Estate, tempo di pomeriggi ombreggiati, tapparelle abbassate, divano e serie improbabili da sbocconcellare con la figlia tredicenne, rigorosamente in mutande. Mentre scegliamo cosa guardare, la figlia tredicenne rigorosamente in mutande mi chiede ragioni di Sex and the city, una serie dei “miei tempi”. Così ho cercato di spiegarle cosa fosse, perché se gliel’avessi fatta vedere mi avrebbe seccata con un troppo cringe, mamma, togli ‘sta roba.
Sex and the city si fondava su un assunto semplice: a New York, tra i Novanta e i Duemila, è in atto un fenomeno apocalittico. Per ogni uomo papabile ci sono sette donne, una percentuale davvero scoraggiante per le single. Nonostante la statistica giochi contro, quattro amiche si mettono alla ricerca del grande amore, dimostrando che la matematica è un’opinione.
Roba forte, roba cringe!
Durante sei stagioni Samanta, la peperina, se ne baccaglia 41, con una donna per bonus. Carrie, quella in cui ognuna di noi doveva rivedersi e immedesimarsi, si accoppia con 33 uomini diversi, come i trentini, tutti e 33 trottano sulla nostra beniamina, nel frattempo piazza anche due o tre relazioni lunghe. La verginella Charlotte si assesta su un bel 28, due squadre con tutte le riserve, l’arbitro o il raccattapalle. Poverina, è schizzinosa. L’avvocata solo 17, che comunque mi sembra ottimo visto che è lesbica, ma vuole essere proprio sicura sicura.
Hanno comunque il tempo di diventare ricche scrivendo articoletti fessacchiotti sulla carenza di uomini.
In ogni serie e film di quegli anni i maschi sono pochi, ondivaghi, incostanti, disagiati ma ricchissimi, incapaci di lasciare le ex, incapaci di leggere i propri sentimenti. Posso dire, col senno di poi, che hanno avuto ciò che meritavano: Mister Big (che io ho sempre trovato affascinante come un 68 barrato)? Morto. Dottor Stranamore di Grey’s Anatomy? Morto. E con lui anche Mister Bollore. Darcy de Il diario di Bridget Jones? Morto anche lui.
La nostra generazione non ha il lieto fine, noi abbiamo l’eterno riposo. Noi soffriamo e ci mettiamo la pietra sopra, all’amore e pure all’amato. Ed ecco spiegata la storia sette donne per un uomo, li abbiamo fatti fuori tutti. Roba forte, roba cringe!
