News

New York

un caffè con le amiche da Tiffany

di Silvia Donatiello

Inverno 2023

IL CAFFÈ IN UNA METROPOLI IN QUALCHE PARTE DEL MONDO È DIVENTATO ORMAI L’APPUNTAMENTO ANNUALE TRA TRE AMICHE CHE VIVONO IN STATI DIVERSI E SI VEDONO PRATICAMENTE SOLO IN QUELLA OCCASIONE. E COSA C’È DI MEGLIO CHE VEDERSI PER UN CAFFÈ LUNGO UNA SETTIMANA A NEW YORK?

La scusa è stata, parafrasando (ma neanche tanto) una “Colazione da Tiffany”; perché quest’anno proprio Tiffany, all’incrocio tra la 57th Street e Fifth Avenue, ha aperto il suo Blue Box Café dello chef Daniel Boulud per festeggiare la riapertura del suo nuovo negozio monomarca, e il Blue Box Café è la ciliegina sulla torta di questa grande rinascita. Nel Café, ubicato al 6º piano, si possono gustare, appunto, la colazione da Tiffany e un menu che include il tè pomeridiano per tutto il giorno. La prenotazione è obbligatoria e si può fare con massimo quattro settimane di anticipo; detto ciò trovare disponibilità non è facile, quindi è consigliabile fare richiesta per tutte le date del soggiorno newyorkese in caso si liberi un posto.

Questo spazio recuperato dal passato si estende lungo più di 20 strade e offre natura, arte pubblica e una vista atipica della Grande Mela

Il colore caratteristico “Tiffany Blue” (noto anche come colore Pantone “1837 Blue”, in onore dell’anno di fondazione di Tiffany) orna con gusto e creatività tutto lo spazio. Che si tratti di scatole blu Tiffany simili a lampadari appese sopra i commensali, di pareti decorative rivestite in marmo con perfette sfumature di blu nei bagni o di piatti ispirati all’arte con tocchi di blu, gli ospiti sono completamente immersi nello stile Tiffany & Co.

Passando per i dieci piani scintillanti di The Landmark, ci si dimentica di essere in un negozio, perché sembra più un museo con quasi quaranta opere d’arte, tra cui pezzi mai visti prima commissionati da Tiffany. La selezione comprende opere di artisti famosi come Damien Hirst, Julian Schnabel, Rashid Johnson, Anna Weyant, Richard Prince, Jenny Holzer e Daniel Arsham. Il leggendario architetto Peter Marino è il responsabile della ristrutturazione dell’architettura interna dell’edificio; che è un omaggio a un momento cruciale sia della storia del cinema sia per Tiffany & Co. come azienda. Una replica dell’abito nero Givenchy di Audrey Hepburn, indossato nella famosa scena iniziale del film, è al centro della scena, con il suo fascino senza tempo e l’iconica collana di perle e diamanti che lo adorna. Ma New York non è solo Tiffany. Alla ricerca di nuovi spunti per chi ci ritorna, ecco alcune attività interessanti da fare in questo periodo dell’anno.

Una passeggiata sulla High Line

Viaggio a New York - What if they Bark di Cosima von Bonin sulla High Line e Old Tree di Pamela Rosenkranz sulla High Line

What if they Bark di Cosima von Bonin sulla High Line e Old Tree di Pamela Rosenkranz sulla High Line

Tra tutti gli spazi verdi di New York, la High Line, un parco sopraelevato costruito su un ex binario ferroviario, è uno dei più suggestivi. Questo spazio recuperato dal passato si estende lungo più di 20 strade e offre natura, arte pubblica e una vista atipica della Grande Mela. Attraversa tre quartieri sovrastanti: il Meatpacking District, Chelsea e Hudson Yards. Si estende per 2,3 km da Gansevoort Street alla 34a strada e tra la 10a e la 12a Avenue, è gratuito e vi si può accedere da diversi punti. Ha una storia curiosa. Negli anni ’30 il binario sopraelevato in cui si trovava veniva utilizzato per trasportare le merci tra le fabbriche e i magazzini della zona ovest di Manhattan, un’area molto industriale. Il Meatpacking District, ad esempio, era la sede dell’industria della carne di New York, con macelli e impianti di confezionamento. Con l’avvento dei camion, però, questo sistema di trasporto è andato perduto. Negli anni ’80, la strada fu completamente abbandonata e invasa da piante e arbusti che crescevano tra il cemento.

Viaggio a New York - L’ingresso della casa di Carrie Bradshaw di Sex and the City in Perry Street

L’ingresso della casa di Carrie Bradshaw di Sex and the City in Perry Street

Negli anni ’90, la città decise di abbatterla per costruirci sopra. A Manhattan, ogni metro quadrato inutilizzato può essere un investimento milionario… e la storia della High Line sarebbe finita qui se un gruppo di abitanti di Chelsea non avesse iniziato a lottare per trasformare la High Line in un parco pubblico aperto a tutti. Oggi il vecchio binario è circondato da fiori, alberi e mostre d’arte temporanee come murales e sculture. Un altro suo fascino è che da qui si possono vedere le strade di New York dall’alto, con il traffico che non si ferma mai.

Come arrivare e cosa sapere per visitare la High Line. Estesa per oltre 2 km, la High Line è accessibile tramite scale e ascensori da diverse strade di Manhattan. Per entrare da un’estremità o dall’altra e percorrerla in tutta la sua lunghezza, consiglio di andare da nord a sud. A nord, il percorso inizia a Hudson Yards, un quartiere noto per i molti edifici futuristici, come la scultura The Vessel. La metropolitana più vicina è la 34th St-Hudson Yards. Raggiungibile in 10 minuti a piedi anche da Penn Station e Madison Square Garden A sud finisce a Gansevoort St nel Meatpacking District. La metropolitana più vicina è 14th St-8th Ave. Molto vicino si trovano il Chelsea Market e il Whitney Museum of American Art, entrambi fantastici luoghi da visitare e se la giornata merita, con una passeggiata di 10 minuti si arriva al West Village, pieno di negozietti, locali e la mitica Perry Street dove “molte” di noi hanno condiviso risate e lacrime con la mitica Carrie Bradshaw, la protagonista di Sex and The City.

Empire State Building o Top of the Rock?

Viaggio a New York - Il Chrysler Building

Il Chrysler Building

Non importa quante volte si visiti la Grande Mela, la vista della città dall’alto è d’obbligo. Ma da dove, dall’Empire State Building o dal Top of the Rock? Io direi da tutte e due, una di giorno e una al tramonto, anche se oggi ci sono ben cinque siti tra cui scegliere, ognuno unico nel suo genere, che sono, oltre ai primi due già citati: One World Observatory, The Edge e One Vanderbilt Summit. Quindi, quale scegliere? Se si visita per la prima volta, meglio rimanere sul classico, Empire di giorno e Top of the Rock al tramonto, così quando si scende da lì, se si ha voglia di sentirsi “locali”, si possono noleggiare dei pattini e pattinare sul ghiaccio al The Rink nella Rockfeller Plaza. Perché una scelta classica? Cominciamo con il più famoso, l’Empire State Building. In effetti, questo osservatorio è ancora oggi l’icona di New York.

Viaggio a New York - Lo studio della NBC dove si registra il The tonight show by Jimmy Fallon

Lo studio della NBC dove si registra il The tonight show by Jimmy Fallon

Ciò è dovuto in parte alla sua storia impressionante: l’edificio fu costruito in soli 18 mesi. E ancora oggi gode di una reputazione indiscutibile. L’Empire State Building è stato citato in molti film e serie, tra cui King Kong, si trova nel cuore di Manhattan, nella zona di Midtown. Offre una vista mozzafiato su tutti gli edifici, tra cui il Chrysler Building e si può anche vedere l’East River in lontananza. Dall’86° piano non ci sono vetri, si è all’esterno e ci sono solo griglie. Questo permette di scattare foto senza riflessi. C’è un altro piano all’interno, il 102°, dove ci si può riparare se fa troppo freddo (ma bisogna pagare un supplemento). Salirci non è solo una visita a un osservatorio. Infatti, il percorso per il visitatore è davvero studiato in modo da rendere l’esperienza immersiva: musei, mostre e… mostri! Ma non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa.

Mentre il Top of the Rock è l’osservatorio situato in uno dei 19 edifici del Rockefeller Center. Oltre all’osservatorio, il Rockefeller Center è un edificio molto bello di per sé, decorato con diverse statue, sculture, giardini… Ci sono gli studi della NBC e il plateau di registrazione del The Tonight Show di Jimmy Fallon a cui si può partecipare gratuitamente come pubblico, iscrivendosi con qualche settimana di anticipo. Ma, naturalmente, il pezzo forte è l’osservatorio. Ha aperto le sue porte negli anni ’30, prima di essere chiuso per lavori di ristrutturazione. Offre una vista mozzafiato dove l’elemento principale è, ovviamente, la vista sull’Empire State Building. È possibile scattare la mitica foto di New York con lo skyline e l’Empire State Building al centro: magico! L’osservatorio ha tre piani. I primi due hanno sbarre o finestre, ma se si sale al terzo non ci sono barriere architettoniche ad ostruire il panorama.

Vasilij (o Wassily) Kandinsky a New York

Last but not least, se amate l’arte, soprattutto l’arte moderna, il MOMA, il Metropolitan Museum e il Guggenheim saranno il vostro “nirvana”. Nella mia ricerca appassionata dei quadri di Wassily Kandinsky, ho percorso in due giorni questi tre incredibili musei ubicati nelle vicinanze di Central Park. Tutti e tre i musei vantano, inoltre, splendide collezioni dei grandi maestri dell’Ottocento e Novecento, tra cui spiccano sicuramente Picasso, Van Gogh, Monet, Magritte, Cezanne, Manet, Degas, Mondrian, Klee e tantissimi altri, ma le opere di Kandinsky occupano un posto speciale nella mia personale classifica e credo di non essere la sola a pensarla così.

Viaggio a New York - Guggenheim Museum NYC

Guggenheim Museum NYC

Lo stesso Solomon R. Guggenheim indicò Kandinsky come il suo pittore preferito nell’ambito dell’astrattismo. Contemplare i quadri di Kandinsky significa percepire ancora una volta quei lampi luminosi della sua creazione artistica. E, perché no, forse possono servire come luci per illuminare la nostra vita, a volte un po’ priva di creatività. Quando Kandinsky diceva: «Sento che l’armonia dei colori e delle forme è la gioia di questo mondo», era allo stesso tempo molto chiaro che la semplice armonia cromatica non era il fine ultimo della sua pittura. Egli aspirava a esprimere la forza e il dramma della vita, con i suoi contrasti e le sue contraddizioni. Per quanto abbia sempre cercato un’armonia ricca di contenuti, frutto di una grande diversità dimensionale e formale, con elementi pittorici autonomi di tonalità e intensità diverse, non ha mai tralasciato i valori psicologici che accompagnano i colori e il loro significato più profondo. Ecco l’ultimo consiglio: visitare New York con nel cuore (e negli occhi) questa armonia di colori e forme tanto cara al grande Kandinsky.

 

(foto di SILVIA DONATIELLO)