Capire come cambiano le città, in quali direzioni vadano… non è per niente facile. A volte osserviamo segnali che suggeriscono prospettive positive, in altri casi rimaniamo profondamente delusi. In questo senso, un aspetto da tenere d’occhio per comprendere i mutamenti urbani è l’evoluzione dei palazzi cittadini. Strutture che hanno oggi una vocazione totalmente diversa da quella che fu. Insomma, palazzi che sono cambiati perché a evolvere è stata soprattutto la città intorno a loro. Dunque, oggi parliamo di 3 case history immobiliari che ci aiutano a riflettere sul futuro di Torino, private o pubbliche che siano. Nota doverosa: sono solo 3 e sono tendenzialmente tutte storie positive… di incompiuti o compiuti insensati ne abbiamo già a sufficienza!
Saffi18: nuova vita per la telefonia
Dentro il cuore di Cit Turin, il palazzo che fu sede di Seat Pagine Gialle (celebre per la pubblicazione degli elenchi telefonici) è recentemente rinato con un progetto ambizioso: Saffi18. In breve, si tratta di uno spazio gigantesco e sostanzialmente inutilizzato, trasformato in un progetto da 20 appartamenti e diversi uffici, nel rispetto sia di una spiccata modernità che della storicità di un immobile che aveva necessità di rinascere. Nota di costume, il palazzo è particolarmente rilevante a livello storico in quanto ospitò anche l’archivio storico di Seat che raccoglieva tutta la documentazione prodotta fin dal 1913.
Palazzo Solaro: accoglienza nuova in piazza San Carlo
Altro progetto molto interessante, nel bel mezzo di piazza San Carlo: Palazzo Solaro Boutique e Luxury Suites; un boutique hotel nato dalla grande esperienza in ambito hôtellerie di Tiziana Aguì e in linea con un’idea di accoglienza internazionale e raffinata. Il tutto all’interno di un pezzo di Palazzo Solaro, dimora aristocratica che fu salotto di conversazioni e di sogni, rifugio del Circolo del Whist, dove Camillo Benso di Cavour intrecciava parole e pensieri destinati a cambiare il volto dell’Italia. Spesso si parla del fatto che Torino, sempre più turistica, soffra la mancanza di opzioni d’accoglienza di livello. Ecco, servono progetti del genere. Chissà come verrà, c’è tanta curiosità…
Campus Luigi Einaudi: il post Italgas
Il nostro bel Campus Einaudi sul Lungo Dora rappresenta una delle operazioni di evoluzione urbana più interessanti e simboliche del nostro territorio. Fa parte di un progetto di riqualificazione parecchio ampio che circa 15 anni fa ha modificato diametralmente l’identità di più di un quartiere (Vanchiglia, Santa Giulia, Aurora…), oggi a trazione nettamente universitaria. Il Campus, progettato da Norman Foster, sorge infatti sull’area industriale di un ex stabilimento Italgas, e incarna perfettamente la nuova anima accademica della città (peraltro è talmente spettacolare che la CNN lo ha inserito nella classifica dei dieci edifici universitari più belli del mondo).
