Il Castello di Rivoli - Museo d'Arte Contemporanea presenta la seconda parte di una programmazione che coinvolge interventi, dialoghi e opere d'arte, intitolata Digital PTSD. La pratica artistica e il suo impatto sul trauma digitale. Una tematica scaturita dalla mostra Espressioni. La proposizione. La Parte I si è precedentemente svolta in data 12 dicembre 2020.
Digital PTSD. Parte II è presentato al Teatro del Castello di Rivoli (accesso gratuito con il biglietto del Museo, la prenotazione è obbligatoria) ma verrà anche trasmesso in live streaming su e-flux e sul sito web del Castello di Rivoli.
Digital PTSD va controcorrente, mostrando attraverso una piattaforma virtuale una critica verso l'utilizzo scorretto delle tecnologie. Presenta un'analisi che coinvolge più discipline sulla possibilità che si verifichi un «trauma da iper-digitalizzazione», che non riguardi solo l'individuo ma che si rifletta sulla collettività.
«Nel contesto della nostra crescente dipendenza dalle tecnologie online e dall’intelligenza artificiale, Digital PTSD si chiede se questi strumenti possano essere fonti di disagio psicologico, minando il benessere fisico e mentale e facilitando l’affermazione di una tecnocrazia che rappresenta una minaccia alla nostra salute e benessere sociale».
Un incontro che invita alla riflessione sulle plausibili conseguenze di un aumento delle attività virtuali, sull'esperienza basata sullo schermo dei dispositivi usati quotidianamente e sulla trasformazione che apporta il nuovo «regime epistemico digitale».
Parteciperanno all'incontro: gli artisti Ed Atkins; Janet Cardiff e George Bures Miller; Otobong Nkanga, Tabita Rezaire e Miao Ying; Carolyn Christov-Bakargiev, il direttore del museo; Devra Davis, epidemiologa e attivista; Irene Dionisio, autore, regista e artista visiva; i neuroscienziati Aikaterini Fotopoulou e Vittorio Gallese, neuroscienziato; i filosofi Vincent Hendricks e Catherine Malabou; Legacy Russell, curatore, scrittore.
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