Torino cambia, si trasforma e continua a interrogarsi sulla propria identità futura. A inizio anno è stato presentato il nuovo Piano Regolatore Generale, una mappa dinamica che prova a disegnare oggi la Torino di domani. Una città profondamente diversa rispetto al passato, nelle sue caratteristiche, nella composizione del tessuto sociale e nella gestione di un DNA che, da quasi esclusivamente industriale, ha dovuto trovare nuove energie e nuove idee per aprirsi ad altre risorse e identità.
Proprio dalla consapevolezza di queste trasformazioni, e dalla necessità di non restare indietro, nasce un progetto che parla non soltanto di urbanistica, ma anche di innovazione, sviluppo, cura e identità. Temi che approfondiremo nel prossimo numero di Torino Magazine e che trovano una declinazione concreta anche nelle scelte delle aziende che continuano a investire sulla città, recuperandone il patrimonio e immaginandovi nuove funzioni. È il caso di Reply, realtà nata proprio a Torino, che ha scelto un edificio storico a lungo sottratto alla vita urbana per realizzare la propria nuova sede cittadina.
Il 9 luglio Reply ha inaugurato Reply House nell’ex Caserma De Sonnaz, edificio militare di fine Ottocento nel cuore della Cittadella, rimasto per decenni chiuso alla città e oggi trasformato in uffici, laboratori e spazi immersivi. Circa 20.500 metri quadrati nel centro storico, destinati ad accogliere 800 persone.
L’obiettivo? Realizzare un luogo che somigliasse più a una casa che a un ufficio, come ha sottolineato la CEO Tatiana Rizzante, un posto dove alle persone venga voglia di lavorare insieme. L’idea stessa di ufficio, del resto, è ribaltata, con le postazioni individuali che lasciano il posto a project room, cucine, salotti e aree per la formazione.
Ma prima di approfondire il progetto, un passo indietro: Reply è una società italiana di consulenza informatica e servizi digitali, fondata a Torino nel 1996 e attiva a livello globale, specializzata nella progettazione, implementazione e integrazione di soluzioni per trasformazione digitale, big data, cloud computing, intelligenza artificiale, Internet of Things e cybersicurezza.
Bene, dicevamo del progetto. Porta la firma di ACPV Architects, lo studio di Antonio Citterio e Patricia Viel, che ha conservato le facciate, le corti e i grandi volumi originari della caserma, comprese le volte a botte e le gallerie storiche, e vi ha inserito collegamenti nuovi, spazi riconfigurabili, aree verdi e un auditorium da 100 posti al piano interrato. Proprio qui è stata riportata alla luce e restaurata, insieme alla Soprintendenza, una porzione del muro rinascimentale della Cittadella legata a Pietro Micca.
Un’intera ala è dedicata all’AI applicata, con due laboratori. Reply House of Models rende visibile il funzionamento della Reply Model Factory, la piattaforma con cui l’azienda costruisce modelli AI su misura per i clienti. Area73 è invece dedicato alla multisensorialità, con ambienti immersivi, digital human come Rose, configuratori 3D, retail phygital e agenti che rispondono al telefono o su WhatsApp.
Centrale è anche la scelta di rigenerazione e sostenibilità. I pavimenti in legno sono smontabili, la climatizzazione è geotermica e la vecchia corte di manovra della cavalleria torna a essere un giardino.
Reply House rappresenta dunque non solo una nuova sede torinese del Gruppo, ma è anche un pezzo di città restituito, un esempio di rigenerazione urbana e un laboratorio nel quale i modelli di intelligenza artificiale vengono costruiti, sperimentati e mostrati. Un progetto che unisce memoria e futuro, confermando come la trasformazione di Torino passi anche dalla capacità di attribuire nuovi significati ai luoghi della sua storia.