Il bianco come sfondo, campiture nette di colori primari che evocano linee e blocchi cromatici sia liberi che simmetrici, una certa visione, pulita e schematica, ma allo stesso tempo creativa, del mondo. In questo piatto (sì quello là sopra) di chef Marco Carbone ci rivediamo un po’ di astrattismo geometrico (quello di Piet Mondrian) e del Cubismo di Georges Braque: ordine e colore, rigore ed estro. Una somma di componenti non semplici da trovare in un quadro, figuriamoci in un piatto.

Quando Marco Carbone e Franca Scalise hanno deciso di dare nuova vita (e anima) al Bistrot del Castello, appena sotto il Castello di Rivoli, noi c’eravamo, ma il posto e la proposta non erano ancora quello che sono diventati oggi. Attenzione, fin dalla sua nascita abbiamo trovato in questo Bistrot tanta professionalità e ottime idee, ma nel giro di un anno il livello raggiunto dalla loro offerta ha toccato davvero vette interessanti. Queste alici marinate con spuma di aglio nero e mousse di verdure ce lo spiegano con una risolutezza che le parole solitamente faticano a trovare. L’accostamento di colori, sapori e profumi è una sinfonia degna di un ottimo compositore, un mix che ti porta al mare e nello stesso tempo conduce per mano a qualche passo da qui, al ricordo di un genio che proprio al Castello dipingeva cibo come pochi e che oggi lo fa in via Carlo Alberto (per dire).
Scomodiamo mostri sacri? Magari sì, ma la tentazione è grossa, soprattutto se proseguiamo il viaggio che Marco e Franca hanno preparato questa volta per noi (sì, siamo un po’ viziati); un percorso pensato per sedimentare le certezze che avevamo riguardo al Bistrot e contemporaneamente mostrarci la via del futuro, anzi dell’inaspettato, operazione sempre più difficile da eseguire in cucina. Il Bistrot ci riesce? Assolutamente sì.

Anzitutto con i gamberi in salsa rosa… nell’orto: uno spaccato futuristico e vintage, omaggio a una ristorazione che non c’è più, ma che vive ancora nei nostri cuori soprattutto grazie a chi riesce a portarla nel futuro con riproposizioni interessanti (come con questi gamberi). Proseguiamo: salmone marinato, caprino e cipolla, all’agro di lamponi. Siamo stati recentemente a Stoccolma e qui dentro c’è il grande nord, dolce e pungente come il freddo a certe latitudini. Uno di quei piatti che o girano come orologi o sbavano di sicuro (e questo è svizzero).

Quarto highlight: Chantilly Mille Colori, ovvero una di quelle creazioni bellissime davanti a cui, noi prevenuti, pensiamo subito: «Sì ok, ma è buono?». No, è buonissimo, che è ancora un’altra cosa. Un variopinto omaggio a uno dei pasticcini più amati di ogni epoca. In chiusura la Pavlova ai frutti di bosco, un cult che ha compiuto oltre cento anni, nato insospettabilmente dalle parti dell’Oceania a inizio ‘900, come dedica alla splendida Anna Matveevna Pavlova, diva per sempre, divinità-ballerina ne La morte del cigno di Michel Fokine. Servono fegato ed estro per confrontarsi con un dolce desueto e pure iconico, e qui c’è davvero tutto quello di cui abbiamo bisogno per un fine pasto da standing ovation.
Insomma, siamo tornati al Bistrot del Castello perché crediamo sia un fuoriporta da non perdere, a maggior ragione nel grande autunno gastronomico torinese. Ci eravamo lasciati con piatti da fuochi d’artificio, con una cartina dei vini sempre più ricercata, con un menu del caviale, con i dolci e i cioccolatini fatti a mano… Aggiungiamo una bella conferma che riassumiamo in breve con un aneddoto.

Chef Marco sui canali social del Bistrot ha prodotto un po’ di video in cui spiega alcuni piatti in modo diretto e coinvolgente; in uno di questi inizia dicendo: «Allora, lo degustiamo insieme così provo a farti capire quali emozioni volevo comunicarti». Boom! Sta tutto qua: nell’esigenza, quasi epidermica, di costruire dipinti di gusto che facciano godere e insieme propongano divulgazione culinaria.
Piatti eccellenti che raccontano lavoro, idee, storie. E che noi ritroviamo in ogni preparazione qui al Bistrot del Castello.
BISTROT DEL CASTELLO
Tel. 011.4060045

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
