Il sottotitolo di Briss recita da sempre “due pesci fuor d’acqua” e, in effetti, quando ha aperto oltre dieci anni fa, il progetto gastronomico di Fabrizio e Monica era un po’ un pesce fuor d’acqua, una mosca bianca. E fu amore e fu rivoluzione. E fu un successo che fin da subito posizionò Briss nelle guide, nelle segnalazioni, nelle agende dei consigli gastronomici di tutti noi. Era Briss, per dirla in breve, quel ristorante a Torino, fuori dal centro, in cui andare a mangiare cucina di mare di gran livello, preparata con cura ed estro; confortante e allo stesso tempo estrosa, tecnica e puntuale, goduriosa e non scontata.

Oggi, a distanza di anni, torniamo a trovare Briss – Due pesci fuor d’acqua, nella nuova sede di via Bellini 8/C (“nuova” dal 2022), per valutare personalmente lo stato dell’arte di un ristorante che in un decennio ha conquistato il cuore di tantissimi torinesi (e non solo). Insieme a Fabrizio e Monica abbiamo quindi ripercorso un po’ di cronistoria di Briss: «Dopo tanti anni nel mondo della ristorazione, anche in Liguria, nel Monferrato… nel 2013 è nato ufficialmente Briss, il nostro ristorante. Nostro perché dentro ci abbiamo messo quello che volevamo, ovvero una cucina di mare un po’ atipica, che rivisita grandi classici, dialoga con la cucina di terra, sperimenta quanto basta».

E infatti le persone venivano da tutta la città appositamente per andare a mangiare la cucina di Fabrizio in corso Orbassano. Tutto cambia e niente cambia nel 2022: «Ci siamo ritrovati davanti alla possibilità di trasferirci in via Bellini, in centro, e l’abbiamo colta. Sicuramente si trattava di una sfida, ma allo stesso tempo di un’evoluzione naturale del lavoro portato avanti nella prima metà della vita di Briss».
Oggi quella sfida Fabrizio e Monica l’hanno vinta, lo dicono i numeri, lo dice l’affetto di una clientela che continua a scegliere questi piatti. Forse la sfida più complicata, quando si cambia, è proprio cambiare, restando però sempre un po’ sé stessi. «Nella mia cucina – ci confessa Fabrizio – l’idea è sempre quella di trovare l’efficacia nella semplicità, unendo materie prime di valore, valorizzando terra e mare in un dialogo tanto “semplice” quanto unico».

Parole d’ordine? Equilibrio e gusto. Un elegante bilanciamento di cui ci parlano alla grande i piatti: aglio, olio, peperoncino e astice (ovvero complicarsi la vita a ogni costo); tartare di branzino con champignon e rucola (il “primo” crudo, un piatto lungo dodici anni); tartare di gambero rosso di Mazara con arance e pistacchi (gusto & classe); spaghetto alla trapanese con alici croccanti (classico più la firma Briss). Piatti scelti non a caso: «Sono i piatti preferiti dai nostri clienti. Per noi è fondamentale ascoltarli».

Un arsenale di leccornie ben calibrato, “innaffiato” a piacimento grazie a una selezione di vini da oltre 150 etichette, che male non fa.
Insomma, dopo parecchio tempo siamo tornati da Briss e abbiamo trovato una realtà ulteriormente cresciuta; un ristorante maturo che ha saputo reggere alle onde della vita, diventando sempre più bello, affascinante, centrale; senza rinunciare mai a quella passione per la cucina e la ricerca che l’hanno reso grande, dieci anni fa come oggi.

BRISS – DUE PESCI FUOR D’ACQUA
Via Vincenzo Bellini, 8/C – Torino
Tel. 011.3297154

(foto FRANCO BORRELLI e BRISS)
(Servizio publiredazionale)
