L’etimologia della parola “evolvere” è molto più pratica di quello che possiamo immaginare, significa letteralmente “volgere fuori”, o meglio “srotolare”, e i suoi primi utilizzi erano inevitabilmente legati ad azioni svolte con pergamene o simili. Evolvere poi, nel tempo, divenne più che altro verbo utilizzato in chiave riflessiva e metaforica, con il significato contrario a “richiudersi”, e quindi “aprirsi” o “svilupparsi”, andare oltre sé stessi, in definitiva crescere e cambiare (preferibilmente in meglio).
È un bel paradosso: sebbene la carta sia oggi uno degli oggetti che consideriamo più distanti dal concetto stesso di evoluzione, la sua radice etimologica non potrebbe essergli più vicina. E infatti, se ci riflettiamo bene, più che un paradosso è tipo un’ingiustizia, o una sorta di “effetto Mandela” (se non sapete cos’è vi lasciamo Wikipedia qui). Dati alla mano, l’industria della stampa è una di quelle che ha investito di più nel progresso e nell’evoluzione dei propri strumenti. In un paio di anni tecnologie che parevano all’avanguardia diventano pezzi d’artiglieria del primo Novecento, e chi non sta al passo coi tempi non sta al passo con il mercato.
Ce lo hanno spiegato bene l’altro giorno in SAN (Stamperia Artistica Nazionale), mentre ci parlavano di un nuovo macchinario appena acquistato.
«Anche in virtù dei primi cento anni di SAN, ci siamo fatti un bel regalo… la nuovissima Jet Press 750S di Fujifilm».
Per noi è abbastanza come parlare in arabo, quindi abbiamo chiesto il perché di tutto quell’entusiasmo… «È l’avanguardia della stampa digitale, un’implementazione tecnologia notevole sia in termini di qualità che, soprattutto, di sostenibilità e riduzione degli sprechi».
Questo è un passaggio interessante, lo approfondiamo. «Per quanto riguarda la sostenibilità nella stampa digitale, il salto è netto. Grazie a questo macchinario possiamo eliminare l’uso di solventi durante il processo, riducendo drasticamente i rifiuti e l’impiego di materiali pericolosi tipici della stampa tradizionale. Gli inchiostri utilizzati sono a base acqua, con un’ampia gamma cromatica, e il 95% dell’inchiostro è de-inchiostrabile, quindi anche il prodotto finale è più facilmente riciclabile. In più, la stampa diretta a getto di inchiostro, eliminando tutti gli elementi intermedi tipici del processo offset (lastra e caucciù), consente una drastica riduzione degli avviamenti e degli scarti; dunque meno fogli di prova, meno sprechi e tempi di messa in produzione più rapidi…».
Una bella notizia insomma. «Un bel “regalo” per noi e per i nostri clienti: anche perché la Jet Press 750S permette un livello di stabilità cromatica e personalizzazione davvero superlativi…».
Crediamo si noti (palese) l’entusiasmo di chi vive in mezzo a stampe e annesse evoluzioni da cento anni… E anche noi ne siamo contagiati, pur avendo capito probabilmente un dettaglio su due… Abbiamo però confermato che evoluzione e stampa, come da etimo, vanno ancora fortunatamente a braccetto.
