La mostra Haori. Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone, ospitata al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, propone un percorso inedito nel panorama europeo, dedicato all’universo maschile del vestiario tradizionale giapponese.
Attraverso circa 50 haori e juban, la mostra esplora la cultura materiale del Giappone del primo Novecento, un periodo di profonde trasformazioni politiche, culturali e sociali. Gli abiti con immagini narrative, letterarie o propagandistiche, diventano strumenti per leggere la storia di un paese in bilico tra modernizzazione e nazionalismo, tra mito dell’Occidente e orgoglio identitario.
Il percorso espositivo mette in evidenza come anche l’abbigliamento privato, considerato tradizionalmente parte dell’intimità quotidiana, possa veicolare messaggi politici e simbolici. Alcune sezioni, infatti, sono dedicate a capi d’abbigliamento utilizzati come mezzi di propaganda e come veicolo di una narrazione visiva dell’espansionismo giapponese in Asia.
A dialogare con gli abiti esposti, una selezione di opere d’arte contemporanea internazionali che amplifica la riflessione sulla memoria storica, le identità ibride, il colonialismo e il nomadismo culturale.
La mostra, curata da Silvia Vesco, Lydia Manavello, You Mi, Davide Quadrio e Anna Musini, con l’assistenza di Francesca Corrias, è arricchita da un programma musicale e performativo a cura di Chiara Lee e Freddie Murphy, e si conclude a giugno con la pubblicazione di un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale.
