Il mito di Tintin nasce ufficialmente il 10 gennaio 1929 sulle pagine del Petit Vingtième, supplemento del quotidiano cattolico Le Vingtième Siècle. Hergé, all’anagrafe Georges Prosper Remi, attraverso Le avventure di Tintin consegnerà alla storia un personaggio unico nel suo genere, ganzissimo, protagonista di avventure in ogni angolo della terra. Noi, per raccontare di Jannik Sinner nuovo torinese, bravissimo sul campo (come se la caverà sul terreno di gioco di Torino?), abbiamo deciso di omaggiare il ligne claire di Hergé, maestro per sempre, con una serie di “vignette” di Sinner VS tutti. Un gioco? Ovviamente sì, come il tennis, i fumetti e la vita.
Mr. Jannik al derby
La città del calcio è imprescindibile, anche, e soprattutto, per un torinese onorario. Ma quando le città sono due come si fa? Vediamo Sinner al derby… «Che brividi ragazzi, noi siamo separati dalla rete, ma questi, invece, in campo, se le danno di santa ragione. Difficile scegliere: il Toro ha la bellezza e il fascino del dramma, come le mie montagne, ma la Juve combatte “fino alla fine”, proprio come me. Così mi sono portato a casa due sciarpe, coi colori di una città da amare sempre di più. Senza scegliere. Chi è “onorario” non ha nemici».

Mr. Jannik e la liberazione della Mole

«Jannik, Jannik, un enorme mostro peloso si è impadronito della Mole!». E il nostro eroe si alza in volo, la sua nuova città ha bisogno di aiuto. «Da questa prospettiva Torino mi sembra quasi New York, quella di King Kong del 1933. E il momento giusto per passare alla storia, d’altra parte la prima volta che ho sfidato Djokovic non è andata benissimo. Il suo sguardo invincibile mi ha fatto capire che per me non c’era scampo. Così ho perso, ma mi sono rifatto con gli interessi. Con King Kong non sono previste rivincite, lo costringerò alla resa». Gli dedicheremmo un film: sei pronta Film Commission?
Le mummie sfidano Mr. Jannik

«Ma che bella passeggiata al Museo Egizio mi sono regalato! Il break di cultura ideale in una pausa dalle Finals. Però mi accorgo di non essere solo… si avvicinano due residenti non proprio desiderabili. Facciamo amicizia? Ma non va proprio così. Che strana lingua poi, non è italiano, e neppure tedesco…». Le mummie salutano: «Grrr… Hawrgrrr… Gnam, gnam… Sgrunt!». Mr. Jannik riflette: «Queste proprio mancano di fair play. Nel tennis ci stringiamo almeno la mano». Ma chi corre bendato non può acciuffare il nostro eroe e Mr. Jannik si dilegua a fondo campo. Le mummie dietro arrancano. Gita strana, ma terminata, l’Inalpi Arena ci aspetta.
Mr. Jannik e Camillo Benso, conte di Cavour
Una sfida che entrerà nella storia: Mr. Jannik contro Camillo Benso di Cavour. Per campo prescelto, l’incanto di Piazza San Carlo. Però l’architetto dell’Unità d’Italia non può fare miracoli: pancetta, abito inadeguato, preparazione atletica da statista sabaudo compassato. Mr. Jannik scalpita, questa è una vittoria facile, ma il nostro eroe ha un cuore grande: «Come posso battere una leggenda cittadina davanti alla propria gente? Però non posso neppure perdere, sai quante risate. E allora inventiamo qualcosa di nuovo: il primo pareggio di sempre nel tennis. Da una parte la storia con le sue glorie, dall’altra lo sport che rigenera la storia stessa. Il Risorgimento e Wimbledon!». Così la partita inizia per non finire, con la pallina lanciata lontano. Tra gli applausi.
Mr. Jannik star della ricerca

«Mi dicono che Torino è una città buona, che sa riconoscere i veri valori, così mi hanno invitato a visitare un Centro di Ricerca dal prestigio internazionale, a Candiolo, dove il nemico da battere è il più insidioso che ci sia. Facile pensare che questa attività possa gemellarsi con i principi dello sport. Servono tenacia, investimenti, ma, soprattutto, intuito e talento». I ricercatori mi spiegano: «Abbiamo tra i nostri amici tanti sportivi, che ci sono sempre stati vicini». Mr. Jannik trova le parole giuste: «Adesso avete un amico in più!».
Mr. Jannik affronta piazza Baldissera

Sono le 19 di un giorno qualsiasi e Mr. Jannik affronta uno dei più inquietanti misteri torinesi, degno di X-Files e Stranger Things. La rotonda di piazza Baldissera. Centinaia di auto imbottigliate, traffico che procede a zero km orari, imprecazioni silenti, clacson rabbiosi. «Conosco le più grandi metropoli del mondo, ma questo è un ingorgo che non teme confronti. Un nemico che è la cosa più lontana dal tennis che si possa immaginare: regole bizzarre, nessun avversario, ma solo tante vittime di una giostra ringhiosa e cattiva. Posso solo augurarmi che tutto cambi presto, liberando la città da questo errore che è diventato un orrore. Lo sport insegna che si può sempre porre rimedio agli sbagli, prendete esempio da noi… Anche perché io sono qui imbottigliato. Non vorrei fare troppo tardi. Alcaraz mi aspetta!».
Mr. Jannik e il caro affitti

Sinner cerca casa: «Amici, non è una cosa semplice. Torino è bellissima e non mancano certo le buone opportunità: i grandi viali alberati, i quartieri di tendenza come San Salvario e Lungo Dora, la quiete della collina, il Lungo Po, persino La Mandria, immersi nella natura. Però, cercando la sistemazione ideale, ho scoperto il problema del caro affitti. Che non tocca certo i personaggi più in vista, ma tanti miei coetanei sì. Lo sapete che dal 2020 ad oggi si spende il doppio? Questo è un match davvero durissimo per chi viene in città per studiare. Vogliamo progettare tutti insieme una Torino a misura di giovani? Di sportivi? Di famiglie coi bambini? Dopo Olimpiadi e Finals questa è una delle sfide da vincere!».
Mr. Jannik e il mistero della Metro 2

Mr. Jannik alla scoperta del mistero della Metro 2, linea 2. «Ragazzi, mi hanno detto che questa è la città sotterranea più affascinante d’Italia. Qui ci sono le grotte alchemiche, i tunnel di Pietro Micca, qualcuno pensa che, sottoterra, si trovi addirittura il Sacro Graal». «Caro Jannik, il più insondabile mistero sotterraneo cittadino è però la Metro 2…». Sorpresa del nostro campione: «Ma come mai? I tunnel della metro si progettano, si fanno e poi iniziano a funzionare. In tutte le città del mondo è così». «Forse a Londra o Berlino. Ma noi aspettiamo da anni la Metro 2. Tra dibattiti, evoluzioni e frenate, si prevede che i lavori inizieranno nel 2026 per finire, forse, nel 2032. Se non è un mistero questo!». Mr. Jannik non si perde d’animo: «Portatemi dove parte la galleria, amici. Proverò a lanciare la pallina con uno smash, magari porta bene!». Grazie Mr. Jannik, bastasse questo…
Mr. Jannik affronta la cucina piemontese

Sinner VS le nostre trattorie. Un match che ogni sportivo teme più di qualsiasi avversario. Altro che Alcaraz, Zverev, Fritz… questa volta scendono in campo vitello tonnato, agnolotti, bolliti misti, arrosti, tajarin: l’invincibile armata delle calorie. Ma come rinunciare allo slam della cucina sabauda? Così Mr. Jannik, con un filo di preoccupazione, sbaraglia tutti gli avversari uno dopo l’altro: «Onorario vuole anche dire “fare onore” a questi piatti regali, concepiti da generazioni di sovrani e contadini. Questa è cultura, non certo una trappola. Allenamenti e tabelle mi restituiranno la forma ideale. Resteranno il piacere, la convivialità, il buon umore. Si vince anche con quello, noi gente di montagna lo impariamo fin da piccoli». Forchetta e racchetta, Piemonte e Tirolo. Questa è l’Italia che arriva al successo senza tristi rinunce.
(foto GENERATE CON AI)
