Festeggiare il proprio compleanno all’apertura della 82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, insieme peraltro a Paolo Sorrentino, Toni Servillo e molti altri attori e registi… Riuscite a immaginare una celebrazione più speciale? Noi onestamente no, però è proprio quello che è successo a Film Commission Torino Piemonte che, dopo aver compiuto in questo 2025 i suoi primi 25 anni, si è “regalata” la presenza al festival del cinema di Venezia con ben 3 film, tra cui quello che ha aperto la rassegna, ovvero La grazia di Paolo Sorrentino.
Uno straordinario avvenimento, una palla al balzo che prendiamo volentieri per fare gli auguri a Film Commission, e per parlare un po’ di questa edizione di Venezia in corso, giusto due chiacchiere, prima che la giuria assegni i propri voti. In questo modo, magari, potremmo anche segnalare alcuni utili consigli cinematografici (che però vedremo probabilmente al cinema tra non poco tempo…).
Partiamo proprio da Sorrentino e dal suo La grazia, girato a Torino con il sostegno di Film Commission, con un Toni Servillo in grande spolvero. Proprio Servillo veste i panni di un immaginifico Presidente della Repubblica, supportato dalla figlia, perché anziano, nella gestione di vita privata e pubblica (ormai praticamente la stessa cosa). La critica l’ha definito un film “inatteso”, che ha in parte spiazzato tutti, e che ribadisce la classe di un Sorrentino mai domo (anche dopo il bello ma non esaltante Parthenope).
Non ha deluso le aspettative (sempre altissime) anche Yorgos Lanthimos con il suo Bugonia, un altro progetto del regista greco che dopo il successo di Povere Creature (e molti altri) non rinuncia a sperimentare con una commedia amara, matta, divertente e non per tutti; che conferma la non-voglia di Lanthimos di rimanere in date comfort zone. Emma Stone fantastica.
Altre menzioni d’onore, per ora. Impossibile non citare No other choice di Park Chan-Wook, un maestro assoluto che esce un po’ dal “solito” tracciato per affondare le mani in una commedia assurda e nerissima che chi ama un certo tipo di cinema asiatico non potrà che adorare (la tecnica, quella, è indiscutibile). Discorso simile possiamo fare con il Frankenstein di Guillermo del Toro, una ricostruzione meravigliosa del capolavoro di Mary Shelley, gestita con la solita grande mano dal regista messicano. Ultimo passaggio lo facciamo su Father, Mother, Sister, Brother di Jim Jarmusch, finalmente a Venezia, finalmente in concorso, finalmente tra noi: a prescindere dal film in sé, è bello vedere Jarmusch in questo contesto, magari può servire come stimolo per recuperare i film di uno dei registi “indie” americani più importanti degli ultimi 30 anni.
Insomma, Film Commission Torino Piemonte prosegue il suo anno di importanti festeggiamenti in una delle cornici più belle, cinematograficamente parlando, del mondo. Confermando la propria rilevanza nel settore e regalandosi una cartolina da Venezia difficilmente dimenticabile.
