Il palcoscenico del Teatro Regio si riempie delle emozioni struggenti di Giselle, balletto romantico per eccellenza, nella versione coreografica di Alexey Fadeechev e Nina Ananiashvili.
La trama, divisa in due atti, narra la vicenda di Giselle, giovane contadina che si innamora di Albrecht, nobile che le nasconde la sua vera identità. Quando scopre il suo inganno e che lui è già promesso a un’altra, Giselle muore di dolore. Dopo la sua morte, diventa una delle villi, spiriti vendicativi che puniscono gli uomini infedeli costringendoli a danzare fino alla morte. Quando Albrecht va alla sua tomba, le villi cercano di condannarlo a questo destino, ma Giselle, ancora innamorata, lo protegge trovando così la pace eterna.
Le note delicate di Adolphe-Charles Adam tessono la struggente storia della giovane, divisa tra l'innocenza e le fragilità dell’amore, mentre le scenografie di Viacheslav Okunev trasportano lo spettatore nell’atmosfera sognante del Romanticismo.
Un’opera immortale che esplora l’amore incondizionato e il sacrificio, capace di trascendere persino la morte.
