News

Dialoghi Metropolitani ed ESG

una nuova puntata con FDC Consulting

DIALOGHI METROPOLITANI A PALAZZO SALUZZO PAESANA PER PARLARE DI ESG, UN MASTER INNOVATIVO, BUONE IDEE E PRATICHE UTILI AL NOSTRO FUTURO. INSIEME A FRANCESCO DI CIOMMO E A NUMEROSI OSPITI D’ECCEZIONE

Mercoledì 12 giugno si è svolta a Torino, a Palazzo Saluzzo Paesana, una nuova puntata di Dialoghi Metropolitani, dal titolo: Sostenibilità e governance, il percorso ESG – Strategie virtuose per le aziende del futuro. L’obiettivo? Quello consueto del format Dialoghi Metropolitani (qui curato da Gruppo Mediapress e FDC Consulting Digital ESG), ovvero mettere a sistema e in dialogo idee e competenze per un utile confronto sul futuro; per portarsi a casa ogni volta spunti e stimoli realmente interessanti e funzionali.

L’incontro è stato anche occasione per ricordare la nascita del Master D-ESG (digital ESG) che FDC insieme a vari partner e all’Università di Torino ha recentemente inaugurato; un master di secondo livello unico nel suo genere che mira proprio a formare le risorse del futuro, quelle che non solo lavoreranno bene, ma che con le loro idee cambieranno (in meglio) i paradigmi della nostra società.

Ma torniamo a noi: come si è svolta la serata? Dopo un calice di benvenuto nei sempre suggestivi spazi di Palazzo Paesana, i circa 80 ospiti selezionati si sono accomodati in sala, per godersi il talk preparato per loro e incentrato sul titolo di cui sopra. Conduttore della serata Andrea Cenni, direttore editoriale Mediapress; oratori d’eccezione Francesco Di Ciommo, CEO e founder di FDC Consulting, Francesca Culasso, direttrice del citato Master D-ESG, Gianni Dimopoli, strategist di myCicero ed esperto di smart mobility, Giorgia Garola, vicepresidente Unione Industriali Torino e Francesca Lombardo dell’AIDP (Associazione Italiana Direzione Personale).

Alcuni video introducono l’inizio del talk, intervallati da un momento abbastanza toccante, dedicato alla nuova sensibilità che dobbiamo coltivare tutti insieme, attraverso 4 testimonianze decisamente speciali al motto di “siate il cambiamento, io sono il cambiamento”.

Il secondo video in particolare affronta una domanda abbastanza topica, ovvero “cos’è il valore?”. E che cos’è? È il bene comune, l’insieme di tutto ciò che ci fa stare bene, non noi ma tutti. A qualunque livello, economico, emotivo, lavorativo… Non solo oggi, ma soprattutto domani, con una visione prospettica. Non è solo un concetto, ma una direzione, una guida a un percorso da intraprendere con coraggio, visione e determinazione. Perché “la strada esiste per chi sa vederla”; frase ad effetto che precede il primo intervento di Francesco Di Ciommo.

Dialoghi MetropolitaNI FDC - Francesco Di Ciommo

Francesco Di Ciommo

Di Ciommo racconta una storia, una bella storia, ovvero la sua. Quella di un manager internazionale che a un certo punto decide di intraprendere un altro tipo di avventura, guidato dall’idea che un’impresa non possa essere solo generatrice di fatturato, ma anzi che debba essere molto di più. Deve perché non c’è alternativa se si vuole costruire un certo futuro; in cui non profit e profit si incontrano, dialogano, si valorizzano a vicenda.

In questo senso comincia la missione prima interna a Ford Authos poi centrale in FDC, in cui D-ESG diventa non solo parola d’ordine, ma anche obiettivo: «La virtuosità è un elemento necessario del mercato. Le banche, le aziende, i collaboratori richiedono impegno ESG. Non lo dicono i “sognatori”, lo dicono i dati; con un’evidenza che negli ultimi 5 anni si è fatta esponenziale. È il ritratto di un nuovo mondo, e chi non si adatta a questo nuovo mondo, sostenibile a 360°, fatto di nuovi codici e nuovi paradigmi, non solo non è virtuoso, ma non sopravvive proprio. Le normative saranno sempre più precise, le misurazioni sempre più ferree, saranno come le ISO perché le aziende di domani verranno valutate su parametri nuovi che occorre capire e “registrare” già oggi. Noi siamo la dimostrazione che si può e si deve fare. Perché non possiamo essere indifferenti a questa nuova e necessaria sensibilità. I dati del mercato ci spiegano senza tanti giri di parole che le generazioni più giovani preferiscono comprare un prodotto che viene da un’azienda virtuosa, sostenibile, attenta a questi valori. Parte di un ecosistema nuovo che gira attorno a una regola aurea: migliorare il mondo significa migliorare se stessi, e viceversa».

Poi altro video, altra suggestione, in cui diverse testimonianze parlano di cosa significa avere un lavoro in un contesto “evoluto”. E di conseguenza la parola passa a Francesca Culasso: «Questo master di secondo livello riempie un vuoto. E lo fa con idee e un’offerta di docenti di qualità che in realtà arrivano da tantissimi contesti e discipline diverse. Perché la sensibilità nuova che vogliamo formare non ha limiti e deve essere “completa”. Gli studenti hanno amato il format. E i docenti si sono piacevolmente calati in questa realtà. Un master in cui gli studenti pagano una quota simbolica perché tutto il resto è borsa di studio. 35 studenti, giovani menti che hanno scelto di credere in un rinnovato paradigma di conoscenza e vita, e noi ne andiamo decisamente orgogliosi». A questo proposito menzione d’onore a Silvia e Mattia, due studenti del master, che hanno spiegato le “motivazioni” della scelta: profondi, spontanei, trasparenti, coinvolgenti (bravi!).

Poi Francesca Lombardo: «Al centro deve esserci la competenza. Ciò che ha detto Francesco mostra la via e dà un metodo, delle regole… Ma è la competenza che rende tutte le nostre azioni funzionali. E gli stessi ragazzi, quelli formati per esempio in questo master, porteranno le loro competenze nelle aziende, le loro sensibilità, e già così le modificheranno dall’interno. Perché sono ambasciatori del futuro che incarnano e che vivranno. People, Planet e Prospective. Le famose “p” del nostro lavoro cambiano e cambieranno sempre se avremo il coraggio di migliorare».

Dialoghi Metropolitani FDC - I relatori della serata

I relatori della serata

Tira un po’ le fila Giorgia Garola: «Torno all’incontro di oggi, che è una bella occasione di confronto, ma anche un’utile metafora. Dobbiamo fare sistema. Nei dialoghi tra le aziende e con le Istituzioni. E lo diciamo noi che di mestiere guardiamo al bene, all’operato e soprattutto al futuro delle imprese. Nel titolo ci si rivolgeva in particolare a sostenibilità e governance, io prendo il mio spazio per concentrarmi sulla “S” di ESG, ovvero il sociale, le persone, l’elemento umano. Penso che le piccole e grandi “rivoluzioni” partano dalle persone, persone che fanno la differenza, ma che devono essere formate e competenti».

Gianni Dimopoli per il suo intervento si alza in piedi, una manna per gli operatori di RETESETTE che causa una gremitissima sala si muovono giusto il minimo indispensabile: «Oggi gender gap e lavoro minorile sono considerate, credo in maniera abbastanza oggettiva, come cose che non ci appartengono, anzi di più: che non fanno parte della nostra cultura. Vent’anni fa non era così. Le sensibilità evolvono, ma siamo noi a farle evolvere. E dobbiamo impegnarci in questo senso, a prescindere da cosa fanno gli altri. Penso al “mio”, alla smart mobility: l’impronta di carbonio che utilizziamo per misurare l’impatto sostenibile o meno dei nostri spostamenti è oggi insita nei nostri paradigmi di analisi (un tempo non era certamente così). Stesso discorso si può fare per il mobility manager, una figura che dieci anni fa nemmeno sognavamo. Le figure “nuove” del nostro mondo sono allo stesso tempo dimostrazione che le cose cambiano, che possono cambiare e che siamo noi a prenderci cura di questa evoluzione».

Tanti concetti interessanti e complementari, sottolineati da un’entusiasta Fabiana Dadone in prima fila; l’ex ministra ha ringraziato i presenti e fatto i complimenti ai giovani intervenuti, felice di vedere in questa sala una parte di Paese con tanta visione e passione. Concetto rafforzato da Riccardo Bubbio, vice presidente Associazione per la Direzione del Personale – Piemonte e Valle d’Aosta, che stimola a una precisazione linguistica, invitando a parlare sempre più di “impatto” delle azioni sul quotidiano.

La chiosa a Francesco Di Ciommo: «Un grazie doveroso va a questa platea, a chi ha parlato e a chi ha ascoltato con grande interesse. Cosa ci portiamo a casa? Come proviamo a riassumere quasi due ore di confronto? Due elementi: network e risorse formate (nel lavoro e nella sensibilità), per avere le competenze per cambiare il futuro e i luoghi d’incontro in cui farle evolvere». Come questi Dialoghi Metropolitani, aggiungiamo noi.