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Riserva della Biosfera e Grandi Città Termali d’Europa

tutti i volti UNESCO della Toscana settentrionale

di Silvia Donatiello

Autunno 2023

SE IN ITALIA C'È UNA REGIONE CHE VANTA UNA NOTEVOLE QUANTITÀ DI SITI PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO, QUELLA È LA TOSCANA

Di recente Torino ha ospitato l’incontro annuale dei Siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, un evento che offre l’opportunità di esplorare da vicino i tesori dell’umanità. E se c’è in Italia una regione che vanta una notevole quantità di questi siti, quella è la Toscana. Culla del Rinascimento e culla della lingua italiana, la Toscana umanistica affascina da secoli i viaggiatori di mezzo pianeta. E li fa anche ammalare del più suggestivo dei disturbi, se vogliamo credere alla cosiddetta sindrome di Stendhal o “vertigine di fronte alla bellezza”. Firenze, il magnifico capoluogo toscano, non mette però in ombra il resto di una regione monumentale, che è riuscita a conservare le sue città medievali e quegli sterminati campi fertili che decorano lo sfondo dei dipinti di Leonardo da Vinci, uno dei suoi figli più brillanti.

Riserva della Biosfera dall'UNESCO con pinete costiere che forniscono habitat per una varietà di uccelli migratori; più di 6.000 ettari di zone umide, registrate tra le più importanti al mondo

Pisa

Il tour che meglio mostra il paesaggio toscano e i siti UNESCO del nord della regione, parte da Pisa, famosa in tutto il mondo per la sua torre pendente, costruita nel 1173 su un terreno sabbioso e riaperta al pubblico nel 2001 dopo i lavori per metterne in sicurezza le fondamenta e impedirne un’ulteriore inclinazione. Passeggiando per lo splendido centro storico di Pisa si scoprono musei come il Nazionale di San Matteo, che ospita sculture di Donatello e dei fratelli Nicola e Giovanni Pisano, una tela del Beato Angelico e dipinti di scuola toscana. Ma il suo tesoro più grande è la piazza dei Miracoli, il cui insieme comprende la torre, la cattedrale romanica di marmi policromi, il battistero gotico e il camposanto i cui affreschi, il Trionfo della Morte, ispirarono la musica di Franz Liszt a metà del XIX secolo.

Piazza dei Miracoli - siti UNESCO Toscana settentrionale

Piazza dei Miracoli

È emozionante salire in cima alla torre di otto piani e ben 254 scalini, con colonne di Carrara, dove il pisano Galileo Galilei alla fine del XVI secolo lasciò cadere dei gravi per testare la sua teoria sulla caduta dei corpi. Lord Byron, che adorava le banchine pisane, terminò il suo Don Giovanni a Pisa durante il soggiorno che condivise con la scrittrice inglese Mary Shelley nel 1821. Oggi la passeggiata lungo l’Arno è un susseguirsi di antichi palazzi e templi, come la piccola chiesa di Santa Maria delle Spine (XIV secolo) sul Lungarno Gambacorti. Più avanti si trovano due istituzioni della città: il Caffè Pasticceria Salza, del 1898, e il Caffè dell’Ussero, aperto nel 1775 nel gotico palazzo Agostini e frequentato da Antonio Tabucchi, lo scrittore pisano scomparso nel 2012.

Riserva della Biosfera Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli

Proseguendo proprio da piazza dei Miracoli in linea retta verso il mare, si arriva, anche camminando, alla Riserva della Biosfera “Selve costiere di Toscana” (ce ne sono solo 14 in Italia). Il parco è un luogo eccezionale: oltre 10.000 ettari di foreste di pianura, riconosciute come Riserva della Biosfera dall’UNESCO con pinete costiere che forniscono habitat per una varietà di uccelli migratori; più di 6.000 ettari di zone umide, registrate tra le più importanti al mondo secondo la Convenzione di Ramsar, fondamentali per la conservazione della fauna acquatica, compresi i tratti delle lagune di San Rossore e Massaciuccoli, e infine, 30 chilometri di spiagge con dune in naturale evoluzione e con ecosistemi delicati e cruciali per la protezione delle coste da erosione e inondazioni. Le foci dei due fiumi più importanti della Toscana, il Serchio e l’Arno, si trovano qui, completando un insieme geografico, naturale e ambientale, senza eguali.

Biosfera - siti UNESCO Toscana settentrionale

Biosfera

La Riserva prova anche a promuovere pratiche di sviluppo sostenibile nella regione, cercando un equilibrio tra le esigenze dell’ambiente e quelle delle comunità locali. Con un hotel all’interno del parco, maneggi, aziende agricole, cavalli allo stato brado, spazi liberi e altri accessibili solo con visite guidate, questa meraviglia nasconde un altro gioiello, quella che fu la residenza estiva del Presidente della Repubblica fino a una ventina di anni fa: Villa del Gombo. Verso la fine degli anni ‘50 la tenuta di San Rossore fu annessa ai beni del Capo dello Stato; nell’occasione, il presidente Giovanni Gronchi decretò la realizzazione di una villa presidenziale all’interno del parco. La villa sostituiva un preesistente casino di caccia acquistato nel 1866 dai Savoia, in cui vi avevano soggiornato spesso Vittorio Emanuele II e Vittorio Emanuele III. Il nuovo edificio, progettato dagli architetti romani Luccichenti e Monaco, si estende su circa 640 m², sollevato da terra mediante quattro supporti d’acciaio: la compatta volumetria è alleggerita da ampie superfici vetrate che delimitano, al centro della pianta, un cortile di forma quadrata. La villa costituisce un esempio anticipatore di certi principi della bioarchitettura come, ad esempio, la regolazione termica basata sull’esposizione solare. Oggi è gestita dalla Regione Toscana e ospita convegni ed eventi culturali.

Carrara e la Cava Romana di Fossacava

Non molto distante da Pisa troviamo Carrara, designata dal 2017 come “Città creativa” dall’UNESCO per la sua tradizione nell’arte della scultura e la produzione di marmo di alta qualità. Nel mondo ci sono 295 Città creative di cui 13 in Italia, riconosciute dall’UNESCO, il cui obiettivo comune è quello di essere luoghi dove alla creatività e alla cultura è riconosciuto un ruolo centrale per uno sviluppo sostenibile. Il centro storico di Carrara è da vivere come un grande laboratorio aperto al pubblico, grazie all’iniziativa Studi Aperti, con i laboratori che diventano spazi di condivisione delle conoscenze. Spazi aperti e allargati alla connessione con il resto del mondo – grazie al linguaggio dell’arte – e con altre Città creative legate al marmo, tra cui Dakar, l’egiziana Assuan e la cinese Guangdong. Il legame di questa terra con l’estrazione del marmo, il cuore profondo di queste montagne, precede il periodo della conquista romana che, con questo materiale prezioso, celebrerà le varie fasi della sua ascesa.

Cava Romana - siti UNESCO Toscana settentrionale

Cava Romana

Oltre 2000 anni di storia testimoniati dagli attrezzi ritrovai nella Cava Romana di Fossacava. La bellezza della Roma Imperiale veniva dai tre bacini marmiferi della zona. Anche Michelangelo vi trovò la materia giusta per i suoi capolavori. Le cave stesse sembrano anfiteatri immensi, mentre altre appaiono come gigantesche cattedrali scavate nel cuore della montagna. Lungo i sentieri del Parco, è possibile scoprire panorami mozzafiato, tra cui i suggestivi ponti di Vara lungo la Via Marmifera, che regalano composizioni visive di straordinaria bellezza. Ne emerge un passato straordinario, un passato che è stato scolpito nella pietra, dove persino Canova, come un qualsiasi studente in gita, incise qui il suo nome sulla pietra. La cava romana di Fossacava è stata scoperta archeologicamente per la prima volta alla fine degli anni ’70 dal professor Enrico Dolci, all’interno di un ampio progetto di ricerca sulle antiche cave ancora rintracciabili sulle montagne di Carrara. I risultati di questa ricerca hanno permesso di ricostruire le tecniche di estrazione utilizzate dai cavatori di Luni in epoca romana.

Montecatini Terme

Dal 2021, 11 città, distribuite in 7 Paesi, fanno parte della rosa delle “Grandi città termali d’Europa”, nominate dall’UNESCO, di cui una in Italia, Montecatini Terme. Il motivo è il ruolo assunto da tutti questi centri durante il cosiddetto “fenomeno termale europeo”, avvenuto tra Settecento e inizio Novecento. Montecatini e le altre città, infatti, sono state costruite proprio per soddisfare il crescente interesse intorno alle proprietà mediche e terapeutiche delle loro acque termali. Le quattro sorgenti termali principali, conosciute come Leopoldina, Regina, Tettuccio e Rinfresco, hanno reso famosa la zona fin dal ‘700, ma già i Romani conoscevano i benefici delle acque di Montecatini Terme. Nel ‘400 Ugolino Caccini, considerato il fondatore della moderna idrologia, menzionò nei suoi trattati che i Bagni di Monte Catini (come erano chiamati all’epoca) avevano il potenziale per curare dolori ossei, articolari e persino la scabbia. Nel 1773 fu costruito il primo stabilimento termale, il Bagno Regio, seguito a breve distanza dalle Terme Leopoldine e dal Tettuccio. Durante lo stesso periodo venne eretto l’edificio delle Bibite Gratuite, che era destinato agli individui meno abbienti.

Parco Termale di Montecatini Terme - siti UNESCO Toscana settentrionale

Parco Termale di Montecatini Terme

La fama delle Terme di Montecatini, a quel punto, travalicò i confini della Toscana stessa e illustri personaggi arrivarono qui per beneficiare delle preziose acque: Giacomo Puccini, Vittorio Emanuele II e Giuseppe Verdi che fu fedele ospite delle terme per 18 anni e qui compose, dopo 10 anni di silenzio, capolavori come Otello e Falstaff. La cittadina stessa, rinomata per i suoi parchi e giardini, tra cui spicca il Parco delle Terme, si arricchì di edifici in stile Belle Époque e monumenti, la cui bellezza doveva essere di benvenuto per tutti i visitatori delle terme, con edifici d’epoca, come il Tettuccio e il Terme Excelsior, iconici per il loro stile architettonico. La città può essere ammirata dal borgo di Montecatini Alto, famoso per la sua cucina tradizionale toscana tra cui spiccano la celebre ribollita e la pappa al pomodoro. Il borgo è raggiungibile con la funicolare, in funzione dal 1898. Una curiosità: i trenini rossi della funicolare, che portano su al borgo di Montecatini Alto si chiamano Gigio e Gigia, ma ad andare in su è sempre Gigia mentre a scendere è sempre Gigio. Voi che lettura ne fate? Io ho una teoria…

Firenze… e le sue curiosità

Basilica di Santa Croce - siti UNESCO Toscana settentrionale

Basilica di Santa Croce

Questo tour si conclude a Firenze. Parlare della città Sito UNESCO è un po’ scontato, anche se si potrebbe passare una vita intera ad ammirare tutta l’arte nascosta nelle sue strade, piazze, templi e musei. La monumentalità della culla del Rinascimento si può ammirare dall’alto grazie alle spettacolari viste panoramiche offerte dalla torre di Giotto e dall’inconfondibile torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, ma anche nei suoi quartieri, nelle sue gallerie, e più tranquillamente, nelle sue passeggiate lungo le rive dell’Arno. Una terapia culturale per gli amanti dell’arte, attratti da piazza del Duomo, dalla Galleria degli Uffizi o dal David di Michelangelo, ma che non smettono di sorprendersi per le tante meraviglie da scoprire nel suo centro storico, Patrimonio dell’Umanità. Quindi, non ci resta che andare a caccia di curiosità.

Sapevate che:

  1. La scultura del David di Michelangelo è scolpita da un unico blocco di marmo di Carrara e faceva parte di un progetto di 12 figure dell’Antico Testamento da collocare all’esterno della cattedrale? Per il suo iniziale rifiuto, l’artista fu addirittura preso a pietrate. Il David fu originariamente collocato davanti al Palazzo della Signoria, sede del potere comunale, dove oggi si trova una replica esatta.
  2. Il progetto del collerico Brunelleschi era quello di costruire la cupola più grande del mondo per il Duomo, una cupola doppia (interna ed esterna), costruita con mattoni e senza impalcature. E il risultato, nonostante il superamento dei costi, le liti tra architetti e così via, si rivelò magnifico.
  3. La Chiesa di Santa Croce, nell’omonima piazza, è la più grande chiesa francescana del mondo e il vero Pantheon di Firenze. È la casa di fiorentini famosi come Galileo, Michelangelo e Machiavelli.
  4. Le gioiellerie che oggi sorgono sul Ponte Vecchio, nel Medioevo, erano un tempo botteghe di conciatori e macellai che, a causa del loro fetore, furono sostituiti da questi altri mestieri artigianali.
  5. Last but not least: sparsi per la città ci sono decine di cartelli stradali originali dell’artista Clet Abraham, che trasformano le strade in un museo di arte urbana.

 

Per più informazioni:

www.visittuscany.com/

 

(foto di SILVIA DONATIELLO)