Partiamo da una notizia semplicemente meravigliosa: il 23 settembre arriva a Torino Bong Joon-ho per ricevere la Stella della Mole e per condurre una masterclass insieme al direttore del Museo Nazionale del Cinema Carlo Chatrian; e con l’occasione verrà proiettata anche una retrospettiva al Massimo dedicata al suo magnifico cinema. Insomma, uno dei registi più importanti di ogni epoca, figura cult della Korean New Wave, ideatore di alcuni dei film più belli degli ultimi venticinque anni, onorerà Torino della sua presenza. L’apertura delle prevendite è già stata fissata e sarà martedì 1° settembre 2026, alle ore 16:00 qui.
Nell’attesa, per prepararci al meglio a questo importante accadimento, ripercorriamo con voi 3 film fondamentali per capire un po’ del genio Bong Joon-ho oltre Parasite (che ci auguriamo abbiate visto tutti un po’ tutti…). Ultima premessa: noi ne citiamo 3, voi recuperateli tutti (che poi sono otto quindi è fattibilissimo…).
Memorie di un assassinio (2003)
Con il suo secondo film Bong Joon-ho mette fin da subito in chiaro di essere sostanzialmente un genio. Due ore e un quarto che volano via come fossero trenta minuti. La trama è quella di un thriller poliziesco abbastanza lineare, ma la parte interessante è ciò che si trova sotto, ovvero il ritratto di una società coreana violenta e incapace sia di ammettere i propri demoni che di gestirli. L’immagine di una polizia totalmente inadatta a gestire un serial killer è la metafora di un Paese solo all’apparenza in grado di affrontare le proprie zone d’ombra. In tutto ciò, ritmo e montaggio perfetti fanno tutta la differenza, immergendoci in una vicenda sporchissima da cui non riusciamo a staccarci; e consegnandoci già al secondo colpo un’opera manifesto del talento innato di Bong Joon-ho.
Snowpiercer (2013)
Debutto in lingua inglese per Bong Joon-ho che stavolta si affida a una maxi produzione coreana e statunitense, e a un cast già “di lusso”, compreso forse il miglior Chris Evans di sempre. La storia è quella di un futuro distopico in cui la Terra è totalmente ibernata e l’umanità si è rifugiata su un unico treno diviso in classi sociali. Qui, seguiamo le vicende della parte più povera del treno, vessata all’estremo, e intenta dopo parecchio tempo a provare una lenta risalita verso la locomotiva, in cerca di giustizia e libertà. Di nuovo Bong Joon-ho riesce a prendere un’immagine e a trasformarla in una gigantesca e potentissima metafora del mondo. Questa volta dentro una pellicola spettacolare e crudele, tesa e favolistica, d’azione e drammatica. Un miracolo registico che fa conoscere il genio coreano a tutto il mondo.
Mickey 17 (2025)
L’ultima fatica cinematografica di Bong Joon-ho. Abbiamo scelto questo film perché noi lo abbiamo amato e buona parte del pubblico proprio per niente. A dimostrazione che purtroppo la gente capisce sempre meno di cinema e che Bong Joon-ho, oltre a essere un genio, è pure un pazzo-pioniere che dopo il successo di Parasite poteva agire in fotocopia, e invece no. Firma un film che è una commedia, ma è anche di fantascienza, con spunti di avventura, drama e pure un po’ di fantastico. Il risultato? Un meraviglioso e brillantissimo delirio fantascientifico sulla relativa importanza della vita, sui ruoli in cui la società ci incastra, sulla brutalità umana al solito camuffata da altro; con il nostro Bong Joon-ho sempre pronto a svelarla una volta di più in tutta la sua pochezza quasi pietosa. Non ascoltate chi dice che Mickey 17 non merita una visione: godetevi il maestro e un Robert Pattinson al solito stupendo.
