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Daniela Foresto

L’emozione del ritratto

di LAURA SCIOLLA

Estate 2022

Porta la macchina foto al collo da quando era bambina. Curiosa, da sempre interessata al mondo che la circonda, Daniela Foresto ha scelto nel tempo di dedicarsi al ritratto in bianco e nero, “restituendo alle persone un pezzo della loro storia”. L’abbiamo incontrata nel suo studio della Gran Madre, circondata dalle tante gigantografie che negli anni hanno accompagnato il suo lavoro artistico. Lo sguardo profondo, il sorriso coinvolgente, quell’irresistibile ruga di espressione. Ogni scatto con una propria forza e profondità, ma tutti accomunati da un unico concetto: il racconto di una vita.

Francesca Canfora e Fabio Troiano - Marco Carulli

Francesca Canfora e Fabio Troiano

Pavesio - Daniela Foresto

In che occasione ti sei resa conto di voler diventare fotografa?

«Oggi posso affermarlo con quella consapevolezza che solo diventando adulti si riesce a riconoscere: sono nata fotografa. Ho sempre sentito di possedere un occhio fotografico, anche quando non avevo la macchina foto tra le mani: ero attratta dalle persone, dal mondo che mi circondava, tenevo le antenne dritte per captare le situazioni. E quando, invece, la tenevo al collo, ancora ricordo rocambolesche occasioni per “rubare” scatti ai personaggi che mi colpivano, con la magia del mio inseparabile teleobiettivo. Questo prima che la fotografia diventasse un mestiere. Poi la svolta e la scelta di diventare una ritrattista»

La tua fotografia in 3 parole.

«Sentire, connettersi, restituire una storia. Potrei sembrare banale ma non posso pensare all’arte della fotografia senza legarla al concetto di empatia. Solo creando un legame con le persone che stai fotografando, solo facendo in modo che queste persone si trovino a loro agio davanti all’obiettivo, puoi davvero raccontarle. Le mie fotografie sanno restituire il tuo essere autentico, ovviamente con l’aggiunta della mia cifra stilistica. È un attimo scattare una foto bella ma priva di emozioni. Come diceva il grande Gastel, meglio una foto “sporca” che una perfetta ma priva di sentimento».

Parti per un viaggio. Puoi portarti un’unica foto…

«Domanda complicata dal mio punto di vista, ma credo che andrò a pescare tra i tanti grandi fotografi che mi hanno aiutata a diventare quella che sono: Newton, Avedon, Lindbergh, List. E Irving Penn. Ecco, fu guardando e riguardando l’immagine di Alberto Giacometti, fotografato da Irving Penn (scatto del 1950) che capii quale fosse la mia strada. Il rigore stilistico. Ne sono convinta».

Damilanorit - Daniela Foresto

La fotografa dei volti di Torino crede nel ritratto come prova del passaggio di una vita. Di fronte a paesaggi e architetture, Daniela ha scelto di raccontare i visi e le espressioni delle persone, immortalando personaggi celebri ma anche famiglie, coppie, singoli soggetti. Rigorosamente in bianco e nero, ha catturato per noi l’umanità dei torinesi attraverso i loro stessi volti, fermando per un momento con la sua fotografia lo scorrere inesorabile del tempo.

danielaforesto.com

Paolo Manera e Beatrice Borgia Film Commission - Daniela Foresto

Paolo Manera e Beatrice Borgia Film Commission

Famiglia - Daniela Foresto

Giorgio Li Calzi e Arturo Brachetti - Daniela Foresto

Giorgio Li Calzi e Arturo Brachetti

Ritratti Daniela Foresto