L’ultimo Piano Regolatore Generale della città di Torino veniva approvato nel 1995, dopo essere stato redatto quattro anni prima da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti. Da allora la città è profondamente cambiata, nelle caratteristiche endemiche, nella costituzione del tessuto sociale, nella gestione di un DNA che da quasi esclusivamente industriale ha dovuto trovare forza e idee per abbracciare nuove risorse e identità.
Proprio in virtù della consapevolezza di queste trasformazioni, e della conseguente necessità di non “restare indietro”, la Città ha presentato a inizio 2026 il nuovo PRG di Torino, un gigantesco progetto di analisi e proposte che indirizza il futuro della città, soprattutto da un punto di vista urbanistico, ma non solo; un documento fondamentale che parla di innovazione, sviluppo, cura e identità.

Partiamo dalle basi. Il nuovo PRG orienta le sue attività attorno a cinque principi fondamentali, cinque obiettivi con cui ci confronteremo strada facendo:
- Regolare l’uso del suolo, indirizzando la crescita dove è più appropriato.
- Delineare una traiettoria di sviluppo chiara, definendo l’identità della città e le sue priorità per il futuro.
- Garantire regole eque, rendendo i processi di sviluppo trasparenti, sostenibili ed equi.
- Migliorare la vita quotidiana, con case di qualità, spazi pubblici, mobilità e cultura.
- Monitorare i risultati: valutando i progressi, imparando dagli effetti e adattando le strategie quando necessario.
Cinque “traguardi” che nascono dalle esigenze e dalle caratteristiche della città di oggi, molto diversa da quella di ieri. Con un quadro che, anche se parziale, disegna nette differenze demografiche e identitarie rispetto alla città di trent’anni fa, evidenziando l’esigenza di nuovi percorsi che si muovono coerentemente con gli 8 punti focali individuati dal nuovo Piano Regolatore Generale:
- INNOVAZIONE, FORMAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO: promuovere la vocazione della città all’innovazione, la formazione e la produzione avanzata con spazi flessibili e ibridi.
- INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ: posizionare Torino come nodo delle connessioni europee e locali con trasporti sostenibili ed efficienti.
- RIUSO E RIGENERAZIONE: riattivare il potenziale degli edifici e delle aree urbane sottoutilizzate.
- QUARTIERI E COMUNITÀ: valorizzare le centralità di tutti i quartieri e garantire un’equa distribuzione dei servizi di prossimità.
- CASA E INCLUSIONE: ampliare l’offerta di alloggi per tutti gli abitanti, integrandoli con servizi e spazi pubblici
- CULTURA, SPORT E TEMPO LIBERO: rafforzare l’identità culturale di Torino e offrire opportunità di creatività e svago in tutta la città.
- SALUTE, SOSTENIBILITÀ E RESILIENZA: promuovere ambienti di vita sani integrando pianificazione, cura e resilienza climatica.
- PARCHI E SPAZI PUBBLICI: rafforzare le infrastrutture verdi e blu per una migliore qualità della vita

Linee direttive già ben visibili nelle principali operazioni di rigenerazione urbana attualmente in atto in città:
- La nuova Biblioteca Civica Centrale nell’area di corso Massimo d’Azeglio, destinata a diventare un grande polo culturale contemporaneo affacciato sul Parco del Valentino; un luogo di cultura, informazione e inclusione, dedicato nella fattispecie a studenti, ricercatori e cittadini.
- La rinascita della Cavallerizza Reale, patrimonio UNESCO, che diventerà un grande polo culturale multifunzionale, con spazi dedicati alla formazione, alla creatività, agli eventi e alle attività pubbliche.
- I lavori di rigenerazione degli immensi spazi della Manifattura Tabacchi di Regio Parco; ex complesso industriale, chiuso dagli anni Novanta, che prevede un vasto programma di recupero verso funzioni socio-sanitarie, servizi, verde pubblico e nuove attività, contribuendo alla riqualificazione di un quadrante storico della città.
- I lavori di efficientamento e pedonalizzazione di via Roma (già in parte completata), con l’obiettivo di rafforzare il principale asse monumentale cittadino e di collegarlo sempre più efficacemente alle trasformazioni del centro storico.
- + i vari progetti di rigenerazione delle aree ferroviarie dismesse, il consolidamento del Polo del Valentino, il recupero degli ex siti industriali lungo la Spina Centrale e lo sviluppo di nuovi insediamenti legati all’innovazione, alla ricerca e all’università.
«Il PRG è la mappa che traduce la nostra idea di futuro in scelte concrete a partire dalla rigenerazione del patrimonio urbano esistente, dalla riattivazione delle aree dismesse e dalla valorizzazione degli spazi già costruiti, rafforzando connessioni e servizi, progettando spazi pubblici inclusivi e infrastrutture efficienti – ha spiegato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – Quello adottato è un progetto collettivo, nato da un percorso condiviso con cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali, che mette al centro prossimità, innovazione e ambiente come leve trasversali di sviluppo. Un Piano che guarda alla città come a un sistema integrato di connessioni fisiche e digitali. La Torino del futuro che abbiamo in mente consolida il suo ruolo di città universitaria, di ricerca e di produzione avanzata, salvaguardando e potenziando la sua storica vocazione manifatturiera, che evolve verso modelli ad alto valore aggiunto, sostenibili e fortemente integrati con l’innovazione tecnologica. Poli accademici, distretti dell’innovazione, hub creativi e nuove economie locali dialogano con un sistema produttivo che resta centrale nell’identità e nello sviluppo della città».
«Il nuovo Piano Regolatore non è soltanto una norma urbanistica: è una mappa dinamica per orientare Torino dentro le transizioni del nostro tempo con responsabilità e coraggio – ha sintetizzato l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – Il Piano è il contributo che offriamo ai torinesi di domani: una città sostenibile, innovativa, accessibile, dove innovazione e qualità della vita crescono insieme».
(Questo è solo un estratto dell’articolo che approfondisce il nuovo Piano Regolatore di Torino; potete leggerlo per intero nel numero di Torino Magazine Estate 2026, in edicola fino a ottobre 2026)