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Cultura

Espressioni. La proposizione al Castello di Rivoli

Al Museo d'Arte Contemporanea in mostra le opere espressive, addirittura espressioniste, di oltre 50 artisti di ogni tempo e di ogni luogo

Stanti le misure per fronteggiare l'emergenza Covid19 in continuo aggiornamento, consigliamo di verificare che gli eventi/mostre siano effettivamente confermati, anche rispetto a date e modalità di svolgimento

Dall’individualismo esasperato a manifestazioni di malinconia romantica sino a interpretazioni deformate del corpo e del quotidiano, quasi a significare la necessità di verificare la propria vitalità di fronte alle difficoltà del mondo. Il percorso espositivo di Espressioni. La proposizione, curato da Carolyn Christov-Bakargiev con Fabio Cafagna e Marianna Vecellio, si snoda al primo e al terzo piano dell Castello di Rivoli – nella Manica Lunga – e svela al pubblico relazioni inedite tra le opere esposte, create da 50 artisti di epoche storiche diverse e provenienti da più parti del mondo, enfatizzando i molteplici modi secondo i quali esprimono i propri stati emozionali e corporei.

Tra le opere storiche figurano Cristo crocifisso tra Papa Urbano V e San Giacomo, c. 1395-1399, di Simone dei Crocifissi; Scena Allegorica, c. 1521- 1522, del pittore manierista Dosso Dossi; Narciso, 1597-1599, di Caravaggio; La Maddalena penitente, c. 1645, del pittore barocco Andrea Vaccaro e Sansone e Dalila, c. 1630-1638, di Artemisia Gentileschi; il San Lorenzo, c. 1640-1649, di Jusepe de Ribera; l’edizione completa del 1863 dei Desastres de la Guerra di Francisco Goya y Lucientes; La Pazza, 1905 di Giacomo Balla e il Ritratto di Viktor Ritter von Bauer, 1917, di Egon Schiele.

In mostra anche Due cavalli, 1927, di Giorgio de Chirico; una serie di maschere e oggetti Dogon del Mali realizzate tra il Settecento e il primo Novecento, e una splendida maschera Ngil della civiltà Fang del Gabon precedente al 1930. A completare la selezione di opere è la gestualità dirompente del Senza titolo, 1956, opera collettiva di Asger Jorn, Pinot Gallizio, Costant, Jan Kotìk, Piero Simondo, Gallizio jr.

Tra le opere contemporanee figurano Abstrakter Kopf (Testa astratta. Meditazione), 1929, di Alexej von Jawlensky; Tête de Femme (Testa di donna), 1942, di Pablo Picasso; Donna che si spoglia, 1935 circa, e Das Attentat (L’attentato), 1936, di George Grosz; Ritratto di Diego, 1954, di Alberto Giacometti; Merda d’Artista, 1961, di Piero Manzoni; Mullberg (Pile of Rubbish) (Montagna di rifiuti), 1984, Fenster (Finestra), IG1992,_70, 1992 e Ostsee, 2001 di Isa Genzken; Merkaba Sefer Hechalot, 2002, di Anselm Kiefer; l’opera lignea di Wael Shawky Cabaret delle Crociate: rilievo dell’adozione di Goffredo di Buglione da parte di Alessio Comneno, 2016; la prima opera realizzata con realtà virtuale, Real Violence, 2017, di Jordan Wolfson, nonché opere di Michelangelo Pistoletto, Bas Jan Ader, Mario Merz, Marisa Merz, Fabio Mauri, Enzo Cucchi, Emilio Vedova, Anna Boghiguian, Monica Bonvicini, Regina José Galindo, Pierre Huyghe, William Kentridge, Chris Burden, Bracha L. Ettinger, Werner Herzog, Cecily Brown, Beau Dick, Lin May Saeed, Lynette Yiadom-Boakye, Ed Atkins, Goshka Macuga, Cally Spooner, Nalini Malani, Susan Philipsz, Miao Ying, Marzia Migliora, Patrizio Di Massimo e Giuliana Rosso.