Stavolta al centro non c’è chi suona, ma chi ascolta. Da qui riparte la quinta edizione di To Listen To – Festival dell’ascolto sperimentale, ideato dalla SMET – Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio Giuseppe Verdi. Dal 21 settembre al 4 ottobre il festival porta a Torino oltre venti appuntamenti (tutti a ingresso gratuito fino a esaurimento posti) in otto luoghi della città: Circolo del Design, Conservatorio, Galleria Guido Costa Projects, GAM, Circolo dei Lettori, OGR Torino, Palazzo Nuovo e PAV – Parco Arte Vivente.
L’edizione 2026 è stata presentata oggi al Circolo dei lettori, in un incontro che ha messo al centro il valore dell’ascolto e della ricerca. L’assessora alla Cultura Rosanna Purchia ha ricordato il ruolo del Conservatorio come luogo vivo, capace di rigenerarsi e di dare voce alle eccellenze che crescono al suo interno. A raccogliere il senso più profondo del festival è stato il direttore Francesco Pennarola, sottolineando come To Listen To nasca prima di tutto per chi ascolta, più ancora che per chi esegue: «To Listen To è un invito che prendiamo alla lettera: ascoltare ciò che ancora non esiste».
A entrare nel cuore del progetto è stato poi il co-direttore artistico Stefano Bassanese, che firma il programma insieme a Carlo Barbagallo. Il festival nasce da una riflessione sulla dimensione pubblica dell’ascolto e si sviluppa lungo quattro traiettorie: l’ecologia dell’attenzione, uno sguardo critico sulle tecnologie del suono, la drammaturgia del corpo e il tema dell’inclusione sociale. Un percorso costruito non come semplice successione di appuntamenti, ma come una trama in cui ogni esperienza dialoga con le altre: «Ogni evento conserva la propria autonomia e allo stesso tempo modifica il modo in cui possono essere ascoltati quelli che lo precedono e lo seguono», spiegano i due direttori.
A fare da filo conduttore all’edizione è il centenario della nascita di Morton Feldman e David Tudor, due figure centrali della ricerca musicale del Novecento. A Tudor è dedicata Rainforest V, nuova co-produzione realizzata con le OGR, mentre Feldman sarà protagonista di due concerti, tra cui Crippled Symmetry alla GAM, messo in dialogo con la video-installazione Tróttu di Sofi Hémon. La direttrice della GAM Chiara Bertola ha raccontato come il brano, ispirato ai tappeti dei nomadi anatolici, trovi un’inaspettata risonanza nella tessitura sarda: un invito ad accogliere l’imperfezione e a concedersi tempi di ascolto più lunghi, lontani dalla velocità quotidiana.
Il programma riporta alla luce anche un’opera quasi “a rischio di estinzione”, Tuba Mirum di Trevor Wishart, assente dalle scene da decenni. Debutta inoltre la prima commissione originale del festival, MATCHES: Sofia Pozdniakova e Adam Maor firmano due composizioni autonome, che il pubblico ascolterà prima separatamente e poi sovrapposte, trasformando l’ascolto stesso in un esperimento. Completa questo percorso Kontakte di Karlheinz Stockhausen, un’opera in cui, come ha ricordato Bassanese, si arriva quasi a percepire tempo e suono come due forme della stessa materia.
La novità del 2026 è il ponte con C2C. Il 1° novembre alle OGR il festival porta Carl Stone, il “king of sampling”, per raggiungere anche un pubblico diverso e “contaminarlo positivamente”. Al Circolo dei Lettori invece tornano anche le Conversazioni in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino e si concentrerà sull’interessante rapporto tra ascolto e cervello e il piacere che ne deriva.
To Listen To mette così Torino in ascolto: due settimane di concerti, installazioni, performance e workshop in cui il suono diventa spazio, tecnologia e relazione.