Mangiare presto
Cambia la stagione, tornano i nostri consigli, e noi, immersi in questa Torino internazionale, ribadiamo i classici: dunque, se riuscite, l’autunno val bene una mattina alla Farmacia del Cambio, in piazza Carignano, coccolati dalla dolcezza nobile e golosa della città. Archiviata questa verve sabauda, ci riappropriamo della tradizione delle panetterie-pasticcerie di quartiere: Panificio Bertino in via Galliari 14 (San Salvario) e la Pasticceria Campidoglio in via Cibrario 85, entrambi piccoli, deliziosi, iconici. Il solito gelato da passeggio lo prendiamo da Niva in piazza Vittorio, perché un amico che non si sbilancia ci ha detto “è il mio gelato più buono dell’anno”. Mentre a pranzo (ma anche a cena) scegliamo Spirito Osteria, perché è buona, creativa e ne parlano tutti giustamente benissimo (via Corte d’Appello 13).

Mangiare tardi
Tardi significa anche aperitivo, vini, piattini, tanta tranquillità dopo gli impegni diurni. Lo abbiamo citato già una volta, ma ribadiamo (innamorati) la dialettica francese e meravigliosa di CouCou (via Carlo Ignazio Giulio 2/G), prima di spostarci verso una delle più liete newsfood cittadine: Smelt (via Mazzini 54/D); ovvero il rito delle meze turche portato in città con estro, delicatezza, colore e sana furbizia. Chiudiamo con un classico poco sottolineato: Trattoria Lauro in via Airasca 13 (cucina di pesce fatta come si deve, sold out quasi perenne); e poi la novità peruana che più ci è piaciuta negli ultimi mesi: Inti & Mar (via Digione 8).

Bere
Facile dire “bere”, ma bere cosa? Fatevi consigliare anzitutto dai ragazzi di Vineria Verso (via San Paolo 20), avranno l’etichetta adeguata, oppure da Sorso, altra vineria da rubrica, in via San Massimo 42 (peraltro con cucina davvero simpatica). Se siete avventurieri alla costante ricerca di stimoli, al capitolo “novità” segnate Booze Vini e Vinili (corso Monte Grappa 102/B), un localino giovane, curatissimo dentro e fuori i calici. Ultimi due spunti: Vinooltre (via del Carmine 24) per vini “naturali” e tanto amore enologico che non fa mai male; infine Paltò Vini e Cucina (via della Rocca 17) perché questi ragazzi sono carini, e fanno tante cose, tutte bene.

Cinema
Questo autunno cinematografico con vista sull’inverno vive di due grandi correnti: Venezia 83 e il ritorno dei bockbuster. Carta, penna e segnatevi che il 5 novembre arriva in sala Wilde Horse Nine di Martin McDonagh (semplicemente imperdibile); poi date una chance anche a Hope di Na Hong-jin (anche lui in sala dal 5), non per tutti, ma ci si spera. Al botteghino due pellicole faranno la voce grossa: il 16 dicembre arrivano la terza parte di Dune (attesa da mezzo mondo) e Avengers: Doomsday (atteso da tutto il mondo); da noi un po’ meno probabilmente… però sarà un vero evento cinematografico.

Libri
La stagione delle foglie e dei colori ci rende poetici, e nella sezione libri ci sbizzarriamo. Iniziamo con Barbara non sta morendo di Alina Bronsky, una storia dolcissima sulla necessità di prenderci cura gli uni degli altri a prescindere dalle capacità, un omaggio all’amore a ogni costo, specie se goffo. Proseguiamo con Il buon male di Samanta Schweblin, una raccolta di racconti di questa scrittrice argentina che come poche sa scombussolare piani e animo dei propri lettori, toccando in ognuno corde diverse (ma belle tese). Chiudiamo in dolcezza con uno dei romanzi meno citati di Osvaldo Soriano: Quartieri d’inverno, zucchero sudamericano, una riflessione sull’umanità e sulle dittature, un atto di dignitosa e silenziosa ribellione contro ogni sopruso.

Eventi & Mostre
Impossibile non citare il Torino Film Festival (24 novembre-2 dicembre), forse il più charmant di sempre, dedicato a Marilyn Monroe a cent’anni dalla nascita, con una retrospettiva sulla diva infinita sicuramente da non perdere. Ben più “tecnica” la segnalazione a Restructura (12-14 novembre), particolarmente interessante perché impegnata a raccontare progettazione e rigenerazione delle città di domani (e ci saremo anche noi!). E ancora: World Press Photo, all’Accademia Albertina fino al 13 dicembre, per il solito viaggio tra fotografie che interpellano l’anima di ognuno. Chiusura pirotecnica con The Quantum Effect (alle OGR dal 31 ottobre), un’immersione colorata dentro la scienza intesa come un’energia capace di influenzare arte, cinema e immaginario collettivo.
