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Le Isole Canarie

Il turismo attivo di La Gomera e Gran Canaria

di Silvia Donatiello

Autunno 2020

GRAZIE ALLA SUA NATURA E AI PAESAGGI MOZZAFIATO, L’ARCIPELAGO CANARIO HA ORIENTATO IL SUO APPROCCIO TURISTICO VERSO IL TURISMO ATTIVO: TANTO TREKKING DA PRATICARE IN SPAZI NATURALI INCREDIBILI, COME QUELLI OFFERTI DALL' ISOLA DI LA GOMERA E DALLA PIÙ FAMOSA GRAN CANARIA

Il turismo è a tutti gli effetti uno dei motori economici mondiali; nonostante il particolare momento che stiamo vivendo, il settore rappresenta circa il 10,4% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale, secondo quanto pubblicato dal World Travel and Tourism Council (WTTC). Il turismo attivo si inserisce come un’alternativa al modello turistico tradizionale, contribuendo alla protezione e conservazione dell’ambiente, alla generazione di infrastrutture, al rilancio dell’economia nelle aree meno connesse e alla creazione di posti di lavoro di qualità. Le Isole Canarie lo hanno capito e, grazie alla loro meravigliosa natura e ai paesaggi incredibili, hanno improntato le loro scelte proprio su questo settore. Una delle attività outdoor per eccellenza è il trekking e le isole di Gran Canaria e di La Gomera, entrambe Riserva della Biosfera UNESCO, ne hanno fatto la loro bandiera.

 

La Gomera

Esplorare a piedi ‘l’isola del fischio’

La Gomera è una delle tre isole minori e l’unica dell’arcipelago a non aver subito eruzioni vulcaniche negli ultimi due milioni di anni, eccezione cui si deve la sua scoscesa orografia attuale, marcata dall’erosione, da grandi e profondi burroni e da vallate che nascono dal centro dell’isola e terminano nell’oceano. Poco conosciuta in Italia, vanta un turismo per la quasi totalità sostenibile, dove gli amanti del trekking e delle attività all’aria aperta trovano il loro paradiso in terra. Il nord e il sud dell’isola – per quanto il territorio complessivo sia grande solo 369 chilometri quadrati – offrono due microclimi ben distinti. Nella zona settentrionale prevale un clima stabile, temperature miti e umidità costante, per effetto dei venti alisei, i quali danno origine a una grande varietà di boschi di pini e laurisilva, l’alloro dell’era terziaria. Il versante meridionale, al contrario, si trova sottovento e gode di temperature più elevate, con una media di 22- 23ºC.

Arure

Nel 2011 l’isola ha ricevuto il riconoscimento di Riserva della Biosfera nella categoria Eccellente, sul 100% del territorio, grazie alla qualità del suo ecosistema terrestre e marino. Un paesaggio così giurassico e intatto che è stato usato come scenario per la produzione di ‘Heart of the Sea Le origini di Moby Dick’ del famoso regista Ron Howard, che qui ha girato il film nel 2014. Il picco del Garajonay è il punto più elevato dell’isola (1487 metri), il suo nome nasce da una delle leggende più popolari, la storia d’amore shakespeariana tra Gara e Jonay, di cui esistono varie versioni letterarie che si concludono tutte nello stesso modo: i due protagonisti muoiono uccidendosi con dei dardi di legno conficcati nel cuore. Successivamente il nome Garajonay è stato esteso a tutto il territorio che fa parte del Parco Nazionale. Nonostante conosca quest’isola da anni, ho deciso di esplorarla percorrendola con i miei bastoni da trekking in lungo e in largo per una decina di giorni.

L’ente del turismo locale ha creato un’app per gli amanti delle attività outdoor, a cui ci siamo affidati per scegliere i percorsi più interessanti e adatti al nostro livello (medio). Percorsi meravigliosi dove perdersi, immersi nella natura, in un’isola dove non c’è né traffico né inquinamento, e i cui unici suoni sono quelli degli uccelli e degli abitanti che si fischiano da un canyon all’altro. Sì, perché ancor oggi i ‘gomeri’ chiacchierano fischiando quando uno è al fondo di un canalone e l’altro è a 900 metri di altitudine, pochi chilometri più su. Il linguaggio del ‘silbo gomero’ (fischio) è una delle espressioni uniche di La Gomera e trova origine già in era preispanica. Questo linguaggio fischiato nacque dalla necessità di comunicare attraverso profondi burroni quando la meravigliosa rete stradale odierna non esisteva ancora. Oggigiorno viene insegnato a scuola ed è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Da non perdere i belvedere, che si trovano in ogni percorso di trekking e non solo: tutti, senza eccezione, offrono panorami mozzafiato, anche se il più spettacolare è il Belvedere di Abrante, che, con la sua passerella sospesa nel vuoto, fa l’occhiolino al vulcano Teide che ci guarda da Tenerife.

Agulo

Nove percorsi di trekking, qualche nuotata nell’oceano, una gita in barca per vedere le balene pilota che vivono tra le coste di La Gomera e quelle di Tenerife, una visita ai paesini caratteristici che si trovano in ogni canyon – tra cui spicca Agulo, un bellissimo esempio di architettura canaria in ottimo stato di conservazione – e si ritorna a casa con il pieno di energia, la testa libera dai pensieri e il sole delle Canarie nel cuore, per riscaldarci in questo piovoso autunno.

www.lagomera.travel

DOVE DORMIRE

Turismo rurale, questa è la parola d’ordine. Sull’isola ci sono pochi alberghi, molti agriturismi, residence e B&B. Noi abbiamo scelto Residencial El Llano a Valle Gran Rey, per la sua ubicazione vicino al mare e i suoi bellissimi giardini tropicali.

COSA MANGIARE

Due must da provare: l’almogrote, paté di formaggio e peperoncino da spalmare sul pane, e il miele (o savia) di palma, che i gomeri aggiungono a qualunque piatto, dal formaggio ai dolci. Ottimi pesce, formaggi di capra, verdure e frutta locali. Un ristorante tra tutti: La Salsa a Valle Gran Rey (lo trovate su TripAdvisor e Facebook).

COME ARRIVARE

Voli diretti a Tenerife Sud e poi il fast ferry dal porto di Los Cristianos, con cui si raggiunge l’isola in 40 minuti. Conviene noleggiare un’auto per spostarsi a La Gomera, all’arrivo a San Sebastián, la capitale.

 

Gran Canaria Walking Festival

Molto più che trekking

Il Festival Internazionale dell’Escursionismo di Gran Canaria è un incontro annuale che riunisce gli amanti della natura e dell’escursionismo di tutto il mondo. L’occasione perfetta per scoprire gli angoli, la cultura e la gastronomia dell’isola, un gioiello baciato da un clima piacevolissimo tutto l’anno.

Oasi di Palme Canarie

Gran Canaria contiene misteri che possono essere scoperti solo a piedi. Entrare in contatto con la sua natura più pura attraverso i percorsi e i sentieri che l’evento Gran Canaria Walking Festival (22-25 ottobre) prepara ogni anno è un’ottima occasione per scoprirli e lasciarsi ammaliare dalla bellezza dei suoi imponenti paesaggi. L’Ente per il Turismo di Gran Canaria e la Federazione Albergatori e Turismo di Las Palmas hanno creato, nel 2004, un’associazione dedicata alla promozione non solo del Festival, ma anche di tutto ciò che riguarda il turismo attivo e sostenibile: Gran Canaria Natural & Active. L’associazione, nel 2012, insieme all’Ente per il Turismo di Gran Canaria, partner ufficiale, ha lanciato il Festival Internazionale dell’Escursionismo di Gran Canaria: il Gran Canaria Walking Festival. Questo incontro annuale, che riunisce gli amanti della natura e dell’escursionismo di tutto il mondo, è l’occasione perfetta per scoprire, attraverso i suoi diversi percorsi, gli angoli, la cultura e la gastronomia che l’isola cela, facendo inoltre conoscere le ottime condizioni climatiche per le attività all’aria aperta. Le montagne dell’isola e la conformazione morfologica, particolarmente scoscesa, favoriscono l’esistenza di una moltitudine di microclimi e habitat diversi, in particolar modo nella zona occidentale di Gran Canaria, che da secoli mantiene intatto il suo paesaggio naturale. Qui si trovano grandi boschi di pino canario, un albero unico al mondo per la sua altissima resistenza al fuoco. In caso di incendi, la sua linfa vitale interna rimane pressoché intatta, e brucia solo all’esterno.

Pino canario

Questo ha permesso alle foreste di Gran Canaria un rapido recupero dopo gli incendi. Inoltre, le attività umane sul territorio sono state graduali e rispettose dell’ambiente, per cui è difficile distinguere tra gli elementi introdotti dai lavori tradizionali dell’uomo e il paesaggio originale. Le due cose si fondono in un mosaico paesaggistico molto peculiare, che viene salvaguardato e tramandato alle generazioni future. Anche sulla costa Gran Canaria è un’isola di contrasti. Dal litorale fino a un’altitudine di 300 metri dominano gli ambienti aridi e molto aridi con cardoni e tabaibas (Euphorbia atropurpurea). Le gole e le valli sono ricoperte da palmeti, tamerici e salici. La costa comprende ampi delta sommersi, colate vulcaniche sul fondo del mare, grandi scogliere e distese di sabbia. Tutto ciò si traduce nella ricchissima biodiversità da scoprire durante e dopo il Festival.

Cardones

 

I quattro percorsi del Festival

 

22/10 – Sotto l’incantesimo di Tamadaba

Dalle case-grotta di Fagajesto fino alle imponenti scogliere di Agaete, sotto lo sguardo del massiccio di Tamadaba, una delle zone più antiche dell’isola. Il percorso parte dalla località di Fagajesto, appartenente a Gáldar, toponimo aborigeno. In questa zona si trovano le case-grotta sparse qua e là, un panorama unico tra fertili terreni coltivati. Il cammino prosegue, tra queste case peculiari, attraversando il Canyon del Sao, circondati da strabilianti scogliere coperte da una vegetazione capace di crescere sulle ripide propaggini. Il percorso finisce in uno dei polmoni dell’isola, la pineta di Tamadaba, in piena Riserva della Biosfera.

 

23/10 – Sul sentiero del giovane vulcano Questo percorso attraversa le pinete, dove appaiono a tratti gli effetti delle eruzioni vulcaniche più recenti dell’isola, fino a raggiungere uno dei vulcani più giovani di Gran Canaria, da cui si può osservare un paesaggio ricco di contrasti. Il tour inizia dal Monte Pavón, sulle alture di Santa María de Guía, da dove parte una salita di circa 600 metri lungo la strada principale, fino a raggiungere il sentiero Lomo del Palo, che riceve il suo nome da un albero antichissimo ampiamente utilizzato in passato nell’isola per la qualità del suo legno. Si prosegue su un sentiero che attraversa i pini di Gáldar, un’area naturale di grande pregio, fino a raggiungere la Caldera de Pinos de Gáldar, dove si trova il belvedere. Da qui si gode un immenso panorama sul versante settentrionale e occidentale di Gran Canaria.

Guayedra

 

24/10 – Alla ricerca dell’uliveto

Viste impressionanti del sud dell’isola accolgono un percorso che corre tra profonde gole e un’antica caldera vulcanica. Il percorso inizia dall’osservatorio astronomico di Temisas, da dove si ammirano Agüimes, Vecindario e La Fortaleza, quest’ultimo considerato uno dei siti archeologici più importanti dell’isola, e il massiccio di Amurga, di grande valore archeologico e paesaggistico. Da lì si arriva alla zona alta di Temisas, un pittoresco borgo riconosciuto come Fattoria rappresentativa delle Canarie, che ospita uno degli uliveti più importanti dell’arcipelago.  

 

25/10 – Alle pendici del Nublo

 L’ultimo percorso arriva fino alle pendici del Roque Nublo, un luogo dall’aspetto lunare che regala immagini uniche. Dall’area conosciuta come La Goleta inizia la salita per raggiungere l’emblematico Roque Nublo, un monumento naturale e una delle rocce più grandi del mondo a più di 1800 metri di altitudine. Da lì si ha una vista panoramica dell’intera Caldera di Tejeda, tra le più grandi dell’isola, da dove si ammirano il versante settentrionale e la vetta, la cui bellezza ha sorpreso lo scrittore Miguel de Unamuno, che la definì «la tempesta pietrificata».

Adesso non rimane che iscriversi e preparare scarpe e bastoni da montagna.

www.grancanaria.com 

(Foto di GIULIANA D’ANGELO/LA GOMERA ed ENTE TURISMO GRAN CANARIA)