Cominciamo dalle basi: se volete avere una chance di orientarvi nel palinsesto delle proiezioni di questo 43° Torino Film Festival (in città dal 21 al 29 novembre), dovete avere sotto mano il programma ufficiale del TFF che potete trovare qui. Una volta scaricata la programmazione, due sono le informazioni principali. La prima è che i film si dividono in 4 macrocategorie: film in Concorso (Lungometraggi, Documentari, Cortometraggi), Fuoriconcorso, Zibaldone e Paul Newman; la seconda è che i cinema in cui potrete gustarvi le proiezioni sono due: Cinema Massimo e Cinema Romano, entrambi con tre sale attive.
Checché ne dicano alcuni detrattori, la cosa bella di questa edizione è che al centro c’è il cinema; no masterclass, no laboratori interattivi… Se ti vuoi godere il TFF l’unico modo è sederti in sala e goderti lo spettacolo. Nota interessante sui film in concorso: sono quasi tutti esordi o secondi girati di registi (più registe) decisamente interessanti e all’inizio del proprio percorso.
Senza ulteriori indugi, partiamo con i nostri consigli una categoria alla volta.
In Concorso
- Fucktoys di Annapurna Sriram. Una regista indipendente americana che porta in scena un sogno allucinato, pop e grottesco, vestito da commedia nerissima, tutto girato in 16 mm… È bastata questa breve descrizione a stimolare la nostra curiosità.
- Mo Papa di Eeva Mägi. Andiamo in Estonia. La storia è quella di Eugen, uscito di prigione dopo dieci anni per aver causato la morte del fratello minore. Ci è stata raccontata come una storia di speranze interrotte. Una pellicola probabilmente durissima, però interessante.
- 175 di Sepehr Nosrati. Segnaliamo anche questo cortometraggio. Un regista svedese con genitori iraniani che racconta la tensione sociale e razziale attraverso la storia di un rapimento illustre ad alta tensione. Proviamolo.
Fuoriconcorso
- Highest 2 Lowest di Spike Lee. Denzel Washington e Spike Lee insieme per la quinta volta, peraltro nel remake di Anatomia di un rapimento di Kurosawa, ambientato però in questo caso a New York. Che volete di più? Saluti al maestro.
- Dracula di Radu Jude. È tornato di moda il conte vampiresco più famoso di sempre… Stavolta ridisegnato da quel matto di Radu Jude che, tra zombie e follie varie, promette i fuochi d’artificio.
- Nuremberg di James Vanderbilt. Uno dei film più chiacchierati dell’edizione, con Russel Crowe nei panni di Hermann Göring e Rami Malek a psicanalizzare uno degli artefici dell’incubo nazista; la storia prima del processo di Norimberga.
Zibaldone (ovvero l’occasione per rispolverare grandi classici)
- La donna della domenica (1975) di Luigi Comencini. La Stella della Mole a Jacqueline Bisset è un tributo a lei, al grande cinema italiano e anche a Torino come location (qui inquadrata da Comencini come da pochi altri).
- Dolor y Gloria (2019) di Pedro Almodóvar. Altro giro, altra Stella della Mole, stavolta ad Antonio Banderas, qui nei panni del regista-alter ego di Almodóvar Salvador Mallo. Una sorta di personale e toccante biografia; una delle opere più sottovalutate del genio spagnolo.
- Paura e delirio a Las Vegas (1998) di Terry Gilliam. Vent’anni fa ci lasciava Hunter S. Thompson, uno scrittore-giornalista-genio abbastanza fuori di testa, autore tra gli altri del libro che ha ispirato questa meraviglia di film di Gilliam con all’interno una delle coppie più iconiche di sempre: Raoul Duke (Johnny Depp) e il dr. Gonzo (Benicio Del Toro).
Paul Newman (a cui è dedicato questo TFF, a 100 anni dalla sua nascita; noi tra i tanti film proposti vi suggeriamo tre dei nostri preferiti)
- Lassù qualcuno mi ama (1956) di Robert Wise.
- La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks.
- La stangata (1973) di George Roy Hill.
Insomma, speriamo che questo elenco di consigli cinematografici vi possa tornare utile, voi acquistate i biglietti su www.torinofilmfest.org/it.
