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Lisbona

Un tram chiamato desiderio

di Silvia Donatiello

CONCEDETEVI ALMENO TRE O QUATTRO GIORNI PER VISITARE LA PIÙ OCCIDENTALE TRA LE CAPITALI D’EUROPA, UNA DELLE PIÙ AFFASCINANTI. DA ALFAMA A BELÉM FINO A SINTRA E CASCAIS, SEGUITE LA NOSTRA GUIDA PER UN LONG WEEKEND TRA STORIA, ARTE E TRADIZIONI

Quando si pensa a Lisbona, la prima cosa che viene in mente è lo storico tram 28 che, sfidando salite e discese delle sette colline su cui è costruita la città, porta turisti e non attraverso una delle capitali più belle d’Europa. Visitare come si deve Lisbona in un long weekend di tre o quattro giorni è difficile ma non impossibile, ed è meglio non dimenticare di indossare calzature comode e di comprare la Lisboa Card che include, oltre agli ingressi a musei e monumenti, anche la possibilità di muoversi gratuitamente con il trasporto urbano della città, tra ascensori, tram, metro e funicolari.

Chi ben comincia è a metà dell’opera

Occorre svegliarsi presto per evitare la coda per il tram 28 e girare in un modo unico il centro storico nel quartiere di Alfama. Il percorso dura circa un’ora, partendo da Praça Martim Moniz e arrivando al suggestivo Cimitero dei Piaceri (Cemitério dos Prazeres in portoghese). Alfama è considerato il quartiere più antico di Lisbona. Camminate lungo le sue strade medievali senza una meta precisa, lasciando che sia la città stessa a guidarvi. Gli appassionati di letteratura si danno appuntamento in Rua da Saudade, in cui viveva il protagonista di ‘Sostiene Pereira’ di Antonio Tabucchi. In questa zona della città vanno ricordati tre monumenti: la Cattedrale, le rovine del Convento do Carmo e il Castello di São Jorge. La Cattedrale è il più antico edificio della città. Fu il re Alfonso Enrico a ordinarne la costruzione nel 1147. Per aumentarne l’importanza vi fece portare le reliquie di São Vicente, patrono di Lisbona, che si trovavano all’epoca a Saragozza, in Spagna. Arrivarono su un’imbarcazione protetta da due corvi, che si possono osservare riprodotti sullo scudo di Lisbona e ovunque in città, da quelli sui lampioni sino a quelli disegnati a terra con i ciottoli. Il Castello di São Jorge è forse il miglior punto panoramico della città. L’antica fortezza musulmana divenne un castello cristiano dopo la Riconquista e poi sede del Palazzo Reale con l’elezione di Lisbona a capitale del Regno del Portogallo nel 1255. L’ideale è visitarlo nel pomeriggio quando la folla è minore. Se poi trovate il carretto ambulante dei vini, ancora meglio: concedetevi un buon tinto portoghese come aperitivo, per iniziare la serata prima di scendere a Chiado per la cena. E poi non dimenticate di fare una capatina in una delle librerie caffè più antiche della città, la Livraria Bertrand, con uno spazio dedicato al poeta Fernando Pessoa, e di finire la serata con un buon porto al Café A Brasileira.

Se si sopravvive al primo giorno, è quasi cosa fatta

Lisbona è piena di musei, difficile scegliere cosa visitare in pochi giorni. Per una mattinata intensa, da non perdere l’Ascensor da Bica, ovvero una piccola tramvia quasi verticale. Dopo una piacevole passeggiata si arriva al centro della capitale, la celebre Praça do Comércio: questa piazza è una delle immagini più riconoscibili diLisbona, con le sue imponenti facciate gialle, la statua del re José I e l’Arco di Trionfo. Gli abitanti di Lisbona la chiamano Terreiro do Paço, la cui origine si dice derivi dal fatto che il pavimento della piazza è rimasto decisamente poco pulito fino alla fine del XIX secolo. Potrebbe però essere solo una leggenda urbana e il nome potrebbe dipendere in realtà dal fatto che il Palazzo Reale si trovava nella piazza, fino a quando non venne distrutto dal terremoto del 1755. Non a caso, ‘terreiro do paço’ in italiano significa ‘terreno del palazzo’. Poco distante da Praça do Comércio suggerisco di visitare il Museo del Fado, assolutamente da vedere per farvi avvolgere dalla musica tradizionale popolare più famosa del Portogallo, e la Fondazione José Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, che si trova al primo piano dell’edificio che ospita uno dei siti archeologici della città, il nucleo archeologico della Casa dos Bicos. Se letteratura e musica non hanno esaurito la vostra vena romantica, il pomeriggio e la serata sono da dedicare a Belém. Sempre con il tram, in appena 20 minuti si raggiunge il quartiere in cui domina il Monastero dos Jerónimos, una tappa obbligata a Lisbona. Procedendo verso la torre troviamo il Museo Coleção Berardo, che ospita il meglio di surrealismo, dadaismo, arte cinetica e minimalismodal 1960 al 2010, da Picasso a Pollock, in una lunghissima lista di artisti. Un caffè per riprendersi e via verso la famosa Torre de Belém, aspettando il tramonto sul Tago. Poi, prima di salire sul tram del ritorno, non deve assolutamente mancare una sosta gastronomica nel quartiere, da 2 a 8, ristorante di cucina locale. Da provare la cataplana di baccalà, gamberi e vongole, una delizia.

Torre de Belém

The last day: in and out da Lisbona

Per ottimizzare la giornata, il mio consiglio è organizzare un transfer privato che vi venga a prendere, vi porti e vi riprenda in ogni luogo, fino a lasciarvi nel pomeriggio al Museo do Azulejo. In questo modo, potrete anche fare una fermata intermedia e, prima di arrivare a Sintra, visitare il Palazzo Nazionale di Queluz, residenza reale a 15 minuti da Lisbona: una piccola Versailles in cui si alternano barocco, rococò e neoclassico. In questa giornata di escursioni, giunti a Sintra non perdetevi la visita al Palácio National da Pena, con i suoi colori sgargianti e la nebbiolina che lo avvolge donandogli un tocco di magia. Il Palácio fu fatto costruire nel 1840 da Maria II di Braganza, come regalo di nozze per il marito, il re Ferdinando II del Portogallo, sulle rovine di un convento del ’400. Il palazzo è patrimonio dell’UNESCO dal 1995. Prima di ripartire fate un giro nel piccolo centro storico di Sintra e fermatevi a provare i dolci tipici, come le queijada. Se il tempo lo permette, un salto al Cabo de Roca e a Cascais è d’obbligo, ma ricordate: se piove e non siete ‘impermeabilizzati’ dalla testa ai piedi, meglio evitare o, in pochi secondi, vi ritroverete inzuppati dalla testa ai piedi. Siamo in dirittura di arrivo, ma si finisce in bellezza a Lisbona con il Museo do Azulejo. Il Portogallo è sinonimo di piastrelle e a Lisbona c’è un museo a loro dedicato: dopo essere rimasti a bocca aperta in molte chiese e per strada, è ora di conoscere meglio questa tradizione portoghese. All’ultimo piano del museo c’è una rappresentazione della città prima del terremoto del 1755: vi sfido a contare tutti i monasteri e i conventi.

DA COMPRARE

Se non volete pagare per il bagaglio in eccesso, meglio evitare piastrelle e produzioni varie in ceramica. Se invece amate il pesce conservato, visitate una delle tante conserverie tradizionali della città. Consiglio Comur: fondata nel 1942, è la fabbrica di conserve di Murtosa. Le scatole sono bellissime e i prodotti squisiti. Non per niente la sardina è considerata l’oro del Portogallo.

COME ARRIVARE

Con TAP Air Portugal, voli da Roma, Milano, Bologna, Venezia, Firenze e ora anche da Napoli verso Lisbona. Tariffe a partire da 102 euro tasse incluse. App free per info su volo e destinazione scelti e notifiche automatiche via e-mail e SMS sui voli acquistati. Inoltre, TAP offre ai passeggeri, sia delle tratte intercontinentali che con destinazione alle Azzorre o a Madeira, la possibilità di fermarsi gratuitamente a Lisbona o Porto fino a cinque notti, in andata o ritorno, grazie al programma Portugal Stopover. Un’opportunità imperdibile per visitare anche la suggestiva capitale portoghese. Lo stopover consente, inoltre, di usufruire di una serie di altri vantaggi, come tariffe alberghiere esclusive, offerte speciali e sconti presso numerosi partner.

Per info: flytap.com

(Foto di SILVIA DONATIELLO)