Siamo stati al consueto giro di preview del Salone del Libro (15-19 maggio), dedicato alla stampa, a Lingotto Fiere e Oval, per una XXXVII edizione che si preannuncia davvero ricchissima. Tante aspettative quindi, ma soprattutto una solida base di certezze che ci fanno già scommettere in positivo su uno dei saloni letterari più belli d’Europa.
Com’è andato il nostro giro? Archiviati alcuni (nostri) problemi all’ingresso, ci siamo fatti guidare da Piero Crocenzi (AD Salone Libro), Silvio Viale (presidente Associazione Torino, la Città del Libro) e dalla direttrice del Salone Annalena Benini alla scoperta di questa edizione. Nota: Speriamo che gli ingressi, quelli veri, per il pubblico si intende, siano rapidi ed efficaci (più dei nostri), anche perché ci si aspetta un’affluenza record.

La sensazione, girando tra allestimenti e un sacco di gente affaccendata (domani inizia tutto), è che questo Salone sia molto simile a quello del 2024 (cosa positiva dato che è stato un successo), ma perfino un po’ più grande (infatti sarà il più grande di sempre). L’idea quindi che viene fuori da questa preview è che la direzione sia abbastanza chiara: prendere tutto il buono seminato e migliorare dove possibile. Di conseguenza, ad esempio, il palco dedicato agli eventi esterni sarà il doppio dell’anno scorso (si prevedono parecchi sold out), mentre mappe e indicazioni rinunceranno a un po’ di colore e creatività, in funzione di una maggiore praticità. La possibilità di orientarsi senza problemi diventa prioritaria con tutti questi spazi e proposte; e infatti anche la mappa cartacea è stata ripensata e ridimensionata in un formato abbastanza particolare per poter essere consultata con più facilità (ce ne saranno a disposizione 80.000 copie).

E mentre Annalena prova ogni volta a riportarci nel mondo della poesia letteraria, Viale e Crocenzi (giustamente) battono il ferro della funzionalità di un Salone pensato per essere un grande spettacolo realmente fruibile. Per noi rimane sempre un po’ un mistero come questo “cantiere” riesca ad essere pronto e perfetto per domani allo stato in cui lo abbiamo visto. Ma è il bello del rito della preview, che a sua volta è pieno di ulteriori riti: la foto sotto la colonna dei libri, il bosco degli scrittori all’Oval (un Oval in parte riorganizzato e tutto da scoprire), la sempre maggiore presenza di stand di manga e fumetti in generale (quest’anno tantissimi). E a proposito di stand saranno davvero una marea: 980 (con 1.225 marchi editoriali presenti). Come al solito menzione d’onore al Bookstock (e alla sua Arena), anch’esso molto importante: comincia nel padiglione 3 e continua ampiamente nel 4.

Riassumendo: questo tour in anteprima (senza troppi spoiler) ci riconsegna un Salone che sembra molto simile a quello dell’anno scorso, ma allo stesso tempo orgoglioso delle tante novità, magari un po’ da scoprire, sicuramente inserite in un percorso di migliorie e conferme che il Salone sta perseguendo con determinazione. Vi lasciamo con un pensiero della Benini nella bella (e nuova) lounge: «Ogni volta che vedo questo allestimento, tutta questa gente che lavora e che aspetta il Salone… Penso a quanta voglia ci sia di stare insieme, in un contesto speciale, letterario e di valore. Mi rende felice. Credo che il Salone del Libro oggi sia questo: una splendida occasione… da qualsiasi prospettiva lo si guardi».
