Approfittiamo della presenza di Martin Scorsese a Torino per uscire un po’ dai nostri soliti argomenti, e fare un elenco di 5 film cult di Scorsese che probabilmente avete già visto (se non lo avete fatto c’è da rimediare), ma che potete riguardare per celebrare il soggiorno torinese del leggendario regista italoamericano.
Breve, doverosa nota: in 60 anni di carriera Scorsese ha diretto parecchi film, quasi tutti capolavori; fare una “top” 5 lascia inevitabilmente fuori diversi filmoni, noi abbiamo scelto questi 5 perché sono meravigliosi e perché ci offrono spunti interessanti per parlare di Scorsese…
Partiamo, in rigoroso ordine cronologico.
Mean Streets (1973)
In italiano il titolo continua con uno stranito ma tutto sommato interessante “domenica in chiesa, lunedì all’inferno”. Mean Streets è il capostipite della “trilogia della mafia” di Scorsese, prima di Quei bravi ragazzi e Casinò; è il film in cui viene riconosciuto per la prima volta tutto il talento di Robert De Niro, nei panni di Johnny Boy, affianco a un sempre magnifico Harvey Keitel (nei panni di Charlie). La trama è in fondo il mondo di Scorsese: Little Italy, la mafia, la religione, le contraddizioni di un’America già marcia in questo che è uno dei primi film di Scorsese. Qui nasce buona parte della sua poetica cinematografica, quindi è un film decisamente imperdibile.
Taxi Driver (1976)
A tre anni di distanza esce al cinema quello che tanti considerano il grande capolavoro di Scorsese: Taxi Driver. Probabilmente non serve spiegare la storia post Vietnam di Travis Bickle (di nuovo De Niro) perché fa parte dei libri di storia. Taxi Driver è uno specchio che dà su un’umanità a pezzi e su un’America messa allo stesso modo, in cui esistono ancora sentimenti, ma sono talmente deformati che è complesso capirne i contorni. È un capolavoro di tecnica (come quasi tutti i film di Scorsese) e un trattato di filosofia in pellicola. Insomma, non si può non aver visto almeno tre volte questo film.
Quei bravi ragazzi (1990)
Per tutto il mondo è Goodfellas. Per tutto il mondo è De Niro, Joe Pesci, Ray Liotta: semplicemente la santa trinità dei gangster movie. Qui dentro c’è tutto: violenza, amore, tradimento, fratellanza, follia, critica sociale… Lo confessiamo: questo per noi è uno dei più bei film di Scorsese, perché per i cultori del genere è praticamente la Bibbia. La storia è più o meno la stessa: l’ascesa di Henry Hill (Ray Liotta) nel mondo della mafia newyorchese, accompagnato dai suoi amici, De Niro e Joe Pesci, e da tutti gli altri “bravi ragazzi”. Un’enciclopedia di epicità filmica, ma anche il crudo ritratto di un mondo violento e senza via d’uscita, solo apparentemente luccicante. Cult assoluto.
The Departed (2006)
Diciamo The Departed per 3 motivi fondamentali: anzitutto è un film meraviglioso con un Jack Nicholson al solito straripante; in secondo luogo è probabilmente il film in cui capiamo definitivamente che sì, Leo Di Caprio è il vero “successore” e nuovo “attore feticcio” di Scorsese; e in ultimo ci permette di consigliarvi il film da cui è tratto: Infernal Affairs di Andrew Lau e Alan Mak (chicca irrinunciabile del grande cinema di Hong Kong). E poi che dire, The Departed è un altro film clamoroso, coinvolgente, a perdifiato: una bella storia di mosse e contromosse, guardie e ladri, con un finale che lascia a bocca aperta.
The Irishman (2019)
La critica lo ha amato, il pubblico un po’ meno. Colpevolmente se ne è parlato più per la durata (tre ore e mezza), la piattaforma di distribuzione (Netflix) o per alcuni effetti speciali di “ringiovanimento” non riuscitissimi. Ed è un peccato. Perché in fondo chi se ne importa: The Irishman è un instant cult. Un’epopea di mafia e storia americana che attraversa le decadi e le generazioni; cercando di resistere al tempo e ai cambiamenti. È “faticoso” perché ciò che vediamo è logorante, è una fiamma che brucia, si espande, conquista tutto e poi un pezzo alla volta, controvoglia, si spegne. Senza in fondo spegnersi mai, ma più probabilmente evolvendo. Chi ha amato Mean Streets, Goodfellas, Casinò e Scorsese in generale, non può non amare The Irishman.
