Nel cuore pulsante del Giubileo 2025 prende vita un’iniziativa che va ben oltre il pellegrinaggio spirituale: Cammini verso Roma è un invito a riscoprire la Capitale e i suoi dintorni con uno sguardo nuovo, attraverso percorsi lenti, sostenibili, emozionali.

Non solo fede, dunque, ma anche bellezza, cultura, natura e convivialità.
Lungo le ultime tappe di tre cammini storici – la Via Francigena del Sud, la Via di Francesco e la Via Francigena del Nord – si attraversano paesaggi silenziosi e vibranti, quartieri ricchi di storia, architetture contemporanee firmate da nomi leggendari come Zaha Hadid e Renzo Piano, e si assaporano sapori autentici tra colline vulcaniche, giardini papali e borgate neorealiste. Il tutto a pochi passi – eppure lontanissimo – dalla Roma dei selfie e delle folle.
Castel Gandolfo: alle porte del silenzio
Si parte da Castel Gandolfo, che si raggiunge comodamente in treno dalla stazione di Roma Termini in meno di un’ora. Ad accogliere il viaggiatore è un borgo sospeso tra cielo e lago, famoso per le residenze papali, ma oggi teatro di una nuova narrazione culturale e sostenibile.
Cuore pulsante di questa visione è il Borgo Laudato Si’, voluto da Papa Francesco come spazio di dialogo interculturale e ricerca sull’economia circolare. Un parco di oltre 90 ettari tra giardini, uliveti e antiche rovine romane, visitabile gratuitamente grazie a minivan elettrici.

A cena, un’esperienza surreale e poetica: da Arte e Vino, ogni stanza è una piccola Wunderkammer – dalle biciclette alle bambole, dai Pinocchi agli orologi – mentre in tavola arrivano piatti generosi di tradizione laziale rivisitata con gusto contemporaneo.
La Francigena del Sud: tra fragoline, anfore e memoria
La camminata inizia con la seconda tappa della Via Francigena del Sud, da Castel Gandolfo a Velletri, attraversando il verde lussureggiante del Parco dei Castelli Romani. Si cammina lungo il lago di Albano fino a Nemi, dove il blu intenso del lago vulcanico si abbina al rosso acceso delle celebri fragoline di bosco (se si è in stagione). Una crostatina di questa deliziosa frutta, qui, è più di un dolce: è rito, ricordo, pura poesia sensoriale.
Una deviazione consigliata porta alla Cantina Biologica Colle di Maggio, dove il vino servito al Papa in persona viene prodotto con tecniche ancestrali e invecchiato in anfore di terracotta di diversa porosità. A rendere unica questa piccola eccellenza non è solo il sapore, ma anche la sinergia con la Scuola d’Arte di Velletri: le etichette dei vini sono vere e proprie opere firmate da giovani artisti.

Giunti a Velletri, cittadina distrutta e ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, si percepisce la stratificazione del tempo: un mix di stili, di cicatrici e rinascite, che racconta un’altra faccia del Lazio. Da qui, si rientra a Roma, per continuare l’esplorazione urbana.
La Via di Francesco: arte, fiume e spiritualità contemporanea
Il secondo giorno si percorre l’ultima tappa della Via di Francesco, partendo da Piazza Sempione nel quartiere Montesacro. Un luogo simbolo del razionalismo architettonico di inizio Novecento, dove ancora riecheggia l’eco del neorealismo romano degli anni Cinquanta protagonista dei film di Luchino Visconti e altri registi dell’epoca. Si segue la ciclabile dell’Aniene, un corridoio verde punteggiato da graffiti, orti urbani e stazioni sportive, che attraversa una Roma nascosta e viva.

Dopo chilometri immersi nel silenzio del verde urbano, si giunge alla Moschea di Roma, progetto degli architetti Portoghesi, Gigliotti e Moussawi che è, con i suoi 30.000 metri quadrati, la più grande d’Europa. Si prosegue poi verso l’iconico Auditorium Parco della Musica (dedicato a Ennio Morricone), di Renzo Piano. Oltre alle sale concertistiche, l’edificio ospita tre musei sorprendenti: uno dedicato agli strumenti musicali (con un raro Stradivari e un mandolino di Tecchler), un secondo all’archeologia e il terzo alla collezione privata del Maestro Sinopoli.
A pochi passi, il MAXXI – il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid – rappresenta il cuore pulsante della creatività contemporanea: architettura fluida, spazi espositivi aperti, mostre immersive, lecture e performance in continua evoluzione.

Lasciandosi il MAXXI alle spalle, si attraversa il ponte pedonale sul Tevere e si entra in un’oasi nascosta: il lungofiume del Foro Italico, oggi interamente pedonale. Una camminata suggestiva tra uccelli, barche e silenzi acquatici, che culmina nella vista mozzafiato di Castel Sant’Angelo. È qui che la città sacra e quella laica si fondono, sulla soglia della Via della Conciliazione. Questo itinerario di circa 18 chilometri, nel cuore di Roma ma immerso nel verde e nel silenzio è, a tutti gli effetti, la tappa finale della Via di Francesco.

Proseguendo per Via della Conciliazione, al civico 7, tra fedeli e viaggiatori, è possibile ricevere il Testimonium, il riconoscimento ufficiale del cammino completato. Basterà dire che si è andati a piedi e vi verrà chiesto se sono stati fatti almeno 100 chilometri di cammini. Magari non è il caso di specificare di non averli fatti necessariamente nell’ultima settimana…
Per concludere in dolcezza: una tappa alla gelateria Padrón, amatissima da Papa Francesco per il suo dulce de leche, in via Gregorio VII.
La Francigena del Nord: l’abbraccio finale a Roma
L’ultimo giorno si parte dalla stazione Giustiniana, sulla via Cassia, per percorrere l’ultima tappa della Via Francigena del Nord.

Il sentiero si inoltra nel Parco dell’Insugherata, tra ruscelli e prati fioriti, per poi attraversare quartieri residenziali e giungere a Monte Mario. Da qui, la terrazza panoramica di Mons Gaudii regala una delle prime e più emozionanti vedute della cupola di San Pietro.
In alternativa, una variante conduce al Parco Lineare di Monte Ciocci, ricavato da una vecchia ferrovia papale. Una passeggiata panoramica e silenziosa, che si conclude con l’attraversamento di un ponte e di un tunnel restaurati per il Giubileo.
Ancora una volta, si giunge a San Pietro, ma da un’altra prospettiva, più intima e meditativa. L’arrivo non è più solo una meta spirituale, ma l’approdo finale di un percorso che ha unito storia, arte, paesaggio e convivialità.
Un nuovo modo di camminare verso il futuro
Cammini verso Roma è più di un progetto. È un nuovo modo di vivere la città eterna, lasciandosi sorprendere da angoli poco noti, da storie silenziose, da sapori autentici e architetture visionarie. È un invito a rallentare, a ritrovare il ritmo del passo e dell’osservazione. È una Roma che non urla, ma sussurra. E che, proprio per questo, si fa ricordare molto più a lungo.
(foto di SLOWAYS)
