Siamo stati al Politecnico di Torino, nell’Aula Magna, mercoledì 4 febbraio, a seguire la prima conferenza stampa ufficiale del Salone del Libro 2026 (dal 14 al 18 maggio 2026 a Lingotto Fiere).
Tanti i posti a sedere (quasi tutti pieni), schieratissime le Istituzioni (comunali, regionali, nazionali e perfino internazionali), orgogliosissimi i partner (tanti e forti, da Esselunga a tutti gli altri), certamente soddisfatto tutto il team del Salone, dalla direttrice Annalena Benini a Silvio Viale a tutti gli altri. Insomma, un’aula lecitamente entusiasta ha accolto questa prima conferenza in grande stile, come si fa per le cose molto belle che fortunatamente possiamo ancora abbracciare in città. Ecco, il Salone del Libro 2026 (di cui adesso vi narriamo qualche news) è prima di tutto la dimostrazione che gli eventi possono e devono stare in una città che non è solo una location, ma che sa vivere, corpo e anima, dentro e fuori appuntamenti di caratura internazionale. Dovevamo dirlo.
Partiamo. L’abbiamo fin da subito definita una conferenza di conferme. Confermata la direttrice Benini fino al 2029, confermato Lingotto Fiere, confermata la struttura a sezioni, con conseguenti curatori (a loro volta confermati) e grandissimi ospiti, e confermata anche la scelta di ospitare una regione Italiana (l’Umbria) e uno stato straniero (la Grecia). Una delle grosse novità dell’anno è però l’aggiunta di una sezione, quella dedicata a Il mondo salvato dai ragazzini, che è anche il tema di questa XXXVIII edizione; un omaggio al libro di Elsa Morante, ma allo stesso tempo una dimostrazione d’intenti, un impegno (anche politico) a rovesciare le prospettive, a rimettere i giovani al centro, soprattutto del nostro futuro, nei sogni, nelle scelte, nei valori, nelle intuizioni, nei desideri e nelle sensibilità. Abbiamo molto apprezzato il tema, noi e non solo noi.
Il programma (che sarà ricchissimo) di questa edizione sarà reso pubblico nella sua interezza a fine marzo, ma a noi è stato concesso qualche spoiler. Il 13 maggio, a dare il via al Salone, ci sarà il tradizionale evento serale organizzato in collaborazione con Rai Radio3, mentre, il giorno dopo, la lezione inaugurale sarà con Zadie Smith. Un po’ ospiti del Salone: Annie Cohen-Solal, Paola Cortellesi, Mara Maionchi & Orietta Berti (con Luciana Littizzetto, chissà che succederà), Petros Markaris, Emmanuel Carrère, Valeria Luiselli, David Grossman, Irvine Welsh, Ece Temelkuran, Abraham Verghese, Lea Ypi, Guillermo Arriaga, Hervé Tullet, Guillaume Perreault, Magali Bonniol e tanti altri.
Naturalmente, ci teniamo a dirlo, torna anche nel 2026 l’appuntamento con il Salone OFF, giunto alla ventiduesima edizione (8-19 maggio), e in generale il palinsesto sarà vastissimo, l’invito è a rimanere sintonizzati su salonelibro.it per tutte le novità e info.
Sul finale qualcuno si è chiesto (giustamente) “sì ma chi salverà i ragazzini dal mondo?”, probabilmente la risposta più adeguata ce l’ha suggerita Iasonas Fotilas, viceministro greco alla Cultura, in un bell’intervento in italiano; Fotilas ha tirato fuori dal cilindro il termine greco filoxenia, letteralmente “l’amicizia per lo straniero”, l’antica arte dell’accogliersi, il contrario della xenofobia. I ragazzini salveranno il mondo e loro saranno salvati dai libri, dalle idee, dai Saloni di questo tipo, dalla loro filoxenia. O almeno così speriamo.
Ci si vede a marzo per la prossima conferenza del Salone!
