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Giovanni Radis

Réseau Entreprendre Piemonte per le startup

di FRANCO MINICHELLI

Primavera 2020

UN’IMPORTANTE REALTÀ DEL NOSTRO TERRITORIO CHE ACCOMPAGNA LE STARTUP NELLA LORO ESPERIENZA IMPRENDITORIALE. L’OBIETTIVO, CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO ATTRAVERSO UN AIUTO CONCRETO PER CHI VUOLE AVVIARE UN’ATTIVITÀ DI IMPRESA

Giovanni Radis, torinese, sposato e padre, laureato a Torino in Scienza dell’Informazione alla Facoltà di Scienze MM.FF.NN., è al timone di Réseau Entreprendre Piemonte dal 2016. Imprenditore nel mondo del digitale, appassionato di innovazione e tecnologia, oggi ci racconta Réseau Entreprendre Piemonte e qual è il ruolo di questa associazione che aiuta e accompagna le neoimprese del nostro territorio.

Oggi si parla spesso di startup, e c'è tutto un mondo che si muove per agevolare i neoimprenditori. Noi cerchiamo di farlo perseguendo valori morali nel rispetto dell’imprenditore proponente e dell’obiettivo del suo progetto

Che cos’è Réseau?

«Réseau Entreprendre Piemonte (REP) è un’organizzazione presente in 12 Paesi nel mondo, nata da un’iniziativa di imprenditori europei di matrice francese con l’obiettivo di sostenere la neoimprenditoria perché “gli imprenditori creano posti di lavoro”. In una prima fase il modello si è diffuso in Francia, poi nei Paesi che hanno aderito al progetto di supportare la creazione di nuova impresa. Tra questi troviamo anche l’Italia, oltre a Belgio, Spagna, Portogallo e altre nazioni extra UE. L’obiettivo è creare nuovi posti di lavoro attraverso un aiuto concreto per chi vuole avviare un’attività di impresa. L’associazione è costituita da imprenditori e professionisti senior che versano una quota associativa e donano il loro tempo alle startup che iniziano, praticamente da zero, o proseguono la loro esperienza imprenditoriale. Possiamo affermare che Réseau aiuta sogni e buone idee, che necessitano di validazione e accompagnamento, a diventare progetti di impresa».

Giovanni Radis e Franco Minichelli

Quali sono, quindi, gli obiettivi e la mission dell’associazione?

«Possiamo suddividere la nostra mission in due: una di tipo etico e l’altra di tipo tecnico. L’associazione si fonda su tre principi indissociabili: la persona al centro, la reciprocità e la gratuità. Gli associati senior investono parte del loro tempo per supportare il percorso di crescita delle startup. Normalmente, questo si declina in: accoglienza e orientamento del progetto di impresa sottoposto; immissione in un percorso strutturato di professionalizzazione (affinamento del progetto, mentoring e redazione di business plan e piano industriale); convalida e accompagnamento ex post per un periodo di due-tre anni, suddiviso in mentoring individuale, formazione, accompagnamento collettivo e supporto all’accesso al credito. L’aiuto di REP spazia dall’approfondimento di tematiche progettuali e industriali al business model e alla necessità di studiare il mercato di riferimento (domestico o internazionale, in base alle peculiarità specifiche secondo cui ha deciso di operare il neoimprenditore)».

Esiste anche la possibilità di accompagnare startup formate da neoimprenditori non più giovani?

«Assolutamente, non ci sono limiti ai sogni. Oggi si parla spesso di startup, e c’è tutto un mondo che si muove per agevolare i neoimprenditori. Noi cerchiamo di farlo perseguendo valori morali nel rispetto dell’imprenditore proponente e dell’obiettivo del suo progetto. Per quanto riguarda la neoimprenditoria over 50, aiutiamo con eguale spirito di partecipazione gli imprenditori che si trovano nella condizione di doversi reinventare, affinché possano sostenere loro stessi e la loro famiglia attraverso l’avvio della neoimpresa, in una dimensione di autoimpiego».

Durante l’intervista

Gli accompagnatori, quindi, sono professionisti e imprenditori che si mettono a disposizione in modo gratuito…

«Certo, anche se questo è un concetto a volte un po’ difficile da spiegare, in quanto noi paghiamo delle quote per aiutare il prossimo. Posso confermare che, sposando questo spirito social, nel 2010 un primo gruppo di imprenditori torinesi ha accolto la sfida di creare Réseau. Questo approccio si è inserito nella vocazione tradizionale del nostro territorio (religiosa e laica), rappresentata da enti nati a fine Ottocento e consolidatisi nel secolo scorso. Oggi si parla di ‘social impact’ e credo di poter dire che il Piemonte, in questo senso, è stato pioniere positivo. Vorrei aggiungere una considerazione: Réseau cerca, anche attraverso la sua concezione di cultura d’impresa, di favorire un’imprenditoria che pensi primariamente a creare lavoro e continuità dello stesso e non sia concentrata esclusivamente su quella che, nella business community, viene chiamata ‘exit’ (la realizzazione con molto valore aggiunto del capitale investito)».

Come vede il futuro di Torino e che ruolo può avere Réseau nella nostra città?

«Il futuro di Torino, territorio al quale siamo molto legati, rimane il motore economico anche della nostra attività. Personalmente, io sono un imprenditore nel settore ICT, quindi in ambito tecnologico, e sono molto attratto e coinvolto dalla digital transformation, che è un fenomeno epocale, un’evoluzione e una rivoluzione storica. Vedo la città e il Piemonte in genere con due grandi caratteristiche puntuali e positive, motivi per i quali sarà possibile giocare un ruolo importante nell’ambito della trasformazione mondiale già citata. Il primo è quello che conferma la vocazione di Torino a far nascere idee e a farle diventare progetti industriali. Il tutto sempre agevolato da un understatement a noi consono e che continuiamo a pensare sia un fattore di successo. Riscontriamo, inoltre, un’effervescenza molto forte a livello di Politecnico/Università, di enti di ricerca, e quindi sono convinto che quello che sta nascendo sul territorio sarà la base per il futuro della città, da vedere in ottica prospettica anche per il nostro Paese. Il secondo aspetto, sul quale peraltro siamo molto focalizzati, è quello dell’impatto sociale, con particolare attenzione alla finanza sostenibile. Tornando a Réseau, nel nostro percorso non perdiamo mai di vista l’importanza di formare imprenditori sensibili ai principi di sostenibilità, inclusione e ‘social impact’».

Un sogno nel cassetto per il futuro di Réseau?

«Beh, di sogni nel cassetto ne abbiamo qualcuno. Penso che Réseau abbia bisogno di essere più conosciuta, chi viene in contatto con noi rimane favorevolmente colpito dal lavoro svolto dall’associazione, dalla solidarietà verso terzi, ecc; però, ritengo che abbiamo bisogno di consolidare un progetto: un HUB REP a Torino, un luogo fisico multifunzionale che possa accogliere le nostre startup, dare una sede a imprenditori senior o neoaziende in cerca di infrastrutture e spazi attrezzati, consentire attività di coworking, ospitare incontri formativi per gli associati e per terzi e mettere a disposizione spazi per gruppi di lavoro nazionali o internazionali che interagiranno con il mondo accademico e con altre fondazioni straniere. L’obiettivo è favorire il networking, inteso come scambio sinergico di idee e progettualità concrete. In altri termini, diventare un player del territorio che, nel breve-medio periodo, si vuole interconnettere sempre di più con tutti gli altri operatori. Molte volte si parla al nostro interno del problema di rafforzare i brand e ritengo che questa sarebbe un’ottima risposta».

Maurizio Traversa, Maurizio Ravidà, Tiziana Varetto, Giovanni Radis, Giorgio Montù e Lisa Orefice

Giovanni Radis nel tempo libero: quali sono i suoi interessi, le sue passioni?

«Il mio tempo libero non è tantissimo, considerando che una parte la dedico a Réseau e ad altre attività di tipo associativo, perché credo fortemente nell’associazionismo; rivesto e ho rivestito incarichi istituzionali anche nel mondo confindustriale. Amo lo sport, i libri e il cinema, e talvolta vado a teatro. Quando ho tempo, vado in giro per l’Europa a curiosare tra le novità dell’arte contemporanea: mi piacciono i giovani artisti che, se vogliamo, sono anch’essi delle startup che investono tutto sulle loro capacità. Ho da sempre il desiderio di organizzare una mostra con le opere di questi giovani talenti».

Per info:
Réseau Entreprendre Piemonte
Direttore Lisa Orefice
lorefice@reseau-entreprendre.org
Tel. 011.2478496 – 366.6133057
www.reseau-entreprendre.org/piemonte/

(Foto di FRANCO BORRELLI)