Quando si parla di business-aviation (jet civili di piccole dimensioni) si è portati a pensare a grandi consumi di carburante e a elevate emissioni. Difficilmente l’immaginario collettivo associa aviazione d’affari e virtuosismi ambientali. Ebbene, questa cosa sta cambiando. Oggi, il mondo dell’aviazione privata sta portando avanti enormi sforzi per provare a ridurre l’impatto sull’ambiente, passando da soluzioni più “semplici” – propulsori a maggior efficienza, nuovi materiali, compensazione delle emissioni (piantare nuovi alberi in base alla quantità di CO2 emessa), nuovi combustibili – a visioni più complesse e innovative, come concept rivoluzionari o motori d’avanguardia.
Materiali, tecniche, tecnologie
Da una parte, dicevamo, troviamo tecnologie e prodotti che fino a qualche anno fa potevano sembrare un miraggio; il tutto grazie al progresso in ogni ambito, anche su aspetti come i materiali utilizzati: basti pensare alla fibra di carbonio che sta iniziando ad essere impiegata per la realizzazione di intere fusoliere, consentendo così maggiore leggerezza e benefici in termini di consumi ed emissioni. O come innovative forme aerodinamiche che generano indubbi vantaggi. O, ancora, come i “nuovi” biocombustibili, prodotti sfruttando materie organiche vegetali e che consentiranno di abbattere l’utilizzo di carburanti fossili. O ancora velivoli ibridi o completamente elettrici (che potrebbero beneficiare di batterie alimentate dall’energia solare, come dimostrato dal Solar Impulse 2, che ha percorso svariate migliaia di miglia grazie a 22.000 celle fotovoltaiche), arrivando poi a prototipi attualmente in fase di sviluppo (come gli aero-taxi che connetteranno gli aeroporti alle grandi città).

Il caso Bombardier
La somma di questi fattori ci ha condotto a concept evoluti che propongono forme, materiali e tecnologie audaci. È il caso del Bombardier EcoJet che si propose nel 2023 come un vero e proprio programma di ricerca atto a sviluppare soluzioni pensate per ridurre le emissioni combinando aerodinamica avanzata e miglioramenti propulsivi. Il suo obiettivo è sviluppare le tecnologie necessarie per ridurre la CO2 emessa fino al 50%; e, dopo anni di ricerca, un modello in scala ha completato con successo la prima fase di test. Attualmente Bombardier sta facendo tesoro dei dati raccolti per un secondo step di collaudi che vedono impegnato un modello due volte più grande e che apre la strada ad altre evoluzioni. Parallelamente Bombardier ha avviato diverse iniziative nella sua road-map verso un’aviazione sostenibile, tra cui ricerche di cui potrà beneficiare tutta l’industria, a partire dal carburante impiegato, sostenibile, in grado di abbattere le emissioni di gas serra.
Dalla Francia: il BYA-1
Ovviamente quello del Bombardier non è un caso isolato: numerose case sono attualmente impegnate nello sviluppo di soluzioni green. È il caso ad esempio del Beyond Aero One (conosciuto anche come BYA-1) che apre la strada ad una nuova frontiera: un velivolo idrogeno-elettrico in direzione d’industrializzazione (con ingresso in servizio previsto entro il 2030) che promette un’efficienza 12 volte superiore rispetto a un aereo a propulsione completamente elettrica. A muoverlo saranno due motori elettrici (alimentati da celle a combustibile di tipo indipendente), dotati di un’inedita gestione termica, nonché di controlli all’avanguardia. Soluzioni queste che hanno contribuito a ridurre i costi operativi del 55%.

Da sogno a realtà?
Insomma: gli sforzi in essere per contenere le emissioni di CO2 ci sono e sono concreti. E in alcuni casi, come abbiamo visto, anche vicini nel tempo: tanto da essere già tangibili e concreti. Le premesse quindi non sono male… Ai posteri l’ardua sentenza!
