L’acqua è una risorsa cruciale e necessaria alla sopravvivenza dell’uomo. Oltre che uno dei grandi temi che oggi siamo chiamati ad affrontare con intelligenza, sensibilità e metodo. Le sempre maggiori discussioni in ottica di cambiamento climatico e sostenibilità ambientale obbligano a prevedere efficaci strategie riguardanti l’acqua. Come trattarla, come preservarla, come utilizzarla in modo più efficiente, e come gestirla culturalmente?
Accanto alle macro-iniziative che comunità e grandi aziende dovrebbero attuare per strutturare al meglio i loro paradigmi in tema di acqua, diventa fondamentale la dialettica dei piccoli gesti, ovvero quell’insieme di azioni che ognuno di noi può svolgere nel proprio quotidiano. Gocce nell’oceano, magari sì, ma pezzi di un puzzle che tra etica, abitudine e raziocinio può condurre a un futuro un po’ migliore (per gli umani si intende, la Terra saprà sempre riadattarsi a prescindere dal nostro operato).
Sono abbastanza sotto gli occhi di tutti le campagne, più o meno concrete, più o meno propagandistiche, che cavalcano l’argomento, anche se spesso fatichiamo a comprenderne realmente gli effetti. Dunque, per ragionare su acqua e futuro, ecco un po’ di dati.
L’acqua è un bene cruciale, e di conseguenza va gestita, tutelata, valorizzata al meglio
Da dove li prendiamo? Dal Libro Bianco 2023 “Valore Acqua per l’Italia”, un rapporto realizzato dalla Community Valore Acqua per l’Italia (creata nel 2019 da The European House – Ambrosetti). Secondo i dati raccolti l’Italia è decisamente ben messa in ottica di qualità dell’acqua: è infatti il primo Paese in Europa nella specifica classifica, con l’85% dell’acqua che viene prelevata da fonti sotterranee (quindi protette e di qualità). Un numero che ci distanzia dalle “inseguitrici”, ovvero Germania al 69%, Francia al 67%, o peggio ancora Spagna e Regno Unito al 32%, e Svezia fanalino di coda al 23%. Una statistica che fa ben sperare e che esalta la qualità dell’acqua italiana che, se non lo sapete, è un grande vanto del nostro Paese, forse troppo spesso dato per scontato.
Quindi possiamo esultare: evviva la nostra acqua! C’è però un “ma” che pesa come un macigno, e che ci conduce al grande cortocircuito che i dati rendono ben chiaro: meno del 30% (29,5%) degli italiani consuma con regolarità acqua del rubinetto. Ma come? Eppure è così. Anche se la statistica cambia diametralmente se si tratta di generazioni più giovani: il 60% degli under 30 beve senza problemi l’acqua degli erogatori pubblici. I giovani, le aziende e le attività di ristorazione sono infatti le quote di società che investono e credono maggiormente nell’acqua del rubinetto, spesso erogata tramite moderni sistemi che valorizzano ancora di più l’acqua e, volendo, la trasformano in gasata. Una “frangia” non trascurabile in quanto 3 italiani su 10 preferiscono consumare abitualmente acqua frizzante o effervescente.
Uno dei leader nel nostro territorio nel campo degli erogatori d’acqua è Hydra, realtà creata da Nino Martuscelli nel 2002 a Torino, e oggi riferimento del settore.
Nino, il mercato degli erogatori sta “esplodendo”, perché? «Sicuramente il tema della sostenibilità è determinante: tante persone si sono accorte che fruire dell’acqua con un approccio totalmente plastic-free è un grande passo in avanti».
E poi? «E poi con le tecnologie di oggi è veramente facile, pulito, comodo, efficiente… I vantaggi sono parecchi».
I privati scelgono Hydra? «Assolutamente sì. Elimina il tema del trasporto di carichi pesanti fino a casa, è comodo, è sostenibile…».
E le aziende? «Anche. Sempre più attività ragionano in termini di svolte e strategie green, e adottare erogatori di questo tipo è un gesto concreto in mezzo a tanto greenwashing».
Com’è l’acqua italiana? «Il più delle volte eccezionale. E con Hydra lo è anche di più. E poi è più comoda, controllata, anche gasata».
Per questo moltissime imprese, anche di ristorazione, si sono convertite? «Avere a disposizione acqua eccellente significa avere un caffè o una granita più buoni, per fare solo un esempio. L’acqua è un bene cruciale, e di conseguenza va gestita, tutelata, valorizzata al meglio, a casa come nei luoghi che frequentiamo ogni giorno».
