Secondo un rapporto dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre di ottobre 2023, il cattivo funzionamento della Pubblica Amministrazione italiana genera un danno economico complessivo stimato intorno ai 184 miliardi di euro l’anno. Si tratta di un peso economico che grava non solo sulle imprese, ma sull’intera collettività, compromettendo la competitività del sistema Paese e la qualità della vita dei cittadini.

Se anche fossero meno e magari lo sono, sono sempre un numero gigantesco. I motivi sono sempre molti e spesso affrontare questo tema significa allargare il discorso a dismisura. Per questo proviamo a raccogliere le informazioni e a sintetizzare le questioni, anche per poter facilitare in qualche modo l’individuazione di possibili soluzioni.
Le dieci principali cause del costo della burocrazia
- Le imprese italiane sostengono un costo annuo di 57,2 miliardi di euro solo per gestire i loro rapporti con la burocrazia. I tempi, i costi e la farraginosità della cattiva burocrazia italiana costituiscono un problema caratterizzato da forti differenziazioni tra Nord e Sud e tra regioni a statuto ordinario e speciale.
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La burocrazia I debiti della PA verso i fornitori ammontano a 49,6 miliardi di euro, creando problemi di liquidità soprattutto per le piccole e medie imprese che si trovano a dover anticipare costi senza certezze sui tempi di pagamento.
- La lentezza della giustizia costa 2 punti di PIL all’anno, equivalenti a 40 miliardi di euro. I tempi lunghi dei processi scoraggiano gli investimenti e aumentano l’incertezza nelle relazioni commerciali.
- Le norme sono tantissime, spesso in contraddizione tra loro, tendenzialmente scritte male e incomprensibili ai più, rendendo la loro applicazione molto difficile. Questa situazione di incertezza e confusione alimenta inefficienze e aumenta i costi di compliance.
- Il deficit infrastrutturale rappresenta una delle criticità dovute alla macchina amministrativa statale, rallentando lo sviluppo economico e limitando la mobilità di persone e merci.
- La mancanza di ottimizzazioni nel sistema sanitario contribuisce al costo complessivo delle inefficienze della Pubblica Amministrazione.
- Il trasporto pubblico locale presenta sprechi significativi che impattano sulla qualità della vita quotidiana e sulla mobilità dei lavoratori.
- Le lungaggini autorizzative rappresentano uno degli elementi che si traducono in peso burocratico per le imprese, rallentando l’avvio di nuove attività e progetti imprenditoriali.
- Le difficoltà di accesso ai fondi pubblici costituiscono un ulteriore ostacolo per le imprese, vanificando spesso l’intento di sostegno previsto dalle misure di incentivazione che pur ci sono.
- I mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione rappresentano una delle criticità principali, creando un effetto domino negativo sull’intera catena produttiva.

L’impatto che la somma di queste inefficienze genera, non si limita alle sole imprese. Per le imprese significa distogliere risorse umane ed economiche dall’attività produttiva per dedicarle agli adempimenti amministrativi, riducendo competitività e capacità di innovazione; ma anche per i cittadini le conseguenze sono altrettanto pesanti: servizi pubblici meno efficienti, tempi di attesa più lunghi, maggiori costi indiretti che si riflettono sui prezzi finali di beni e servizi.
In buona sostanza e, a prescindere dalle cifre, ci pare di essere di fronte a un’opportunità perduta: risorse che potrebbero essere investite in innovazione, welfare, infrastrutture e sviluppo, ma che invece non saranno mai a disposizione di ciò che serve; pensate che beneficio per tutti, cittadini e imprese, se fossero davvero rese disponibili ogni anno per il nostro Paese!
