Il Cinema Massimo accende i riflettori su una delle figure più affascinanti e controverse della storia e del mito cinematografico: il brigante. Con Briganti e… oltre. I banditi nel cinema, il Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, propone un ciclo di proiezioni che dialoga direttamente con la mostra Briganti! Storie e immagini dal Risorgimento a oggi, allestita al Museo del Risorgimento dal 23 ottobre 2025 al 29 marzo 2026. Due percorsi paralleli – quello espositivo e quello cinematografico – che si incontrano per raccontare, attraverso immagini, manifesti e pellicole, come l’archetipo del brigante abbia attraversato epoche, ideologie e generi, assumendo di volta in volta il volto del ribelle, del giustiziere o dell’eroe romantico.
La rassegna, curata dal team scientifico della mostra insieme a Grazia Paganelli, responsabile della programmazione del Cinema Massimo, è un viaggio nella rappresentazione filmica della ribellione. Dai capolavori italiani come Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi e Salvatore Giuliano di Francesco Rosi ai grandi titoli internazionali come Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah, Gangster Story di Arthur Penn e Once Upon a Time in China di Tsui Hark, il cinema racconta il brigantaggio non come cronaca ma come specchio delle tensioni sociali e delle trasformazioni storiche. La selezione include anche pellicole simbolo della rivoluzione estetica e politica del Novecento, come Il dio nero e il diavolo biondo di Glauber Rocha, che sposta la figura del bandito nelle terre arse del sertão brasiliano.
Il pubblico è così invitato a un percorso che attraversa più di mezzo secolo di storia del cinema e riflette su un tema universale: il confine sottile tra eroismo e colpa, giustizia e sopruso. Briganti e… oltre restituisce l’ambiguità e il fascino di un archetipo sempre vivo, capace di incarnare tanto la resistenza quanto la violenza, tanto il sogno di libertà quanto il peso dell’emarginazione. In un’epoca segnata da nuove disuguaglianze e conflitti, il cinema torna a interrogarsi su chi siano oggi i “briganti” del nostro tempo, e su come le loro storie continuino a parlarci con la forza e la libertà delle immagini.
