Come si fa a definire un genio nell’era del super capitalismo? Probabilmente, o almeno così dicono, guardando ai risultati economici dei propri lavori. Vale anche in ambito cinematografico. Questo non vuol dire che un bel film sia sicuramente un successo economico, ma che spesso e volentieri un grande successo economico al cinema corrisponde a un film ben fatto.
Certo, esistono autori fortissimi che non faranno mai chissà quali incassi, da Ken Loach a Jim Jarmusch, ed esistono registi abbastanza mediocri che incasseranno uno sproposito… e poi c’è lui: James Cameron. Non solo autore, regista, produttore di straordinari successi di pubblico, critica e portafoglio, ma soprattutto un genio, un rivoluzionario, un maestro che da Terminator in poi ha ridefinito il concetto stesso di cinema moderno. Perché quando giri il più grande successo economico della storia del cinema e poi giri il film che lo batterà in questa speciale classifica, vuol dire che c’è veramente qualcosa di speciale.
Il 26 febbraio arriva a Torino, al Museo Nazionale del Cinema, la mostra The Art of James Cameron, un viaggio nell’immaginario del leggendario regista americano, un percorso tra le icone moderne di una settima arte che da quasi cinquant’anni Cameron continua a riscrivere. Oggi però parliamo, nell’attesa che giunga in città anche lui, di due dei suoi film più famosi, ovvero Titanic e Avatar.
Perché li mettiamo a confronto? Perché continuiamo a fare i conti in tasca a James. Titanic uscì al cinema nel 1997, scritto, diretto, co-prodotto… tutto da James Cameron. Fu il film che lanciò definitivamente Di Caprio, protagonista di una chimica abbastanza speciale con Kate Winslet; fu il film delle lacrime, del è stato un piacere suonare con voi, del pezzo di legno che ancora oggi ci sembra più spazioso di quanto ci abbia fatto credere Rose, delle repliche infinite al cinema e in TV. Un totale che portò a oltre 2.2 miliardi di incasso al cinema. Superato da chi? Ovviamente da Avatar.
Avatar uscì al cinema nel 2009, sempre scritto, diretto, ideato… da un immenso James Cameron, che con questo film riuscì a rendere nuovamente il cinema, dopo tantissimo tempo, un evento socioculturale globale. Ce lo ricordiamo tutti: il mito del 3D, gli occhialini (sempre un po’ pacchi), l’emozione di scoprire quel pianeta immenso che era Pandora, una storia un po’ telefonata ma che ci ha emozionato tanto. Risultato? Quasi tre miliardi di incasso al cinema, ma soprattutto probabilmente il passaggio a un’altra epoca, anche tecnologica e di fruizione dei film.
Nel 2022 con il sequel di Avatar, ovvero Avatar – La via dell’acqua, Cameron ha nuovamente superato i due miliardi al botteghino, firmando l’incasso maggiore dell’anno e sfatando una certa “maledizione” incombente su molti sequel. Ma che ci volete fare? D’altronde il maestro Cameron è appunto questo: un maestro. Noi non vediamo l’ora di vederlo a Torino tra qualche settimana.
