La storia della Fondazione Venesio affonda le radici nella vicenda imprenditoriale e umana della famiglia Venesio, che da oltre un secolo guida Banca del Piemonte mantenendo saldo un principio: la banca come strumento al servizio delle persone e del territorio. Nel 2022, in occasione del 110° anniversario della Banca, questa visione si è tradotta in un progetto strutturato di filantropia moderna: la nascita della Fondazione Venesio Ente Filantropico, per dare continuità e sistematicità a un impegno sociale già profondamente radicato.

«I valori uniscono, le azioni restano. Questa è la missione di Fondazione Venesio che, attraverso le sue iniziative per le persone, dà voce ai principi di solidarietà della Banca», spiega Wilma Borello, Presidente della Fondazione e Condirettore Generale Vicario di Banca del Piemonte.
Parliamo di una fondazione sicuramente giovane, ma con radici profonde, che interpreta la filantropia come ascolto dei bisogni reali e come alleanza con il territorio. Come sottolineato da Camillo Venesio, Socio fondatore e Vicepresidente della Fondazione nonché Amministratore Delegato e Direttore Generale della Banca: «La nostra famiglia è da sempre unita nella vita, nel lavoro e oggi anche nella filantropia. In un contesto caratterizzato da guerre ed emergenze, che acuiscono il divario sociale e creano nuove forme di povertà, la Fondazione nasce per offrire un aiuto concreto alle persone e per contribuire con grande responsabilità al bene comune».

La Fondazione opera sul territorio in cui Banca del Piemonte è presente, dunque in Piemonte e in Lombardia. In particolare è attiva in quattro ambiti principali: in primis, la ricerca scientifica e medica, sostenuta dalla Fondazione con continuità e stabilità nel tempo. «Fondazione Venesio – dichiara la Presidente – sostiene la ricerca scientifica e medica su precisa volontà dei suoi Soci Fondatori che da sempre riconoscono nella prevenzione e nella ricerca la chiave per affrontare le sfide più complesse della salute oggi». Ma l’azione della Fondazione va ovviamente anche oltre, con particolare attenzione a: istruzione e formazione (con un focus specifico sulle iniziative volte a favorire i giovani nel loro ingresso nel mondo del lavoro); assistenza sociale e sociosanitaria per tutte le persone più fragili, in particolare per bambini e adolescenti; arte, cultura e ambiente, con progettualità che promuovano, valorizzino e rendano accessibile il nostro territorio e le sue bellezze.
Le iniziative sono selezionate in base al loro impatto sociale e per la capacità di generare valore duraturo: non si tratta quindi di assistenzialismo puro; anche perché filo conduttore di ogni attività è la promozione della dignità delle persone, con una spiccata sensibilità verso i giovani, le fragilità e la crescita culturale del territorio.

I progetti messi in atto nel tempo sono lo specchio delle idee della Fondazione. Tra i tantissimi possiamo citarne tre a titolo d’esempio. Il primo progetto con forte valore simbolico è stato assegnare 110 borse di studio a giovani neolaureati, in occasione dei 110 anni di Banca del Piemonte. Un gesto concreto per sostenere i giovani, il talento e il merito. Il secondo è stato Scendiamo in campo!, progetto particolarmente caro a Camillo Venesio: «Ho sempre amato il calcio, per tanti anni ho praticato questo sport e desideravo da tempo donare un luogo in cui giocare a pallone». Il progetto, realizzato nel 2024, ha riguardato la riqualificazione del campo sportivo all’interno dell’Oratorio della Parrocchia Sant’Antonio Abate a Torino, con un intervento di oltre 100.000 euro per un impianto di illuminazione di ultima generazione e spogliatoi moderni. Un’operazione importante che ha restituito un nuovo campo da calcio a 5 ai giovani del quartiere e alle loro famiglie. Da allora ogni anno viene organizzato un torneo a cui partecipa anche una squadra di Banca del Piemonte.
Un’altra iniziativa di grande innovazione sociale sono le giornate della prevenzione dei tumori maschili. Il progetto, giunto con grande successo alla sua terza edizione nel 2025, è realizzato insieme alla Fondazione Ricerca Molinette e consiste nel “portare l’Ospedale all’esterno”, ovvero nelle piazze di Torino, tutti i weekend di novembre (mese dedicato alla prevenzione maschile). Grazie a un ambulatorio mobile attrezzato, infatti, il team altamente specializzato di urologi diretto dal professor Paolo Gontero fornisce a titolo gratuito informazioni ed effettua visite preventive per lo screening del tumore del testicolo ai giovani e del tumore della prostata agli uomini. Un altro momento di sostegno concreto al territorio.

Anche i numeri giocano un ruolo importante nel raccontare l’impegno della Fondazione: dalla nascita, nel 2022, sono state oltre 160 le progettualità messe in campo, e circa due milioni di euro i contributi erogati sul territorio. Al momento i progetti attivi sono una cinquantina, realizzati soprattutto attraverso il sostegno diretto a Ospedali, Università, enti e associazioni non profit.
Nell’ambito sanitario, da lungo tempo sono attivi progetti nel campo della ricerca oncoematologica, con la Fondazione IEO-Monzino di Milano, della ricerca di malattie oncologiche o genetiche rare, con l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, il San Raffaele di Milano, l’Ospedale Molinette di Torino, il Cottolengo…

Per quanto concerne istruzione e formazione, soprattutto per l’assegnazione di borse di studio, le collaborazioni vengono portate avanti con eccellenze del settore del nostro territorio, ad esempio con il Collegio Carlo Alberto e con il Politecnico di Torino.
Mentre, in ambito culturale, l’impegno principale è rivolto a giovani artisti di talento, aiutati nel loro percorso di affermazione in un mondo del lavoro complesso e importante. A cui si sommano tutti i contributi a favore di iniziative culturali di vario genere sul territorio: mostre, cinema, concerti…

Nel sociale, l’operato della Fondazione vive di partnership storiche, come quella con la Consulta per le Persone in Difficoltà per l’ambito della disabilità, o con l’Associazione Rubens che si rivolge a bambini e adolescenti in difficoltà; ma il raggio della Fondazione è ampio, e sostiene anche tante altre piccole associazioni che dedicano la loro attività a donne, anziani, immigrati e carcerati ogni giorno.
Nel futuro della Fondazione Venesio c’è sicuramente il rafforzamento della propria presenza sul territorio, senza snaturarsi, ma anzi amplificando un’azione capillare che nel giro di qualche anno ha permesso di sostenere anche quelle realtà non profit tanto piccole quanto fondamentali per il tessuto sociale; ma che spesso faticano a trovare i fondi attraverso bandi pubblici e istituzionali.
L’attenzione, in ogni caso, sarà sempre più orientata ai giovani, che stanno vivendo un periodo storico e sociale complesso, alla ricerca scientifica e alla lotta alle nuove povertà che generano ferite profonde e insanabili. L’obiettivo? Investire nel futuro del territorio per dare alle persone l’opportunità di vivere con dignità e fiducia. Mantenendo, come Fondazione, un’identità chiara, fatta di interventi mirati e diffusi, ascolto del territorio e misurabilità dell’impatto sociale generato.
A questo proposito, a fine 2026 andrà in scena un appuntamento speciale: il concerto commemorativo in onore del centenario dalla nascita di Vittorio Venesio, storico presidente di Banca del Piemonte; un modo per condividere nuovamente la missione della Fondazione, ricordare una figura centrale di questa storia e sostenere la stagione concertistica di Lingotto Musica ETS.

In un numero dedicato in larga parte al modello di una Torino Sociale, la testimonianza della Fondazione Venesio diventa particolarmente emblematica, soprattutto perché oggi il Terzo Settore è un pilastro della tenuta sociale urbana: intercetta bisogni emergenti (spesso prima delle istituzioni) e costruisce risposte flessibili e vicine alle persone. In un contesto di crescente complessità sociale, fondazioni e associazioni rappresentano spazi di fiducia e prossimità; come evidenziato anche da Wilma Borello: «Il valore sta nel creare una rete di aiuto che non lasci nessuno indietro».
Dunque, l’associazionismo contemporaneo è chiamato a un momento di riflessione e riprogettazione, proprio a partire da queste grandi responsabilità. Dovrà sempre di più lavorare su competenze, trasparenza e collaborazione; e sempre più rilevante sarà la capacità di fare rete ed evitare il pericolo della frammentazione. Fortunatamente, il nostro territorio ha tutte le carte in regola e i “nomi” giusti; basti pensare a esempi virtuosi come 1 Caffè Onlus (partner storico di Fondazione Venesio) o Torino Social Impact. Per disegnare una Torino realmente sociale serve una grande squadra, guidata da una visione strategica e da un vero dialogo tra pubblico e privato. La sfida di oggi probabilmente è proprio questa: evolvere senza perdere la dimensione umana che rende il Terzo Settore insostituibile.
Nella speranza anche di poter contare su un piano delineato a livello nazionale, con interventi statali dedicati e puntuali: semplificazione burocratica, stabilità normativa, incentivi fiscali chiari… Il Terzo Settore ha enormi potenzialità, ma necessita di regole certe per poter programmare nel medio-lungo periodo. Una mossa auspicabile? Una maggiore valorizzazione delle fondazioni filantropiche come partner delle politiche pubbliche, passaggio chiave che permetterebbe di amplificare l’impatto delle risorse private a beneficio della collettività.
Insomma, idee, direzioni e soggetti ci sono, il lavoro fatto è molto e quello da fare è ancora di più. Fondazione Venesio affronta con entusiasmo questo grande percorso sociale.
(foto FONDAZIONE VENESIO)
