Con la regia di Andrea De Rosa arriva al Teatro Astra Orlando, uno spettacolo che prende le mosse dal personaggio immaginato da Virginia Woolf per attraversare tempo e spazio affidandosi alla forza della letteratura e dell’immaginazione. Al centro, una domanda che resta profondamente contemporanea: che cosa significa identità.
La drammaturgia firmata da Fabrizio Sinisi nasce dalla nuova traduzione del romanzo curata da Nadia Fusini (Neri Pozza) e dal carteggio tra Woolf e Vita Sackville-West, Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli). Ne emerge un racconto che intreccia vita e opera, biografia e finzione, trasformando la scena in uno spazio intimo e insieme universale.
A dare corpo e voce a Orlando è Anna Della Rosa, protagonista di un’interpretazione intensa e misurata, che conferma un percorso artistico riconosciuto da importanti premi: dal Premio Duse come migliore attrice teatrale della stagione 2023/24, al Premio ANCT 2024, fino al recente Premio Hystrio all’interpretazione 2025.
Tutto nasce da una lettera. Il 9 ottobre 1927 Virginia Woolf scrive a Vita Sackville-West, chiedendole se accetta di diventare Orlando, musa e modello di uno dei romanzi più liberi e visionari del Novecento. Vita dice sì, e da quell’assenso prende forma un’opera che è insieme dichiarazione d’amore e gesto letterario.
Nello spettacolo, la vicenda di Orlando – nato uomo nel XVI secolo, vissuto per più di quattro secoli e misteriosamente transitato nel femminile – diventa un inno alla letteratura come spazio di libertà, un racconto che parla di trasformazione, desiderio e tempo, e che continua a interrogare il presente.
