Seconda “puntata” dedicata all’esplorazione delle principali manifestazioni della settimana torinese dell’arte 2026. Ieri vi abbiamo parlato di The Others e Flashback (qui), e oggi, venerdì 30 ottobre, torniamo per trattare altri due big di questa Art Week che si concluderà domenica 1° novembre: Paratissima e Artissima. Programmi, info e appuntamenti è meglio sfogliarli direttamente sui loro siti (Paratissima – Artissima). Ma andiamo con ordine.

La mattina ci siamo recati a Moncalieri, al Real Collegio Carlo Alberto, per Paratissima, la mostra dei “record”, che l’anno scorso ha accolto quasi 20.000 visitatori e che anche quest’anno punta su un’esposizione abbastanza extralarge e letteralmente su più piani.

In totale per questa ventiduesima edizione sono oltre 400 gli artisti che hanno portato a Paratissima le loro creazioni, diversissime, ma in qualche modo tenute insieme dal tema dell’anno: FOOLISH. Un leitmotiv che gioca con il riferimento al fool shakespeariano (il matto) e che racconta bene la volontà di rovesciare certezze e prospettive, spiazzando e destabilizzando lo spettatore. Missione in cui Paratissima riesce tante volte (ovviamente non tutte) tra bagni che si puliscono (male) da soli, video distopici in lingua cinese, l’AI che dà forma alla creatività, croci di smartphone sacre e profane insieme… e davvero tante altre cose bizzarre. Qualcuno dice “troppe”, ma la volontà di Paratissima sembra proprio questa: dare alle persone un luogo in cui perdersi per (forse) ritrovarsi, e capirsi un po’ di più una volta tornati nel mondo di fuori.

Dopo il passaggio a Moncalieri, ci siamo recati all’Oval di Lingotto Fiere per quello che forse è il main event del’Art Week: Artissima. Criticata, cambiata, rinnovata, ritornata… Artissima da buon piatto forte ha grandi amatori e grandi detrattori. Noi vi diamo le nostre impressioni a caldo. Anzitutto, è abbastanza inequivocabile che sia uno degli appuntamenti più attesi: già a mezzogiorno, quindi proprio all’apertura, l’Oval (che piccolo non è) era bello pieno di gente. Poi, da un punto di vista strutturale, abbiamo trovato un’Artissima solida, ma diversificata, con muscoli e partner in bella vista, ma allo stesso tempo ben assorbiti dall’esposizione pura delle quasi duecento gallerie presenti da ogni parte del mondo.

Proprio lo scouting internazionale ci è parso uno degli aspetti più interessanti (lo aveva sottolineato il direttore Luigi Fassi), con tantissime gallerie dall’Asia e in generale con un dialogo davvero internazionale. Basta passeggiare dentro l’Oval per sentire tantissime lingue diverse e questo non può che farci piacere, e soprattutto ci dà la cognizione di un evento ormai decisamente globale. Dal punto di vista contenutistico (per quello che abbiamo potuto vedere, l’esposizione è davvero grande) ci pare di aver trovato un’Artissima non particolarmente sulla difensiva, ma abbastanza affilata, con la consueta voglia di piacere, ma anche con un po’ di sano desiderio di non essere facile. Pittura, scultura, video… c’è un po’ di tutto sì, ma la maggior parte delle opere necessita di attenzione e concentrazione per una minima comprensione. Ed è un bene. Abbinare grandi numeri a una certa profondità ci sembra una strada giusta.

Ovviamente, sia per Paratissima che per Artissima, il weekend sarà decisivo, da tanti punti di vista, banalmente da quello numerico delle presenze… Ma la nostra impressione, dopo questi primi due giorni, è che se avete voglia di esplorare arte in giro per la città avrete davvero pane per i vostri denti. Peraltro, vi ricordiamo che, oltre a questi appuntamenti principali, Torino vive in questi giorni un programma side di eventi artistici molto interessanti… viveteli al meglio!