Si è ufficialmente conclusa la settimana torinese dell’arte, che poi non è propriamente una “settimana”, ma un moto dell’anima, un’onda d’arte che investe la città in pieno autunno, colorandola e animandola di mostre e appuntamenti culturali. Un calendario sempre più difficile da riassumere perché, dai big agli “avannotti”, la Mole di eventi (capito il gioco di parole?) è ormai decisamente cospicua e varia. Per questi e altri motivi, noi vi segnaliamo i nostri highlights (che funzionano anche da buoni propositi per il 2026).
Sicuramente non potevamo perderci The Others Art Fair 2025 (dal 30 ottobre al 2 novembre all’International Training Centre of the ILO, agenzia dell’ONU), anzitutto perché è una delle manifestazioni più “real” dell’art week, e poi perché sa mettere come pochi altri appuntamenti gli artisti al centro. Ce l’ha spiegato anche l’anima di The Others, Roberto Casiraghi, che ci ha narrato la genesi del titolo di questa edizione, ovvero The future is here, right now!. «Il titolo è nato dopo aver scelto gli artisti che avrebbero esposto, ci sembrava la scelta più adeguata, anche perché la maggior parte delle opere presenti quest’anno sono state pensate apposta per The Others. Il futuro è qui adesso può anche funzionare come uno slogan, ma siamo convinti che queste opere ci abbiano effettivamente mostrato una parte del domani». E noi siamo d’accordo.

E a proposito di domani, vorremmo che in futuro sempre più persone scegliessero di vivere/conoscere/animare gli spazi di Flashback Habitat, in corso Lanza, una delle location più affascinanti della città; che durante la settimana dell’arte si esalta ulteriormente grazie a Flashback Art Fair (30 ottobre-2 novembre), a mani basse una delle mostre più interessanti dell’art week. Fin dal proprio titolo, che non c’è e ugualmente risulta quasi “ingombrante”, lasciando il palco a un dialogo tra questi magnifici spazi e le opere degli artisti; un discorso partecipato che ci parla di creatività e connessioni, e si fa gesto di resistenza e libertà. Un modo per ricordarci che non ci servono etichette, ma luoghi in cui esprimerci, con meno superficialità e un po’ di sana voglia di approfondirci.

In questo senso, abbiamo apprezzato anche molto Artissima (31 ottobre-2 novembre), sicuramente il piatto forte della settimana dell’arte, soprattutto dal punto di vista dei numeri e della rilevanza per il mercato. Allo stesso tempo distante e vicina, nella poetica e nella messa in pratica, alle due mostre citate prima, ma comunque interessante fin da un titolo, Manuale operativo per Nave Spaziale Terra (omaggio a Fuller), che ha evidenziato una certa voglia di Artissima di tornare ai propri contenuti. Ovviamente senza rinunciare a una consolidata dimensione internazionale (oltre 34.000 presenze a Lingotto Fiere, con 176 gallerie da 36 paesi del mondo) e “commerciale”: buono l’impatto economico della fiera che è servita anche per valutare la “novità” dell’aliquota IVA ridotta al 5% per il mercato dell’arte.

Ultima menzione alla XXI edizione di Paratissima, per la prima volta al Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri; una location interessante per una mostra brillante. Il titolo di quest’anno è stato KOSMOS, evidente tentativo di rappresentare l’universo di artisti (oltre 450) che hanno portato i loro progetti all’interno di questa grandissimo laboratorio d’arte contemporanea.
Paratissima è stata una delle rivelazioni della settimana con 18.000 visitatori praticamente tutti nel weekend; ma, in generale, sia negli appuntamenti clou che in quelli “minori”, questa art week 2025 ha catturato davvero l’interesse di torinesi e turisti. Noi abbiamo chiacchierato un po’ con vari ristoratori e altri commercianti, e l’impressione è abbastanza unanime: la settimana dell’arte ha oggi per la città un peso economico rilevante. Dunque, che dire, anche questa art week 2025 è andata in archivio, avanti tutta!
