nikolajewitsch Kossygin, che coinvolse le grandi italiane: FIAT, SNIA, Montecatini, Edison, Pirelli, Olivetti, ENI. Il contributo allo sviluppo della collaborazione economica, commerciale, tecnica, giuridica, scientifica e culturale tra l’Italia, la Federazione Russa e gli altri Stati della CSI e continuato fino ai giorni nostri≫.

Cosa fa nel concreto la Camera Italo-Russa?

≪Si occupa di interventi estremamente fattivi: la Camera Italo-Russa lavora per strutturare oltre 300 tra eventi, incontri e seminari online all’anno (visibili anche ai non membri) su temi relativi agli scambi tra i due mercati e su come fare business in Russia; realizza pubblicazioni informative su questi argomenti; aiuta le aziende nell’ottenimento di visti in tempi certi; organizza incontri con buyer attentamente selezionati da un team di persone che conosce il territorio dall’interno; supporta le aziende nella certificazione dei prodotti; si occupa di studi di mercato; si inserisce nella diplomazia economica italiana collaborando con l’ICE (Istituto di Commercio Estero) e l’Ambasciata Italiana a Mosca≫.

Come rispondono le aziende italiane alla vostra proposta di supporto?

Durante l’intervista

≪Bene. L’Italia e il quarto sbocco commerciale russo e la quinta fonte di importazioni per la Russia. E, tra l’altro, gli attori economici russi amano trattare con gli italiani: l’Italia non e solo la nazione dove andare a fare le vacanze, e per tradizione considerata un partner affidabile. Inoltre, il made in Italy ha da sempre un grande fascino. Ma… si potrebbe fare ancora di più. Le imprese italiane mostrano la tendenza a focalizzarsi su mercati come la Germania, o il Nord Africa, ma spesso non ci si rende conto di quante opportunità la Russia possa offrire: secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale elaborate da PwC, nel 2050 la Russia diventerà il sesto Paese per reddito procapite superando tutte le potenze europee. E facile valutarne le potenzialita. E poi c’è un’infinita ricerca di skill che gli italiani già posseggono, oltre che di prodotto≫.

Ci fa qualche esempio?

≪Moda e food sono i settori trainanti da sempre. Ma anche high tech, ingegneria di precisione, componentistica, automotive, tutti settori in cui il Piemonte e leader. Parlando di capitale umano, invece, in Jacuzia, patria delle pietre preziose, si sta cercando knowhow per insegnare il taglio delle stesse. Valenza potrebbe fornire maestri validissimi in tal senso. In Kamčatka, invece, c’e bisogno di competenze nell’itticoltura≫.

Perché, allora, le aziende sono restie a ‘provarci’?

≪Mi sto accorgendo che c’e una cosa che gli italiani, e i piemontesi in particolare, dovrebbero imparare dai russi: a rischiare, almeno un po’. Purtroppo, il retaggio della russofobia e ancora forte. Pensate che quando, in una ricerca di mercato, si e chiesto agli intervistati a quante ore di volo disti Mosca rispetto a Milano, la risposta più frequente e stata “dalle 8 alle 10 ore”, quasi il triplo della realtà. La gente vede Mosca distante  come New York. E una posizione non solo fisica, anche mentale, come se l’Italia fosse sempre a metà tra gli Stati Uniti e la Russia≫.

Invece, ci sta dicendo che le aziende del Piemonte potrebbero trovare nella vicina Russia nuovi, stimolanti mercati.

≪E viceversa. I capitali russi potrebbero essere investiti in Italia, in startup, joint venture e cosi via. E poi ci sono specializzazioni che i russi sono in grado di offrire al nostro Paese: la Russia e all’avanguardia nel digitale, per esempio. Siamo convinti che, insieme, il mercato italiano e quello russo potrebbero dare vita a un matrimonio vincente, privo di concorrenza. Ricordiamoci che l’artigianalità italiana non ha competitor≫.

Insomma, gli imprenditori piemontesi dovrebbero capire che esiste un mercato oltre l’est europeo…

≪Un mercato enorme, la Russia e il Paese più grande del mondo. Tra l’altro, la Camera nacque con l’allora URSS e oggi la nostra realtà e autorizzata a rappresentare le aziende anche negli ex Stati dell’Unione Sovietica, come l’Armenia, l’Uzbekistan o la Bielorussia≫.

Dunque, grazie alla Camera Italo-Russa, l’export diventa più facile?

≪Non vogliamo dire che sia semplice, ma che si può fare. Il nostro invito e a cogliere le grandi opportunità che la Russia offre, anche al bacino delle piccole e medie imprese piemontesi, che rappresentano una parte importante della nostra economia. Grazie alle competenze che lo staff della Camera sa garantire, la strada può essere facilitata, questo vogliamo comunicare. Tanto più se si considera che si stanno aprendo iniziative che andrebbero a favorire ulteriormente il dialogo: città come San Pietroburgo, ad esempio, offrono oggi la possibilità di richiedere il visto online. Ma è solo l’inizio»

Vincenzo Trani, neopresidente della Camera di Commercio Italo-Russa

Da quanto tempo si trova a Mosca?

«Sono a Mosca da 20 anni ormai, la considero la mia casa, il luogo in cui sono riuscito a realizzare i miei sogni. Mosca è ormai una città cosmopolita, una delle più dinamiche al mondo, è in continua evoluzione. Nato nel 1974, mi sono trasferito qui alla fine degli anni ’90 per seguire un progetto della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS). Nel 2008, dopo oltre dieci anni di esperienza nel mondo finanziario russo e internazionale, ho fondato Mikro Kapital, una società di microfinanza per finanziare le piccole imprese, ed è la più grande impresa al mondo di questo tipo con capitali italiani. Ho anche lanciato una società di car sharing, la Delimobil, che oggi conta un parco auto di 11mila vetture. E ora stiamo proponendo il monopattino».

Cosa pensa delle relazioni commerciali tra Italia e Russia?

«Le relazioni commerciali tra Italia e Russia storicamente possono essere descritte come uniche e speciali. Nonostante il periodo di sanzioni, in cui molte aziende italiane hanno sofferto il crollo della domanda sul mercato russo, di anno in anno osserviamo un miglioramento dell’attività commerciale tra i due Paesi. Allo stesso tempo, trovandomi a ricoprire il ruolo di presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, ho avuto la possibilità d’incontrare numerose aziende locali russe, le quali hanno espresso un grande interesse a sviluppare l’export verso l’Italia, in settori in cui le nostre aziende possono avere necessità».

A quali settori afferiscono le aziende italiane rappresentate a Mosca?

«Tutti i settori dove l’Italia ha saputo posizionarsi come partner strategico: manifatturiero, macchinari e apparecchiature, prodotti alimentari, prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, apparecchiature elettriche, abbigliamento, prodotti in metallo. Massima priorità è data anche alla creazione di nuove infrastrutture, con tutto ciò che questo comporta. Negli anni sono stati tanti anche i progetti industriali italiani a Mosca, come lo stadio Dinamo e il VTB Arena Park».

Quali sono i progetti di sviluppo del business italiano a Mosca?

«I progetti di sviluppo si concentrano in primis sulla necessità di superare alcuni scogli che ancora oggi rendono complesse le operazioni di export sul mercato russo. Mi riferisco ai problemi doganali e di trasporto. A questo proposito, uno dei progetti che come Camera di Commercio Italo-Russa stiamo portando avanti si riferisce alla creazione di un green channel, ovvero un canale preferenziale di esportazione per le imprese italiane nostre associate, atto a favorire e alleggerire le spedizioni di poche quantità di merci. Ci adoperiamo, poi, per superare le difficoltà dovute alla lingua e contro la mala informazione: mi batto personalmente contro la stampa pilotata, che ha il solo scopo di screditare la Russia e le sue opportunità».

(Foto FRANCO BORRELLI e CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA)