Lunedì 20 aprile siamo stati a Palazzo Saluzzo Paesana per una nuova puntata di Dialoghi Metropolitani®, dal titolo particolarmente evocativo: Cucina Italiana patrimonio UNESCO – Il Piemonte sede di Gault&Millau Italia. Le ambizioni e il racconto. Tanta carne al fuoco dunque, da una parte il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale UNESCO (dicembre 2025), dall’altra il ruolo del Piemonte che si prepara a diventare sede di Gault&Millau Italia, con il lancio della prima guida nazionale.
Un evento “extralarge”, con ben undici relatori (10 minuti di speech cadauno), reso possibile dal sostegno di Camera di Commercio di Torino, ASCOM Torino, Turismo Torino e Provincia, Confesercenti Torino e Gault&Millau Italia; dai partner “tecnici” Prontoservice e Y20.24; e dal charity partner Casa Benefica. Non a caso, la grande “conferenza” si è aperta con i vari saluti istituzionali e degli sponsor, per poi lasciare la parola ad Andrea Cenni (che ha raccontato brevemente la location e il format di Dialoghi Metropolitani®) e soprattutto a Guido Barosio, conduttore dell’appuntamento e di tutti i talk.

Sul palco si sono alternati dunque parecchi ospiti. Durante il primo panel: Daniele Scaglia, chief inspector di Gault&Millau Italia; Federica Rosy Boffa Pio della storica azienda vinicola Pio Cesare; lo chef-guru Antonio Chiodi Latini; Beppe Gallina dell’omonima, mitologica pescheria; e il sempre caro Beppe Gandolfo, giornalista innamoratissimo della sua terra. Ogni intervento è stato intervallato da un piccolo excursus teatrale di Manuela Grippi e, concluso il primo panel, ci siamo goduti una pausa rigenerante curata dall’ottimo catering di Diceglia e dai vini di Vinchio Vaglio.
Giusto il tempo di esplorare le isole di gusto dislocate per Palazzo Saluzzo Paesana e ci siamo ributtati dentro il secondo panel. Sempre introdotti da Barosio, abbiamo ascoltato: il tristellato Michelangelo Mammoliti; Eleonora Cozzella, giornalista, critica gastronomica, direttrice de Il Gusto; Gigi Padovani, scrittore ed espertissimo di cioccolato; Dalia Rivolta, imprenditrice punk, content creator, anima di Niva; il giornalista e autore di guide Marco Trabucco; e, in conclusione, Valerio Saffirio, esperto di branding e valorizzazione del Made in Italy food, capace di chiudere il panel tra distopie tecnologiche e suggestioni da segnare in agenda.

Insomma, un evento ricco di argomenti, spunti, confronti, punti di vista differenti… Un evento sicuramente denso e impegnativo, addolcito sul finale dalla pasticceria di Diceglia Catering (davvero ottima).
Cosa ci portiamo a casa? Sicuramente la conferma che da questo genere di appuntamenti (sempre in stile Dialoghi Metropolitani®) passano idee e visioni utili a Torino e non solo. Appuntamenti che ci ricordano quanto l’arrivo di Gault&Millau in Italia o il riconoscimento a Patrimonio Immateriale UNESCO della cucina italiana non siano punti di arrivo, ma di partenza, anzi trampolini di lancio; inviti a continuare a confrontarsi, evolvere e progettare insieme.
