Nel costruire un’edizione fortemente incentrata sul tema della rigenerazione urbana (nelle pratiche e nelle idee), abbiamo cercato di inanellare case history virtuose che potessero contribuire a questo racconto; dalla storia di Cooker Loft alla presentazione del nuovo Piano Regolatore Generale, fino a tutte le altre narrazioni. Cade in questo senso a pennello la trentottesima edizione di Restructura, cult delle fiere tematiche torinesi e punto di riferimento nazionale per quanto riguarda recupero architettonico ed edilizio e rigenerazione urbana.
Restructura è da quasi quarant’anni ben più di un appuntamento dedicato a professionisti e curiosi: è un vero e proprio laboratorio di idee, edificato su un principio base determinante, ovvero che il futuro delle città non nasce esclusivamente dai nuovi interventi, ma dalla capacità di valorizzare ciò che esiste. Riparare invece che abbattere, evolvere al posto di buttare, migliorare anziché abbandonare. Lo stiamo vedendo in queste pagine: la rigenerazione urbana non parla solo di strade, case, infrastrutture… parla di noi.

Organizzata da GL events Italia, Restructura torna all’Oval Lingotto Fiere di Torino dal 12 al 14 novembre, e si preannuncia come un gigantesco polo di approfondimento e confronto, sviluppato su tre leitmotiv fondamentali: riconvertire l’esistente, ripensare la città e rinnovare il costruire. Un lessico totalmente in rima con quello del nuovo PRG, sintetizzato nel titolo di questa 38° edizione: Dal costruito alla città futura.
Un’aspirazione che non è solamente un ottimo proposito, ma una necessità concreta del nostro Paese: basti pensare che ad oggi circa il 70-75% del patrimonio immobiliare italiano avrebbe bisogno di interventi di riqualificazione energetica o ristrutturazione profonda. Una situazione complessa che affonda le radici in un settore storicamente “fermo”: il 60% delle nostre case è stato costruito prima del 1976 (anno, peraltro, della prima legge italiana sul risparmio energetico).

Dunque, il primo grande ostacolo è sicuramente culturale e, in parte, storico (d’altronde anche l’ultimo PRG risaliva al 1995): occasioni come Restructura possono diventare agorà decisive per evolvere un settore che necessita di progettualità ed entusiasmo. Riunendo negli stessi luoghi, attorno a un dialogo costruttivo, Ordini, Collegi professionali, eccellenze produttive, realtà imprenditoriali innovative, addetti del settore… Perché, a maggior ragione in futuro, saranno ancora persone e competenze a fare la differenza.
Particolarmente interessante, a questo proposito, l’idea di Restructura 2026 di costituire un Comitato Scientifico, istituito proprio per accompagnare l’evoluzione culturale della manifestazione e rafforzarne il ruolo di osservatorio sui temi della riqualificazione del patrimonio costruito. Professionisti provenienti dal mondo dell’architettura, dell’ingegneria, della sostenibilità, della ricerca universitaria, dell’innovazione tecnologica e delle costruzioni, accompagnati dall’exhibition manager di Restructura e da una figura professionale specializzata nella comunicazione di settore.

Quindi, in un mondo fieristico che ragiona quasi solo esclusivamente del numero degli stand, Restructura rovescia i paradigmi vigenti, investendo su maggiore approfondimento e competenze reali, come evidenziato anche dall’AD di GL events Italia Gabor Ganczer: «Con il Comitato Scientifico, Restructura rafforza il proprio posizionamento e la volontà di offrire chiavi di lettura autorevoli sui cambiamenti che stanno trasformando il settore delle costruzioni».
In questi ultimi anni, spesso in relazione a grandi appuntamenti come ATP Finals o Salone del Libro, abbiamo più volte parlato dell’importanza dei grandi eventi, sia da un punto di vista della visibilità che della ricaduta economica sul territorio. Restructura oggi ci fornisce una chiave di lettura un po’ diversa: immaginiamo i grandi eventi di domani anche come incubatori di buone ambizioni, acceleratori di idee, piazze di confronto attivo per ripensare (insieme e in meglio) i territori stessi. Attirando non solo persone, ma soprattutto volontà costruttive, esempi virtuosi, valorizzazioni che nascono dall’incontro di più sensibilità.

Abbiamo deciso di dedicare gran parte di questo numero al tema della rigenerazione urbana perché crediamo che il futuro si costruisca ragionando e agendo nei modi e nei luoghi più opportuni: quelli che non vincolano, ma spronano ad alimentare l’energia del confronto. Luoghi insomma come Lingotto Fiere, simbolo urbano per eccellenza di una città che ha dimostrato di saper evolvere; luoghi come Restructura 2026, cui vi consigliamo di fare un salto tra il 12 e il 14 di novembre per continuare a discutere di città, futuro e doverose rigenerazioni.
(foto GL EVENTS ITALIA)