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Da Messina all’Etna

in MTB

di SILVIA DONATIELLO

Autunno 2022

CI SONO MOLTI MODI DI AVVICINARSI A UN VULCANO, IL PIÙ DELLE VOLTE CON UNA JEEP, OPPURE FACENDO TREKKING O CON I BUS TURISTICI E LE VISITE ORGANIZZATE. OPPURE IN BICICLETTA, NELLO SPECIFICO, IN MTB, MEGLIO SE CON PEDALATA ASSISTITA. UNA DI QUELLE COSE DA AGGIUNGERE ALLA PROPRIA “WISHLIST” DEI VIAGGI, QUEI DESIDERI DA REALIZZARE CHE PARLANO DI LUOGHI E COLORI NUOVI DA CONOSCERE E CHE, IN QUESTO CASO, CI PORTANO AD AMMIRARE LA MERAVIGLIA TUTTA NATURALE CHE SOLO UN VULCANO COME L’ETNA PUÒ OFFRIRE, E IL FASCINO DI UNA REGIONE TUTTA DA SCOPRIRE

Messina

Pista Altomontana - Donatiello

Pista Altomontana

Il viaggio inizia con un giro, sempre in bici, per Messina, alla scoperta di una città di cui purtroppo si parla ancora troppo poco. Con le bici di Igor – il tour operator che ci accompagnerà in questo viaggio – abbiamo iniziato un percorso attraverso i luoghi, i paesaggi e i sapori più tipici del luogo. L’attrazione principale di Messina è Piazza Duomo dove fanno sfoggio della loro bellezza il Duomo, la Fontana di Orione e l’Orologio Astronomico. Il Duomo dedicato a Santa Maria è stato costruito in epoca giustinianea (500 d.C. circa) e la sua storia è stata, attraverso i secoli, delle più travagliate. Nella stessa piazza, accanto al Duomo, si possono ammirare la cinquecentesca Fontana di Orione e naturalmente l’Orologio Astronomico ubicato sul campanile del Duomo, che merita una menzione a parte. Il campanile contiene al suo interno l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo. Progettato dalla ditta Ungerer di Strasburgo, fu inaugurato nel 1933 ed è ancora oggi l’attrattiva principale della città. Ogni giorno alle ore 12, un complesso sistema di leve e contrappesi consente il movimento delle statue in bronzo che si trovano sulla facciata e che sono legate alle tradizioni civili e religiose della città. Il movimento dura 12 minuti. Durante la giornata, le due eroine Dina e Clarenza ai lati del simbolo di Messina (il gallo), si muovono battendo i quarti e le ore. Percorrendo il lungomare, costeggiato da una lunghissima ciclabile, si raggiunge la zona a nord di Messina, in uno dei suoi punti più incantevoli, con i laghi di Ganzirri e di Torre Faro. Questi due bacini presentano caratteristiche idrologiche e ambientali uniche, principalmente dovute a picchi costanti di temperatura, dagli 11 gradi in gennaio ai 31 in agosto, e alla presenza di una flora e di una fauna ricche e particolari. I due laghi, chiamati anche rispettivamente Pantano Grande e Pantano Piccolo, si differenziano per profondità e dimensione. Questi bacini d’acqua sono comunicanti sia tra loro sia con il mare, grazie alla presenza di cinque canali che permettono il ricambio idrico con il Mar Tirreno e lo Ionio.

La grotta dei Lamponi - Da Messina all'Etna

I due Mari dello Stretto di Messina

Ancora poche centinaia di metri e raggiungiamo la punta di Torre Faro, dove i due mari si incontrano. Suggestioni e storie, miti e leggende. Lo Stretto – evocato oggi solo quando si parla del fatidico ponte – fu celebrato nell’Odissea di Omero nei versi dedicati alle Sirene, a Circe, a Scilla e Cariddi. Qui le correnti stazionarie e di marea, anche in funzione della particolare geomorfologia dell’intera area, determinano l’insorgenza di peculiari fenomeni idrodinamici. Quando il Mar Tirreno presenta bassa marea al confine settentrionale del canale, il contiguo Mar Ionio si trova in fase di alta marea ed il contrario avviene al successivo cambio di marea.

 

Dal mare alla montagna è un attimo, a 1800 metri di altitudine

Etna versante nord - Da Messina all'Etna

Etna versante nord

Partiamo dal presupposto che visitare tutti e due i versanti dell’Etna in bicicletta durante uno short break è missione impossibile, meglio puntare su un versante alla volta. Noi abbiamo scelto il versante nord. Questo lato del vulcano è un susseguirsi di paesaggi mozzafiato: dalla natura rigogliosa e quasi tropicale della base, alle foreste di faggi e alle pinete alternate a colate di lava; un caleidoscopio di colori e contrasti incredibili. Il secondo giorno, di prima mattina e rigorosamente con la guida, il casco e l’entusiasmo à gogo si parte per uno dei tour più emozionanti: dal rifugio Clan dei Ragazzi ci si immette nel bosco per incrociare la “pista altomontana” attraversando svariate colate laviche che hanno interessato il versante nord etneo.

Duomo di Messina - Da Messina all'Etna

Duomo di Messina

Il percorso è un saliscendi con tratti all’ombra dei pini e panorami da sogno sullo Stretto. Lungo il percorso, si trovano varie grotte di scorrimento lavico, tra le più belle di tutto il vulcano. A un certo punto, per poter visitare la Grotta dei Lamponi, bisogna abbandonare la bici e fare una breve salita a piedi tra le pietre laviche, ma lo sforzo merita la pena: la grotta è ampia, profonda e con giochi di luce che le donano un’atmosfera decisamente magica. L’ascesa termina presso il rifugio Timparossa, dove una pausa relax all’ombra dei maestosi pini larici è di rigore. Il percorso riprende in discesa con alcune vere e proprie “piste” laviche in cui pedalare senza toccare il freno, con coraggio e un pizzico di incoscienza. L’adrenalina è a mille, e sotto lo sguardo orgoglioso della guida, attraversare la pineta Ragabo, con piccoli salti, curve e giochi d’ombra, fino ad incrociare la pista e tornare al punto di partenza, diventa quasi un gioco. Un percorso incredibile ad un’altitudine in cui le foreste e le pinete si alternano alla violenza di un paesaggio lunare, creando un contrasto di grande impatto visivo. La cima non è stata ancora raggiunta però. Il terzo e ultimo bike tour parte da Piano Provenzana e, a meno che non si sia dei veri pro, la pedalata assistita non è solo consigliabile ma necessaria. Si parte da quota 1800 metri e si prosegue lungo la strada panoramica che, tra antichi crateri e recenti colate di lava, consente di raggiungere l’Osservatorio Vulcanologico a quota 2850 metri, in località Pizzi Deneri. Le temperature qui scendono pericolosamente e il paesaggio diventa lunare. Una decina di chilometri in salita, altrettanti in discesa e il sogno finalmente è stato realizzato!

Messina - Da Messina all'Etna

Messina

Dove dormire

Lo Chalet Clan dei Ragazzi si trova a 1500 metri di altitudine, completamente immerso nel verde della pineta Ragabo, nel territorio del comune di Linguaglossa, Etna Nord. La struttura, realizzata in legno, ha una dozzina di camere in cui ti svegli e pensi di essere sulle Alpi. Vanta anche una piccola accogliente cappella.

 

Per organizzare i tour in bici:
mediterraneantrekking.com

 

(Foto di SILVIA DONATIELLO)

(Servizio publiredazionale)