Oggi 18 giugno siamo stati alle OGR per la conferenza stampa di presentazione dei The World’s 50 Best Restaurants torinesi che raggiungeranno il clou domani, giovedì 19, con la grande cerimonia di premiazione del Lingotto; cerimonia in cui verrà svelata la classifica dei 50 (e oltre) migliori ristoranti del mondo.
Questa conferenza è stata forse il primo vero momento in cui abbiamo toccato con mano la portata internazionale di questo evento, riscontrabile anzitutto dal fatto che per qualche ora la lingua madre alle OGR è passata dall’italiano all’inglese. Ed è proprio la presenza di ospiti, giornalisti, critici e fotografi da tutto il mondo a rendere interessante, e in parte inedito, l’incontro di oggi.
La prima questione messa sul tavolo, dai rappresentati stessi dei 50 Best, è quella che ci siamo chiesti un po’ tutti: perché Torino, perché Piemonte? «Per l’eccellenza delle materie prime, rappresentate e valorizzate benissimo dalla ristorazione del territorio, per la forte vocazione turistica, ma soprattutto per la cultura e la storia che ruotano attorno a tutto il mondo enogastronomico. Un mondo ricchissimo il cui centro è ovviamente Torino: cornice ideale per accogliere i 50 Best e per svelare la classifica di quest’anno».
Sul palco anche il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore comunale alla Cultura Rosanna Purchia: mettono entrambi il focus sulla cultura del cibo e sul turismo che oggi è trainante in un Piemonte profondamente cambiato e orientato a innovarsi senza rinunciare mai alla propria identità. Ne sono un esempio le OGR, oggi luogo di conferenze, mostre, innovazione, e allo stesso modo il Lingotto, da simbolo dell’auto a sfida verso il futuro, che domani ospiterà la cerimonia.
Interessanti gli interventi dal palco, specialmente quelli di Pichaya “Pam” Soontornyanakij, World’s Best Female Chef 2025, chef e patron del ristorante POTONG a Bangkok; cresciuta in Thailandia cucinando per la famiglia, per necessità, poi per passione, successivamente in giro per il mondo, per tornare infine a casa, costruendo un’idea di cucina unica, meritevole di tanti riconoscimenti, tra cui la miglior chef al mondo nel 2025.
Allo stesso modo, brillante anche chef Massimiliano Alajmo, tirato più volte in causa sui grandi cambiamenti del mondo della ristorazione: «Rispetto a quando ero piccolo è cambiato davvero tutto. Ricordo la prima volta che ho visto da bambino uno chef in TV, era stranissimo. Gli strumenti di comunicazione oggi sono importantissimi, bisogna usarli in modo sano per alimentare il sogno di un mondo food sano e positivo».
Ci colpiscono in particolare le domande, molto precise, sull’idea di cucina, addirittura sulle tecniche e le nuove tendenze; si cita anche Slow Food parlando di Torino, capitale del movimento, luogo di tutti e per tutti, soprattutto in cucina; si parla di guide che sono “inutilmente indispensabili”, un concetto che racchiude un po’ l’anima dei 50 Best e operazioni affini. L’obiettivo però è sempre lo stesso: soddisfare le esigenze di chi quelle guide o classifiche le sceglie. In questo senso si è anche per parlato delle ricadute e degli indotti economici che grandi manifestazioni come i The World’s 50 Best Restaurants sanno e possono creare, assolutamente da non sottovalutare.
I temi corrono, le domande fluiscono (raro vedere tanta partecipazione), e la cosa interessante è che ogni giornalista presentandosi, annuncia anche la partecipazione ai 50 Best di un altro pezzo di mondo: ci sono professionisti da Francia, Cina, Belgio, Spagna… E chef Pan incalza un argomento che accomuna bene tanto i ristoratori in sala quanto i giornalisti: «Oggi tanti mi fanno i complimenti per il riconoscimento di miglior chef donna, chiedendomi cosa è cambiato. Molto è cambiato, ma una cosa su tutte: la responsabilità. Oggi sento un profondo senso di responsabilità verso le generazioni di cuochi e appassionati più giovani, sento di dover dare un buon esempio e di dover fare la mia parte nel dare una direzione sana al nostro mondo. L’amore per la cucina invece è rimasto invariato».
Ecco cosa ci portiamo a casa da questa conferenza: sentiamola tutti insieme questa bella responsabilità, anche noi ovviamente come parte fondamentale della comunicazione. Raccontiamo il mondo enogastronomico (culturale ed economico) per com’è oggi e partecipiamo a come dovrà essere domani. Il futuro passa da Torino, proprio in questi giorni, stamattina alle OGR, stasera alla Reggia di Venaria per il gala, domani a Lingotto per la cerimonia… e noi non potevamo mancare.
